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blog di Argia Parodia

Siamo maturi?

22 giugno 2010 da Argia Parodia

9
Media: 9 (2 voti)

Sono iniziati gli esami di maturità con le prove scritte di italiano che, come si sa da anni, non consistono più solo nel classico tema ma anche in altri tipi di esercitazioni.
Chissà come ce la caveremmo oggi nell'affrontare prove così diverse dal passato e che pure ci erano costate notti insonni e patemi d'animo.
Per chi ha in casa qualcuno che vive le stesse ore angosciose o anche semplicemente per capire quali siano i criter moderni per la valutazione dei testi scritti ecco due contributi un po' specialistici, a dire il vero, ma proprio per questo utili a chiunque si cimenti nella scrittura, maturando o no.

Il primo è il quadro di riferimento teorico su cui si basa la valutazione, distinta per argomenti e competenze.

http://www.orizzontescuola.it/sites/default/files/quadro_riferimento_val...

Il secondo indica con precisione i livelli di valutazione delle singole competenze che confluiscono nel testo

http://www.orizzontescuola.it/sites/default/files/scheda_valutazione_pri...

Se poi qualcuno vuole togliersi lo sfizio di sapere come potrebbe essere la sua preparazione in vista del quizzone, ecco qui un aiutino

http://www.sapere.it/sapere/strumenti/domande.html

Wave



Se mi vuoi bene regalami un libro

22 maggio 2010 da Argia Parodia

0

Torino, 14 mag. - (Adnkronos) –
Un libro in dono per dimostrare il proprio affetto. E' l'invito che il Centro per il libro e la lettura e l'Associazione italiana editori (Aie) in collaborazione con l'Associazione librai italiani e il supporto di Anci e Upi ha promosso per la settimana compresa tra il 16 e il 23 maggio.

L'iniziativa 'Se mi vuoi bene il 23 maggio regalami un libro' che annovera tra i testimonial Gianrico Carofiglio, Benedetta Parodi e Roberto Saviano, culminera' domenica prossima con la Giornata nazionale per la promozione della lettura.

"Regalare un libro e' piu' di un gesto d'affetto perche' con un libro regaliamo qualcosa di noi per questo vorremmo che nel tempo divenisse un gesto naturale -ha spiegato il presidente del Centro per il libro e la lettura Gian Arturo Ferrari- di qui l'idea, pertanto, di lanciare questa campagna che coinvolgera' 1.300 librerie in tutta Italia". "La nostra sfida -ha proseguito il presidente dell'Aie Marco Polillo- e' rendere il libro piu' famigliare, piu' vicino al mondo e al cuore dei possibili lettori, per questo ci siamo rivolti a tre autori molto noti e amati dal pubblico invitandoli a dire in pochissime parole qual e' secondo loro il senso e il gusto del leggere".
Oltre alle 1.300 librerie, tra le cifre della campagna figurano 750 mila segnalibri che saranno consegnati a chi regalera' un libro, 13 uscite sui mensili, 12 sui settimanali e oltre 90 sui quotidiani. E ancora la campagna campeggera' su 44 maxi retro degli autobus di Milano, 60 a Roma e 25 a Napoli oltre a spot tv sulle principali reti televisive nazionali.

Tratto dal sito
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Salone-Libro-il-23-maggio-Gior...

La frase che ho messo in neretto mi convince in pieno, l'ho sempre condivisa sia nel ricevere che nel regalare un libro.



S.O.S. Geografia!

