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Category: Economia
Post che trattano di economia e finanza.
Una rivoluzione socio-economica e culturale: PENSIONI DA LAVORO UGUALI PER TUTTI! E dopo anni in cui mi sono battuto, ora le mie teorie economiche trovano il consenso: non più comperare per vendere ma VENDERE PER COMPERARE
Da noi, come nel resto del mondo, la forbice tra uno stipendio mensile di una centralinista part-time di un call center e un AD di una grande azienda è enorme. Possiamo dire che la nostra centralinista guadagna circa 600 euro/mese nette per 13 mensilità che fanno 7.800 euro/anno.
La nostra centralinista si sposa con un operaio della Tyssen Group che prende 1.200 euro/mese per 13 mesi che fanno 15.600 euro/anno. Sommate insieme in quella casa entrano 23.400 euro/anno.
Hanno comperato una casa di proprietà con l’aiuto dei rispettivi genitori ed hanno una rata mutuo ventennale di 670 euro/mese che fanno 8.040 euro anno. Il riscaldamento e l’energia elettrica incidono per circa 120 euro/mese che fanno 1.440 euro/anno. Poi c’è la bolletta idrica che incide per 25 euro/mese, ovvero 300 euro/anno. Dobbiamo aggiungere la bolletta Telecom di 100 euro a bimestre che porta la spesa a 600 euro/anno. Ma il costo del telefono cresce perchè hanno due cellulari e, ad essere parchi diciamo che ricaricano 20 euro/mese ciascuno, ovvero 480 euro/anno.
Hanno un’auto ed uno scooter. La spesa fissa è data dall’assicurazione. Per risparmiare si sono rivolti ai prodotti offerti su internet e spendono, compreso lo scooter, 600 euro/anno di assicurazione. I bolli incidono per altri 200/euro anno. Non usano molto l’auto e se la cavano con 50 euro/mese di benzina che fanno 600 euro/anno. Finita? Magari! Hanno un televisore e il canone costa 190 euro/anno. Poi c’è la tassa sui rifiuti che per un appartamento di 90 mq costa 140 euro/anno (varia da città in città. Il riferimento fatto è Terni).
Fanno una settimana di vacanza a Misano Adriatico alla pensione
Ero stato catturato un attimo d una frase di Rossogeranio: “bisognerebbe smettere di parlare tanto e fare un po’ di più” per la pace, per l’amore tra le persone, per far terminare le guerre e far finire la sofferenza nel mondo, per… E mi è tornato in mente questo articolo visto qualche giorno fa i cui capisco che è proprio di ciò che si parla: ovvero del modo di risolvere i problemi che creano povertà, fame, disuguaglianza …
È vero: se ne parla. Anche qui. Ma c’è la novità che la Signora Elinor Ostrom parla per teorizzare azioni possibili che gli uomini, tutti, devono provar a mettere in pratica ognuno nelle località in cui vive.
Per tutti si tratta d impegnarsi a cambiare modo di pensare gli scambi (le merci, i prodotti che consumiamo ogni giorno e di cui abbiamo bisogno) e metterli in pratica diversi da come sono ora. Ovvero di eleggere rappresentanti politici che perseguano questi modi diversi di essere sociale.
Risolvere le cause dell’impoverimento e delle disuguaglianze con sistemi che funzionino non è una utopia.
Almeno questo è ciò ch teorizza la Signora Ostrom a cui è stato assegnato il Nobel proprio per questa teorizzazione.
In attesa che venga pubblicato e sia usufruibile il testo in italiano possiamo cominciare a pensarci su con questo sunto del Sole 24 ore.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/10/innovaziobe-eli...
Tesi del Nobel per l'economia 2009
Che cosa è uno scudo fiscale? Lo "scudo fiscale" è una definizione che, in concreto, significa condono per coloro che hanno accumulato capitali all'estero (una stima governativa parla di 300 miliardi di euro, pari a poco meno di 600.000 miliardi di vecchie lire), sottraendoli al fisco italiano. Per riportare il denaro in Italia, gli evasori dovranno pagare il 5% dell'intera somma. Se si considera che la pressione fiscale (cioè i soldi che i cittadini versano in varie forme allo Stato, tra imposte dirette e indirette) si aggira sul 45%, lo "scudo fiscale" (scudo per chi ne usufruisce, ovviamente) comporta un abbuono del 40% su quanto dovuto all'erario. Anche in altri Paesi si è scelto di ricorrere a questa "amnistia" tributaria, ma la percentuale da pagare è più alta: in Francia, ad esempio, si va dal 10% al 40%; in Gran Bretagna è del 44% e negli Stati Uniti del 49%. Una eccezione al ribasso rilevante fu quella della Grecia che in passato chiese solo il 3%, ottenendo un gettito di 10 miliardi di euro.
Perché lo scudo fiscale? Perché lo Stato italiano ha bisogno di denaro e ne ha necessità con urgenza per fare fronte alle spese della collettività. Constatata tale urgenza, il Fisco decide di chiudere un occhio sui reati tributari ed ammette, in sostanza, la sua impotenza nell'azione di totale recupero.
Si tratta di una misura straordinaria, anche se non unica (l'Italia ha conosciuto altre sanatorie). Ciò che ha fatto discutere nei giorni scorsi è stato l'inserimento in extremis di una norma di natura penale e non prettamente tributaria: l'impunità per il reato di falso in bilancio. Quest'ultimo è il reato commesso da chi, ad esempio, nei libri contabili fa risultare perdite di esercizio, mentre in realtà c'è stato un guadagno che viene occultato. Oppure, fa risultare che la società sia solida mentre, invece, è piena di debiti, magari causati da esportazione di capitali all'estero.
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