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Sezione Omnibus di AltraMusa, uno spazio per opinioni e idee.

Malati e Malattie

19 agosto 2010 da Jack Cat

10
Media: 10 (1 voto)

Malati e malattie

…l’epoca in cui viviamo, pagana e viziosa oltre ogni ogni dire, ci chiede salute e sopravvivenza ogni giorno di più. Vogliamo vivere sempre di più e al tempo stesso esser sempre più giovani e sempre più sani, come se il vivere di più non volesse anche dire invecchiare sempre di più e quindi vivere peggio. La contraddizione di fondo di queste due desideri, e la totale illogicità che la sottende, sfuggono ai più e la moderna società la nega come fan gli struzzi…

Le considerazioni di oggi riguardano la storia della medicina, o meglio, la storia dei rapporti fra gli esseri umani e la conoscenza del loro destino biologico. La medicina non nasce affatto come” scienza”, nasce dal trattamento empirico di certi sintomi con rimedi naturali (esempio: oggi avevo mal di testa, grattugiando un corno di rinoceronte sulla zuppa d’erbe mi è passato, il corno di rinoceronte mi fa bene al mal di testa…).

A forza di trattar sintomi e provar rimedi certe conoscenze si sono, per così dire, “sistematizzate”, ovvero dimostrate potenzialmente utili in maniera ripetitiva da un caso all’altro. Il tempo le ha strutturate. La medicina nasce quindi come cumulo di conoscenze empiriche progressive, non è scienza ma conoscenza, se volete è una forma particolare di “saggezza”.

I primi “grandi medici” della storia, ad esempio Ippocrate o Galeno, altro non han fatto, per passare alla storia, che sistematizzare in forma scritta questo aggregato di esperienze. Siccome sta nella natura dell’uomo il non accontentarsi delle mere descrizioni, il bagaglio di “saggezza comportamentale” della medicina empirica si è progressivamente infarcito di speculazioni teoriche che tendevano ad astrarre e concettualizzare le nozioni empiriche raccolte dall’esperienza pratica.



Obama e la Moschea

19 agosto 2010 da Jack Cat

10
Media: 10 (1 voto)

Obama e la moschea

E’ di questi giorni la notizia che Obama ha deciso di concedere parte dello spazio di Ground Zero per la costruzione di una moschea. La motivazione ufficiale è che gli USA danno completa liberta di culto a tutti i loro cittadini senza alcun pregiudizio verso l’Islam in relazione ai noti fatti dell’11 settembre.

Si tratta di un gesto-simbolo e di una forte dichiarazione politica di “apertura” verso l’Islam. IL tentativo, neanche troppo mascherato è evidentemente quello di recuperare l’”immagine USA” presso l’opinione pubblica islamica. E’ indubbio che la “guerra al terrorismo”, in atto ormai da quasi 20 anni, si deve combattere anche sul piano dell’immagine – propaganda se volete – e, come tale, la mossa di Obama appare semplice, lineare ed anche, per così dire, a basso costo. Quanto possa servire davvero non lo sa nessuno oggi, vedremo. Di sicuro l’immagine USA presso l’opinione pubblica islamica è così bassa, da anni, che male non potrà fare.

La decisione di Obama viene aspramente dibattuta, pro e contro, negli USA, in questi giorni. Sul Corsera di oggi due editoriali propongono le due chiavi di lettura diverse. I contrari, a firma di C. Krauthammer sostengono essenzialmente che Ground Zero, dopo il brutale attentato dell’11/9 sia un “luogo simbolo” della sofferenza delle vittime dove sarebbe avvenuto qualcosa di “miracoloso o trascendente”. Nel paragone vengono scomodate Lourdes, il Monte del Tempio e Auschwitz. E si sostiene che l’erezione della moschea a Ground Zero sia una sorta di atto sacrilego verso chi ha sofferto e vi è morto, contrario alla conservazione della dignità e della memoria che dovrebbe evitare che tale luogo e tale evento vengano dimenticati, banalizzati o violati.

La tesi, in quanto tale, non è affatto illegittima, anche se, ovviamente, discutibile. Possiamo provare a farne un equivalente storico, per capire meglio. A cosa potrebbe “equivalere” la costruzione della moschea a Ground Zero?



