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La poesia di Mariella Bettarini
La vita/la morte
Far deserto dei sensi
________far deserto di se
(in offertorio la piaga)
disimparare amore imperando distacco:
questa (presumo) vita
________questa (credo)
la morte
________ché morte
è imparare distacco
________vita
imparar morte.
Il dolore
Tutto è prezioso quando tutto manca:
_____________voi
sospendete il giudizio – non dite nulla
non toccatemi: siate
(come già siete tutti) indisponibili:
sono la sede di un dolore
che non ha suono ("son delle sorti"
bisbiglia la voce)
_____________son tutta di dolore
sono sacra.
La contemplazione
Anima cara – la contemplazione lo sai cos'è? È
sabbia e sale – è deserto e passione – un picchio
zoppo – una soffocazione – pane splendente
e blanda esaltazione – durata
senza fretta – brevità
________dolce anima amica – qua
lo sai come ci folgora quel passo d'Agostino
che così sordo canta : "noli foras ire" con voce calma
calda tanto da transire oltre parve esperienze
di felicità (e più vasti tormenti) ma questi e quella
vana cosa dire
________nel celestiale cavo latitando le menti.
Mi fossi accorto
Mi fossi accorto di come
crescevano le mandorle
le viole
di come passavano
le lucumonie della frutta del grano
della magnolia
di come se ne venivano
gli oracoli delle stagioni gli aruspici
dei meli e i messaggeri degli agrifogli
ma la processione lunga dei piccoli
garofani
______la giacitura del miele
il panegirico agro della menta
mi tennero all'oscuro di tutto
così che venni sino qua dove sono venuto
a ruminare come capri
______monco e zoppo.
Che effetto
Che effetto fa avere
mezzo secolo sulle spalle e sentirsene
il doppio o la metà?
Nel tuo cuore alternavi
stati di grazia a stati di
dolore
__________però
nel visibile ardore seguitavi.
Nella canicola
Nella canicola accaldata
testa che t'en vai umbrando muri
raccogliendo palazzi
________dromos
impolverando – ombratili casipole
d'api – acquatiche parvenze
entro cui nuotano (paiono) nonne – zie –
madri – trinati tran-tran – treni
traverse – trottole – tutti quanti i trabiccoli
di quella (molta) infanzia che (adolescendo qua) sin qua
se n'è arrivata: alla canicolare
________alla
accaldata testa : questa.
(da "A parole – in immagini" – Edizioni Gazebo 2008)
Mariella Bettarini è nata a Firenze nel 1942. Ha insegnato per venticinque anni nelle scuole elementari. Ha collaborato con assiduità a giornali e riviste di varia cultura, da "Altri termini" a "La fiera letteraria", a "Il manifesto", "Paese sera", "L'Unità", "Uomini e idee" e molti altri. Nel 1973 ha fondato e diretto il quadrimestrale "Salvo imprevisti", che nel 1993 ha preso il nome di "L'aria di Broca". Cura e dirige le edizioni Gazebo. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue.
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Sicuramente una poetica che si distacca da quelle che ho letto, particolare, con uno stile davvero innovativo e interessante. E' sempre un gran piacere poter leggere autori che non conosco e, da essi, imparare e meditare. Molto brava!
Redattore AM
giovannicapodicasa
Cara mariella, leggo con gusto il tuo poetare. Non condivido, se ho bene inteso, la discrasia che imponi nel tuo primo testo, tra vita e morte. Sono la stessa forma di essere. li divide solo la forma e un ci heideggeriano. poi... trovo un sé senza accento. Professoressa, professoressa:-)))) Scherzo, non me ne volere. Si sarà trattato di un refuso. Complimenti per l'impegno innovativo. Adoro la sperimentazione e le avanguardie, senza le quali l'arte nun se move ( ovvero Sé non move). Vedi il futurismo di cui tanto si parla e per fortuna, in questi giorni.
Ciao e complimenti ancora.
le prime due..la vita e la morte, e il dolore, sono di una verità dilaniantebellissimo il distacco fra le parole, diverso, quasi a voler aggiungere spessore al resto...
naida santacruz
Il fenomeno morte è un fatto ineliminabile dalle nostre vite. Esso viene abitualmente vissuto come fine di tutto, dissoluzione, scomparsa, con tonalità che vanno dal rassegnato al drammatico, fino al tragico. Eppure la morte non esiste come entità, ma solo come concetto. Essa è in verità un’astrazione. Solo la vita è reale, eterna e immutabile. Attraverso un percorso di consapevolezza profonda, la persona prossima a questa tappa della vita potrà affrontarla percependo che la propria identità è diversa da quella del corpo e scoprendo di fronte a sé una nuova fase della propria eterna esistenza, tutta da progettare costruttivamente.
« Due cose belle ha il mondo: amore e morte. »
mariaenrica
mi ha colpito moltissimo la vita e la morte:
dura , secca, sofferta..
una poesia di grande qualità
una tempra , un carattere forte e lucidissimo
nell'affrontare la ventura/sventura dell'esistenza
Un'autrice tutta da scoprire, con uno stile che mi incuriosisce molto
Particolare Nella canicola, dove usa le parentesi come per dare pause
e nel frattempo una riflessione tra le parole
Redattore di AM