14 marzo 2010 da Argia Parodia

0

Non si può mai stare tranquilli di questi tempi. Worried
Mode passeggere attecchiscono come funghi e ci dobbiamo adeguare, pena la scomunica dal gregge. Altre abitudini consolidate e sostenute da motivazioni serie, invece rischiano l’eliminazione senza tante cerimonie.
E’in programma, nella riforma prevista per le scuole superiori, la drastica riduzione delle ore settimanali di geografia, fino alla loro totale sparizione negli istituti tecnici e professionali.
La motivazione vera è una riduzione di ore di insegnamento e quindi di cattedre e quindi di stipendi.
La motivazione dichiarata invece sarebbe questa: siccome viviamo nell’era della globalizzazione, abbiamo internet e tutti i congegni satellitari a disposizione, perché mai si dovrebbe perdere del tempo prezioso a studiare stati e territori, capitali e forme di governo nei vari posti del mondo?
Uno va su un motore di ricerca, clicca e trova ciò che gli serve, lo stampa, lo usa, poi lo butta e amen (perché è questo alla fine il risultato che ne deriverà).
L’idea malsana che lo studio debba ancora essere scoperta graduale e sudata, conquistata ogni giorno da quando si inizia a parlare e camminare, non piace.
Sì, perché la geografia non è solo un insieme di nozioni da memorizzare, ma è soprattutto costruzione, insieme alla storia, di una parte fondamentale del proprio sé interiore.



Per tutte le volte che...

28 febbraio 2010 da Argia Parodia

10
Media: 10 (1 voto)

Cattivi. Not Talking
E io con loro che ho osato dubitare del valore poetico della canzone vincitrice dell’ultimo festival di Sanremo. Mi sono presa la briga di andare a cercare il testo, visto che l’avevo appena sentito a spizzichi nei vari tigì, eseguito a voce spiegata dal suo cantante, giovane e boccoluto.
Intanto il titolo “Per tutte le volte che” già lascia presagire una sorta di resa dei conti, Shotgun una cosa tutt’altro che melensa e di maniera, diciamolo subito.
Infatti, man mano che ci si inoltra nel testo, si comprende che il lui della situazione ne ha le tasche piene delle indecisioni di lei perché “mi dici basta e basta più non è” e ancora “mi chiedi scusa e scusa più non è”.
Lui è stufo di fare la figura del cretino e del cattivone, tanto che arriva a dire “ trovi sempre il modo di farmi sembrare il simbolo del male”.

Poi arriva il refrain con le parole esaustive e assolute, che vale la pena di riportare integralmente

“Come uno spillo impercettiible
come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti
i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l'universo che ci insegue ma
ormai siamo irraggiungibili… “

Nonostante le incomprensioni e le indecisioni di lei, tutto si risolve nell’impeto amoroso, tanto potente da declinare intenzioni che, al confronto, il Kamasutra appare cosa da principianti. Blushing Si sfidano i rigori invernali senza abiti addosso, ma che fa?, tanto poi si va anche sotto il mare a proseguire la performance ginnica “in tutti i modi, in tutti i luoghi “ e, soprattutto, “in tutti i laghi in tutto il mondo”.



L'attimino sfuggente

7 febbraio 2010 da Argia Parodia

10
Media: 10 (2 voti)

Caro professor Keating,
l’abbiamo vista insegnare con passione ai suoi studenti il valore della Poesia e del pensiero libero, coltivando il sogno di una vita autentica e vissuta cogliendone il valore in ogni suo momento. Il “carpe diem”, appunto.
Il suo balzo poderoso sulla cattedra per sottolineare con enfasi ginnica e spiazzante Applause (quando si dice che un prof sale in cattedra è, di norma, un modo di dire figurato, ma non per lei ) ha fatto sì che nella mia mente il termine “attimo” sia stato da allora indissolubilmente legato al suo gesto e all’aggettivo “fuggente” .
L’attimo fuggente è una cosa che passa rapida, in un soffio o anche meno, non so.. ma comunque veloce veloce: puff! ed è già sparito.

Lei deve sapere che da qualche tempo, nel nostro Bel Paese, si è diffusa la mania di ridurre ancora di più questo attimo, già di per sé così breve e inafferrabile, in una cosa ancora più minima ed irritante: l’ “attimino.” Crying
Dire quanto duri un attimino è cosa per me troppo complessa da comprendere, forse riguarda il confine tra lo spazio e il tempo, tra la materia e l’antimateria, boh! (scusi l’interiezione poco forbita, ma è inevitabile). Eppure viene usato a iosa, sapesse quanto! E non tanto dagli sportivi che devono contare anche i centesimi di secondo per sapere se hanno vinto una gara: no, l’attimino sgorga ad ogni “attimo” dalle bocche più insospettabili.
Ora, passi la sua riduzione a frammento di tempo infinitesimale e, lo ripeto, irritante per il diminutivo che gli fa assumere un significato infantile (“Aspetta un attimino che poi mamma ti dà la merenda.”): l’obbrobrio si manifesta nel suo orrore quando viene usato al posto di “un po’” (“Mi pare che l’arrosto sia un attimino bruciato.”).
Già sopportiamo le varianti “un pochino”, “un pochetto”, “un pochinino” (quest’ultimo è fiorentino e allora va bene ), ma immagini lei discorsi come questi:
“Marco, hai fatto i compiti?”
“Un pochino, mamma”
“Un pochino quanto?”