La costituzione italiana secondo Cossiga

19 agosto 2010 da Jack Cat

9
Media: 9 (1 voto)

La costituzione italiana secondo Cossiga

Il Corsera di oggi pubblica un inedito di Francesco Cossiga sulla Costituzione Italiana. Condividendo totalmente quanto da Lui scritto, ne riporto alcuni brani dalla parte centrale che mi paiono particolarmente significativi, e quantomeno tali da far meditare chiunque abbia un minimo a cuore le sorti di questo Paese su cosa si potrebbe fare (e verosimilmente purtroppo non si farà) in un prossimo futuro…

“…
Come noto, io sono un grande estimatore della Costituzione del 1948 come “fatto politico”, come “patto” cioè “di pace di tregua” la “piccola Yalta italiana”, fra le fazioni politiche contrapposte. Stagone che aveva scavato un solco anche civile e morale che avrebe potuto portare anche ad una “Guerra Fredda” interna, che rapidamente sarebbe potuta scivolare o in una presa violenta del potere da parte della sinistra da un lato o, dall’altro, nella possibile tentazione della maggioranza di scivolare in una forma di “democrazia protetta” simile, se non a quella dei colonnelli greci , almeno a quella della Germania di Adenauer , la cui Corte Costituzionale aveva messo al bando il Partito Comunista.

La Costituzione del 1948 costituisce un intelligente e pratico compromesso fra democratico-cristiani e cmunisti, condito dal consenso e concorso dei compagni di strada del PSI e dai laici democratici. Ripeto, una “piccola Yalta” italiana che scongiurò la guerra civile …

Dal punto di vista tecnico invece, considero la Costituzione del 1948 una delle peggiori del dopoguerra. Oggi, da parte del centrosinistra vi è quasi un culto di questa costituzione , un “religione costituzionale” che la concezione “teodemocratica” e antiliberale del caro Dossetti ha radicato anche in molti cattolici. Sul piano della formulazione dei principi largo è il compromesso fra il corporativismo cattolico e le disposizioni e principi, elevati anche se mai attuati, della formalmente esemplare Costituzione Sovietica del 1936…



Prima seconda repubblica la morte di Cossiga

19 agosto 2010 da slocum

0

E’ morto Cossiga. Ricordo di lui:
1) le scritte sui muri di Bologna Kossiga con le esse delle esseesse.
2) la leggenda metropolitana delle sue “sparate”, picconate, legate ad un errore di dosaggio di Litio usato per un disturbo dell’umore.
3) Il suo tormento che ho creduto reale per la morte di Moro. La divisione della Dc sul trattare o non trattare con le BR. Neanche la famiglia Moro volle Funerali di Stato. Non credo che esponenti della famiglia Moro siano andati alle esequie di Cossiga.

Sentivo ieri alla radio se ci fosse una qualche nostalgia per la prima repubblica. Io non sapevo di vivere nella prima repubblica. Sapevo di vivere in una Repubblica fondata sul Lavoro. Sapevo di una Sana e robusta Costituzione Sapevo che su alcuni diritti ( libertà di espressione come di essere informati) ,non ci dovevano essere molte discussioni. Credevo ci fossero visioni del mondo diverse sostanzialmente polarizzate attorno a concetti validi e fondanti di Destra e Sinistra (Norberto Bobbio ne scrisse un agile libretto). Credevo si potesse essere più attratti da una o dall'altra Weltanschaung, Negli anni di piombo ( per me di gonne afiori, zoccoli, amori, speranze)ci si era fatta anche la guerra. Ma si poteva scegliere o non scegliere, le parti erano chiare. Non ho nostalgie per la prima repubblica, ma ricordo come un valore le Tribune Politiche in bianco e nero condotte da Ugo Zatterin dove si riusciva a sentire un ragionamento senza che venisse interrotto, e che il massimo della chiarezza poteva essere il rifiuto di Pajetta a dialogare con Michelini o con esponenti del Pdum perché con Fascisti e Monarchici nostalgici credeva di avere la libertà di potersi rifiutarsi a parlare.



Fiamma ardente

12 agosto 2010 da Asmara

8
Media: 8 (1 voto)

Il tuo volto da angelo indemoniato,
il mio corpo legato ad un palo ardente
con catene che lacerano il corpo,
ed una lama che continua a lesionarmi
labbra e lingua,
e mani che si strinsero nelle tue.
E' una condanna questa che vivo?
O un desiderio che ancora brucia?



Una giornata normale...

