Era amore quello che leggevo nei tuoi occhi? Era proprio vero che, dopo tanto tempo, risentivo il mio cuore pulsare, con la voglia di giocare e ridere, come se non fosse successo di sentirmi invecchiare, di aver voglia di piangere, di alzarmi al mattino con la desolata sensazione che non avessi più niente di interessante da fare?
Tutto cancellato, tutto alle spalle.
Ora, aprivo gli occhi ogni giorno sulla mia rinata voglia di vivere.
Ti pensavo, sai, come se una forza di gravità misteriosa mi attirasse verso lo spazio della tua esistenza. Avrei voluto essere l’aria che ti circondava, per guardarti da ogni lato. Avrei voluto nascondermi tra la folla in mezzo a cui camminavi ogni giorno, sapendo chi eri, mentre tutti gli altri non ti conoscevano. Avrei usato ali invisibili, per abbracciare con lo sguardo tutto ciò che ti riguardava.
Tu mi ricambiavi, con la stessa naturalezza con cui due rondini si trovano a volare verso lo stesso nido.
Sembravi incantato dalla mia presenza, rapito da un nascosto pensiero, ogni volta che mi guardavi. Io sentivo il tuo amore su di me, come una carezza senza fine, come un talismano che proteggeva la mia vita e che la congiungeva con la tua.
Quante strade abbiamo percorso, da quella prima volta che ci siamo incontrati!
Non ha un bilancio la nostra storia, perché i bilanci non li abbiamo mai fatti.
Non siamo di quelle coppie consumate dagli anni, perché per noi, in fondo, è come se il tempo non esistesse. Noi non sentiamo il bisogno di proiettarci in un passato dove noi non c’eravamo, né desideriamo anticipare un futuro di cui non conosciamo i contorni, ma, soprattutto, che non sappiamo fino a che momento ci vedrà uniti.
Tutto quel che mi serve, è racchiuso nello scrigno della tua anima, nella luminosità del tuo sguardo, nella tua mano da stringere ogni giorno nella mia. Sei la mia vita
POST SCRIPTUM: desidero sotolineare che questa lettera non è autobiografica,nel senso che non è identificabile con la mia vita personale. Sono costretta a precisarlo, a causa di diversi commenti ammiccanti, (su diverse opere di vari autori), che sinceramente trovo fuori luogo.
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Ha ragione Rasputin.
Bisogna sempre commentare i testi.. ed eventualmente i post scriptum, per un riguardo all'Autore, esatamente coem ho fatto io, tanto epr una bella autocitazione! Ahahah!
Undicesimo comandamento: non sconfinare.. Neppure nei commenti!
Molto giusto, concordo!
Saluti!
Andy
Sarebbe ora di fare commenti seri, più consoni al testo senza sconfinare, come da tempo ormai succede in quasi tutti gli interventi di qualche autore.
Il testo e solo il testo dunque.
L'autrice immagina che la protagonista, abituata dal tempo trascorso nel tran tran quotidiano che in parte l'aveva anestetizzata nei confronti delle emozioni più intime, ritrova se stessa e un lui che riesce con una attenzione mirata a lei soltanto, a ridestare in lei quel desiderio di essere considerata, stimata e...oserei dire, amata.
Il testo nella sua complessa forma psicologica svela anche i pensieri reconditi che nascono in situazioni come queste. La mente della protagonista si avvale del pensiero libero per esporre con naturalezza, senza coreografie sdolcinate, i curiosi meandri della mente femminile, sempre attenta alla parte più romantica della situazione di piacere.
E così si eleva nella convinzione che l'amore e solo l'amore è la chiave per vivere una vita felice, anche senza tanti supporti concreti che spesso uccidono le speranze e i progetti.
Nel finale, dove l'autrice fa dire in prima persona alla protagonista che tutto questo ha ridato vita alla primavera della sua anima, c'è l'essenza della scrittura di rosarosae. Il romanticismo più sfrenato...
Beato quell'ipotetico lui che avendo dato molto... tanto ha ricevuto.
Un testo bellissimo, da vera narratrice.
Brava.
Per qaunto riguarda i commenti ammiccanti, ti ho risposto in calce a Rasputin.. di altri non so, ergo mi astengo dal giudicare e dire.
La lettera che ho letto è decisamente ben scritta.. Un po' da manuale, diremo così, ma se uno ama.. per carità!
Ecco, però appunto perché come tu dici, è finzione letteraria, avrei rpeferito trovarci spunti diversi dal solito.
Una lettera possbile, ma onesatamente amio modesto parere, banale, già letta tante vole in tante sdalse che non mi pende..
Detto ciò, potrebbe essere io abbia scritto banalità meno accettabili di codesta, ma sai, io le lettere d'amore le tengo dint'o core e allora.. Ahaha!
Care cose,
Andy