Piuttosto che ... di ogni

2 febbraio 2010 da Argia Parodia

10
Media: 10 (2 voti)

Da qualche tempo sento con sorpresa e con fastidio l’uso di “piuttosto che” diverso da quello al quale ero abituata fin dagli albori della mia conoscenza della lingua italiana.
Finchè lo sento dire da qualcuno che non brilla per cultura e proprietà di linguaggio, sopporto.
Ma quando lo svarione compare sulle labbra di qualche conduttore tivù o politologo o psicologo od opinionista o vattelapesca o anche di un personaggio acculturato di mia diretta conoscenza (sentito la scorsa settimana ad una conferenza), lo sconforto è totale.
Se sbagliano anche quelli che dovrebbero conoscere l’italiano e dare il buon esempio, siamo finiti. Crying
Penso anche che quella cosa altrettanto stupida chiamata “istinto gregario” detto anche “conformismo” o anche “desiderio mimetico” eccetera ha preso il sopravvento in modo inesorabile al punto da pretendere di cambiare il corretto modo di parlare e di scrivere e senza averne l’autorità per farlo. Not Talking

Invece di usarlo con valore oppositivo “o” - “oppure” mettendo in contrapposizione gli elementi come “Preferisco viaggiare in treno piuttosto che in aereo”, sempre più si diffonde l’uso errato in frasi del tipo “D’estate andrei volentieri al mare piuttosto che in montagna” dove i due elementi vengono equiparati nella scelta.
Tanto che, nella conferenza suddetta, io ho avuto anche qualche dubbio sulla reale comprensione di ciò che la persona stava dicendo, ancorata come sono al senso primigenio di questa congiunzione comparativa derivante dal latino potius quam.



Dimostrazione dell'inesistenza di Babbo Natale

24 dicembre 2009 da Argia Parodia

10
Media: 10 (2 voti)

(Ero indecisa se inserirlo nella sezione "Cultura"... Batting Eyelashes )

La notizia non è recente, gira in rete da qualche anno ed è sicuramente nota ai più. Ma per chi non ne fosse al corrente, ecco ciò che dice la Scienza in merito al fenomeno che accadrà stanotte.
Poi uno sceglie se crederci o no (io propendo per il no e con me sicuramente tutti i bambini e molti adulti rimasti un po’ bimbi anche loro).
Presumo che spiegazioni analoghe valgano anche per il fenomeno simile che accadrà nella notte del 6 gennaio.
Ognuno, ripeto, si regoli come vuole. La Scienza è la Scienza, non scherziamo mica, ma su certi fenomeni, secondo me, anche Lei rischia di prendere gigantesche cantonate.
Spieghi Lei queste cose ai bambini, se ci riesce…

DIMOSTRAZIONE DELL’INESISTENZA DI BABBO NATALE
La seguente dimostrazione dell’inesistenza di Babbo Natale è un elenco di prove dell’impossibilità scientifica dell’esistenza di Babbo Natale così come rappresentato nella tradizione popolare.

La dimostrazione
Le renne volanti

Iniziando dal mezzo di trasporto, nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare; anche se la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti conosciute solamente da Babbo Natale.

Carico di lavoro e velocità relativa

Ci sono due miliardi di bambini (considerando tali quelli sotto i 18 anni, al mondo.) Dato però che Babbo Natale non sembra trattare - a parere di alcuni, mentre è il contrario a parere di altri - con bambini musulmani, indù, buddisti ed ebrei, il carico di lavoro effettivo si riduce al 15% del totale, cioè circa 300 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 85,7 milioni di locazioni - presumendo che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.



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