7 agosto 2010 da giuga1

9.5
Media: 9.5 (2 voti)

Ecco un’altra meravigliosa giornata. La pioggia persistente non aiuta il buonumore ma si può tollerare bene: è estate, rinfresca.
Dai notiziari il ghiaccio rovente:
La banale follia si è dipanata: l’orrore che evoca l’evento di Milano, quella Donna che passava lì, ecco: cosa proverei se fossi il figlio? Chi vuole venire a parlare di perdono?
Il Borghese piccolo piccolo potrebbe essere capace di prendere il dominio della situazione, semplicemente.
In fondo, che pace merita chi l’ha tolta agli altri in un modo così atroce?
La Circumvesuviana deraglia; sta venendo fuori che il guidatore telefonava; ad una curva è andato dritto per eccessiva velocità... Ma i cauti dicono che sono illazioni. Le cause possono essere varie.
Un Ministro dellla Repubblica proprone di abolire il Palio di Siena perchè in Spagna hanno abolito le "corride". ...è che a Siena non si ammazzano i cavalli anzi: li si ama e cura quasi più dei fantini. Si dovrebbe dire qualcosa, ma cosa?
La demenza di un parlamento che pare più un'insieme di bande di "ragazzini di vita" che si prendono a gestacci e parolacce, che un Parlamento Democratico.
La Russia brucia, orribilmente, drammaticamente e non c'è nulla da raallegrarsi.
Il 6 agosto 1945 è anche il ricordo del lancio della 1° atomica lanciata su città abitate. Va ricordato che a tutt'oggi solo gli Stati Uniti hanno compiuto questo atto: gli altri l'hanno solo minacciato.
Mi arriva, questa rimembranza, che ho appena finito di rivedere la battaglia di Cassino del 1944 dove si ricorda che solo gli statunitensi hanno distrutto con un immane non giustificabile bombardamento quel monastero.



Importanza del tempo

30 luglio 2010 da Rosarita De Martino

0

Il tempo ci viene dato solo per diventare ciò che saremo nell’eternità.



Leonora Velasquez Di Domenico ad Agropoli

28 luglio 2010 da Catello Nastro

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Una valida artista colombiana
LEONORA VELASQUEZ DI DOMENICO AD AGROPOLI



A Cena con l' Autore - presentazione libri e concerto Blues

20 luglio 2010 da christian.brogi

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Amici Biblioteca Monticiano La Biblioteca Comunale di Monticiano venerdì 23 luglio ore 18,30 propone al pubblico una serata con autori esordienti che parleranno della loro opera davanti ad una piacevole cena nella splendida cornice del Chiostro di S. Agostino a Monticiano. Protagonisti della serata gli autori : Cristian Brogi,Emiliano Gucci e Danoile Pasquini. Per la cena è obbligatoria la prenotazione al 0577756439.

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Prenotati all'evento a cena con l'autore



Genova 2001

17 luglio 2010 da slocum

10
Media: 10 (1 voto)

Sotto il muro vicino a casa sua in rosso c’era scritto: + birra –sbirri: lui non beveva, almeno non più come un tempo, e comunque non più allo stesso modo. Ma gli sbirri specie quelli che li fanno da convinti, non per giustizia ma per pura prepotenza, non li aveva mai sopportati; a loro certamente preferiva la birra, quella di grano, quella che nutre. Aveva l’immagine del Robocop di Genova nei giorni dell’ira, quello sì doveva essere un “convinto”, che amava il suo manganello probabilmente come una parte di sé, inutile dire quale, perché gli spiriti “convinti” hanno proiezioni falliche sparse per tutto il Reale, avendo l’inconscio popolato di mostri.
Fortuna sua, a Genova non era andato, per più modesti doveri familiari. Ma di Genova aveva odiato, la chiusura dei vicoli, la ridicola messa in scena del divieto dei panni stesi. Nei vicoli per poco tempo aveva vissuto ospite di un parente, e sapeva quanto facile sarebbe stato perdersi, come d’altra parte, far perdere le proprie tracce. Allo sdegno del giovane poi morto, che si era vista invasa la sua città da un esercito di marziani per garantire la sicurezza di otto Grandi abelinati e tristi (1), lui ci credeva. Sapeva anche del blocco nero di terribili greci,olandesi, tedeschi , gente che non scherza. Ma lui sapeva dell’orgoglio della Superba, mica per niente chiamata così. Si ricordava di G. Perasso detto Balilla, che in un’ occasione che lui riteneva fortemente analoga, benché di qualche secolo prima, aveva dato inizio all’insurrezione al grido "Che l’inse?”
Era il millesettecentoquarantasei di dicembre per le solite storie dei Grandi ( il G8 non gli pareva molto differente), Genova si ritrovò invasa da un esercito, quale, è quasi insignificante dirlo. Perchè è la prepotenza che ferisce che umilia, che porta alla rivolta. Non la lingua o il colore delle divise. Nel quartiere di Portoria come in piazza Alimonda, non un Defender ma un mortaio,restò impantanato, isolato.



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