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Sotto il muro vicino a casa sua in rosso c’era scritto: + birra –sbirri: lui non beveva, almeno non più come un tempo, e comunque non più allo stesso modo. Ma gli sbirri specie quelli che li fanno da convinti, non per giustizia ma per pura prepotenza, non li aveva mai sopportati; a loro certamente preferiva la birra, quella di grano, quella che nutre. Aveva l’immagine del Robocop di Genova nei giorni dell’ira, quello sì doveva essere un “convinto”, che amava il suo manganello probabilmente come una parte di sé, inutile dire quale, perché gli spiriti “convinti” hanno proiezioni falliche sparse per tutto il Reale, avendo l’inconscio popolato di mostri.
Fortuna sua, a Genova non era andato, per più modesti doveri familiari. Ma di Genova aveva odiato, la chiusura dei vicoli, la ridicola messa in scena del divieto dei panni stesi. Nei vicoli per poco tempo aveva vissuto ospite di un parente, e sapeva quanto facile sarebbe stato perdersi, come d’altra parte, far perdere le proprie tracce. Allo sdegno del giovane poi morto, che si era vista invasa la sua città da un esercito di marziani per garantire la sicurezza di otto Grandi abelinati e tristi (1), lui ci credeva. Sapeva anche del blocco nero di terribili greci,olandesi, tedeschi , gente che non scherza. Ma lui sapeva dell’orgoglio della Superba, mica per niente chiamata così. Si ricordava di G. Perasso detto Balilla, che in un’ occasione che lui riteneva fortemente analoga, benché di qualche secolo prima, aveva dato inizio all’insurrezione al grido "Che l’inse?”
Era il millesettecentoquarantasei di dicembre per le solite storie dei Grandi ( il G8 non gli pareva molto differente), Genova si ritrovò invasa da un esercito, quale, è quasi insignificante dirlo. Perchè è la prepotenza che ferisce che umilia, che porta alla rivolta. Non la lingua o il colore delle divise. Nel quartiere di Portoria come in piazza Alimonda, non un Defender ma un mortaio,restò impantanato, isolato.
Lo sapeva anche lui, c’era qualche differenza se si voleva andare a cercare il pelo nell’uovo. In quell’occasione gli austriaci non contenti, pretesero l’aiuto della popolazione nella rimozione del mortaio, la gente si inferocì e fu Giovanbattista a gridare “Comincio?” “ Che l’inse?” e invece che di un estintore partì un sasso a cui ne seguì una pioggia fitta.
Dovevano essere giorni di esasperazione e lo stato d’animo del giovane Carlo, a lui piaceva pensarlo analogo al Balilla di due secoli prima. In piazza Alimonda in quel Defender doveva esserci il panico, e nessuno pretese aiuto dalla popolazione. Di fatto però non si sa bene se il Perasso sopravvisse o restò semplicemente nel mito, mentre il giovane Carlo, di certo si prese una pallottola in testa, con buona pace dei peli nell’uovo dei benpensanti. Del Perasso c’è pure un monumento. Che i giovani fascisti si chiamassero Balilla, è un’altra storia di come si ruba in malafede dalla Storia.
Al mare, a S.Giuliano magari, dove, dopo i giorni di Libeccio si trova anche l’oro portato dalle onde; al mare,doveva andare, ma c’era tutto quel ramadan di gente in armi, c’erano anche quei tipi imbavagliati di nero, che rivoltavano cassonetti spaccavano le vetrine di banche e supermercati. Non gli dovevano sembrar molto diversi dagli sbirri se si muovevano anche loro a suon di tamburo. Non dovevano essergli molto simpatici, ma tant’è.
Più birra meno sbirri, allora.
(1) Abelinati e tristi, grandi grossi e ciula…fate voi
Commenti
Caro Slocum, a volte, il
23 luglio 2010 da Melarea, 5 settimane 6 giorni ago
Id commento: 706
Caro Slocum, a volte, il silenzio non è segno di insensibilità. Anzi...
Il silenzio è tale, di fronte a certe efferatezze, perché diventa il rifugio di una rabbia che non trova espressione adatta. Nessun urlo di sensibilità può cambiare il passato.
Più volte ho affermato che non avremo mai cambiamenti se non metteremo in moto quella parte di noi che, in molti, non sappiamo di avere e, per tale motivo, come far funzionare: la coscienza.
La coscienza (almeno, la consapevolezza di averne una) è quella parte di me che mi rende anarchica, non schierata, libera. Libera di professare una sola religione: la ricerca.
E cosa ricercare in primis se non quella Scintilla divina che, sola, ci renderebbe fratelli?
Figli dello stesso Fuoco?
Grazie del tuo passaggio qui,
24 luglio 2010 da slocum, 5 settimane 6 giorni ago
Id commento: 707
Grazie del tuo passaggio qui, tutto, anche le cose più tristi possono rientrare nella nostra vita e trovare, anche a fatica, un senso. Probabilmente è vero che ci si debba talvolta appellare a qualcosa oltre di noi.La Giustizia ad esempio, qui i n terra come in cielo è un appello costante all'uso che della coscienza facciamo.
Adesso scherzo: la birra comunque resta buona, malgrado il suo contenuto calorico! E se Dio fosse un Mastro Birraio forse andrebbe tutto molto meglio! Slocum
A genova non c'ero, e posso
22 luglio 2010 da slocum, 6 settimane 1 giorno ago
Id commento: 705
A genova non c'ero, e posso anche credere che nessuno di noi di questo sito, ci sia andato per qualsiasi ragione a partire della mia stessa, non chiedo, non era mia intenzione chiedere uno schierarsi pro o contro, a quello al massimo ci penso io con il mio scritto. ma uno sforzo di memoria per anime sensibili come credo realmente siate , un pochino mi aspettavo ci sarebbe statoMi interessavano veramente le vostre emozioni.
O devo dedurne chequelche è successo a Genova interessi poco osia argomento di poco conto per voi?
(Nessun oggetto)
17 luglio 2010 da slocum, 6 settimane 5 giorni ago
Id commento: 704