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La poesia di Maurizio Cucchi
Bosco d'isola
Non sono più nella mia casa,
ma in questa sede ariosa che mi concede tutto,
la sua tranquilla geometria
dà ingresso al chiaro per i corpi
umidi e leggeri sul terrazzo
nelle tracce feriali di una pigra incuria.
Ascolto di qui le voci della piazza,
osservo come un lago il mare che si apre
nel bosco e se c'è vento
una domestica campagna di cicale
che a mezzogiorno protegge i nostri passi
quando il tempo non ha più direzione:
nella pianura totale, deserta,
e nel confine a taglio che si annebbia.
La materia
La materia non è un'idea,
ma certe volte si riassume
in tracciati composti, in linee.
Ma è più che altro un'illusione
e nel suo trasparire
s'insinua il corpo scuro
di n'ala opaca, cupa,
che ci calca la fronte.
Poi una primavera limpida,
senza riserve,
dopo e dentro il disastro,
vedi la gente passare
e il gioco veloce degli occhi
ti invoglia ancora a strofinare
i grumi delle facciate.
Balcone
Seduto come un vecchio sul balcone
guardavo con invidia le volate
e poi le ricopiavo sul pavimento rosso.
Lei, forse, offesa per la mia luna, mi diceva:
"Non c'è la mamma, ma è per poco.
Sembra che qui sei sulle spine,
ma perché?"
Perché c'è un arco chiaro, un'ala enorme
che ci tocca dentro, e io divento
quest'abulia sospesa e questo guscio
pieno di fessure.
Donna del gioco
Il padre che mi parlava
era un ragazzo dal largo sorriso
e aveva gli occhi che hanno già imparato
rifugio lui ristoro mio pensante
che riempie la mia sorte.
Non ti ho tradito ma non ti sogno più
e se mi sogno mi sogno col tuo viso:
sul tuo torace mi ergo
nella tua mano mi fido
con te la folla si spalanca.
Sii maledetto tu
che sai fare e non sai fare
sono un bambino ignavo
che non si vuole alzare.
Un guizzo
Un guizzo di luce latita
passa la pelle e si rivela
ma il pensiero non ha parole
è suono o vista
un punto luminoso che sa tutto.
Mi salverò
spoglie opache adorato
volto reso al suo arcaico disegno
in una notte invernale
di grugniti e sudore
non sarò più
l'ospite frettoloso.
(da "Poesie" - 1965/2000 - Oscar Mondadori)
Maurizio Cucchi è nato a Milano nel 1945. si è laureato con una tesi sulla poesia di Nelo Risi e Andrea Zanzotto. Ha insegnato nella scuola media dal 1972 al 1981. E' consulente editoriale. Ha collaborato a numerose riviste fra le quali "Paragone", "Belfagor", "Nuovi argomenti", e a varie pagine culturali di testate giornalistiche. Dal 1989 al 1991 ha diretto il mensile "Poesia". Attualmente collabora alla "Stampa" e tiene sul settimanale "Lo Specchio" una rubrica di poesia che dedica molto spazio anche a poeti esordienti.
Ha tradotto opere di Flaubert, Lamartine, Villiers de Isle-Adam, Mallarmè, Prevet.
Molti i suoi volumi di poesia.
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non ha parole...ma i tuoi le suscitano...parole stupendegrazie
sono tutte particolarmente vive di dettagli e sentimento, personalmente mi ha colpito di più la prima.....
Sì, è davvero interessante questa rubrica che ci consente d'incontrare autori che riescono ad emozionare con le loro parole sapientemente miscelate tra loro.
Particolarmente apprezzata Bosco d'isola che mi trasmette un profondo
senso di pace e libertà come se scivolassi d'improvviso oltre i confini del tempo,
complimenti all'autore!
Redattore AM
http://www.poesienelvento.splinder.com/
Stessa sensazione io e te Tiziana, per Bosco d'isola
Redattore di AM
Devo ringraziare Antonio per i suoi interventi che mi permettono di conoscere poeti che non avevo mai letto ...
Redattore AM
www.pensierinsintonia.splinder.com
Scrivere è liberazione dell'anima
C'è un quid di irrazionale razionalità. Quell'ala che non è volo... forse. Si "sente la mano" del poeta, quello vero. Onorata di conoscerti e di poter godere di cotanto dire e non dire. Un abbraccio con grande stima.
Donatella
kichi
molto bella e piacevole nella lettura complimenti di cuore
E' incredibile di quanta sana e pregevole poesia non si conosce... e questo proporcela non fa che aumentare la voglia di imparare e di ascoltare, con molto piacere, il cuore di grandi autori. Grazie!
Redattore AM
Altra nuovissima scoperta per me, in questo infinito mondo di poeti e poesia
Molto bella Bosco d'isola, mi dona un senso di libertà infinita, senza le mura
della casa a delimitare gli spazi, ma come se si volasse liberi nell'aria
Redattore di AM