
La poesia di Michele Sovente
Scorre
Scorre dall’intransigenza
la segreta voglia
contro i simulacri nottambuli
di vedere e di vivere
e di sperare e di guadagnare
nel segno della finzione
sulla soglia dell’abbandono.
Porosa felicità invisibile
ferma nella fragile luce
come e quando si potrà sfuggire
al turbinio delle armi ?
Riti
Riti di chiesa. Riti di magia.
Mia madre era cattolica e faceva
i segni della croce sulla pancia
se i vermi invadevano, dopo
una paura, l’intestino. Ricordo
le parole ripetute, i suoni
oscuri, l’oscura ripetuta
cantilena – “Lunnerì santo
marterì santo mierculerì santo
sabbato santo rummèneca è Pasca:
stu verme casca” – E ricordo
la formula per le bruciature
- “Terra chiara terra scura
‘a carna cotta addiventa crura”-
Arcana anche qui rimbalzava
la rima. E poco importava
che continuasse il dolore:
sarebbe d’incanto sparito.
Com’ era d’incanto venuto.
Abiti
Abiti variopinti su sfregiati
corpi che inseguono tribali
riti: e tu davvero sei
imprendibile impassibile
okay okay.
Straparli ma non sai
che stai dicendo
premi un tasto sei
ebbro ebbra di te. Okay.
Solitarie creature –
Solitarie creature farfuglianti
fra cabine e discoteche
nel gran fibrillio di messaggi
che collidono
che si elidono
via via che malsicure teorie
approdano a rilucenti siti.
Ognuno serba per se
inconfessate lacrime benché
abiti l’occhio
un voglioso lampo:
oltretutto magnifico è
farsi rapire da ciò che non c’è.
Tigli betulle araucarie
Soavemente fruscianti
Mentre maliosa una voce scandisce
Unduetrè unduetrè…
Sia
Sia in pazienza sia in passione
sia in veemenza sia in oblivione
le cose non fatte rimangono
come ceneri che il vuoto pungono
sia in nudità sia in astinenza
sia in avidità sia in penitenza
l’acqua scava la pietra e l’anima
e il silenzio corrode le vertebre
sia in nequizia sia in santità
le cose fatte non rimarranno
e le ceneri le notti avranno.
Michele Sovente vive nei Campi Flegreri (a Cappella di Napoli), dove è nato nel 1948. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha pubblicato diversi volumi di poesia tra i quali “L’uomo al naturale” (Vallecchi 1978), “Contropar(a)bola” (ivi 1981) , “Per specula aenigmatis” (Garzanti 1990), “Cumae” (Marsilio 1998 – premio Viareggio), “Carbones” (Garzanti 2002).
Collabora a diverse rivista di varia cultura : “Alfabeta” , “Poesia”, “Linea d’ombra”, “Paragone”, “Nuovi argomenti”, “Corriere della sera” , “Il Mattino”.
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Liriche davvero belle ... scrittore da approfondire
Scrivere è liberazione dell'anima
è un ricamo, un ordito prezioso di parole di vita.
Ed.
Sono tutte belle le opere presentate.Sono vive e piene di calore partenopeo.
Redattore AM
Volevo fare un ringraziamento particolare al Sig. Spagnuolo
perchè ogni settimana ci da la possibilità di conoscere nuovi autori
dei quali approfondire la conoscenza. Grazie
Redattore AM