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La poesia di Luigi Fontanella
Si sgretolano
Si sgretolano i vetri del sogno
come spalmata su un pane
s'irradia la verde calma
nuoto nel suo silenzio
caldo sfilato meriggio californiano...
dalla finestra aperta
i fiori d'ibisco tremolano
nell'ombra del giardino, ogni cosa
sbalza dal suo posto, e resta.
Abbandonato in questo
morbido decollo vedo
allontanarsi il libro aperto a me di fronte
senza senso
qui e altrove
ponte di flaccide visioni. Penso.
Di cosa
Di cosa stasera vorresti farti messaggero?
Non vedi che sanguino e sorrido?
Chiama a raccolta gli amori
con finta noncuranza
anche quelli carcerati o solo ricercati
ricreati per una sola sera
a tua immagine e somiglianza.
In tenero scompiglio
In tenero scompiglio, sbadatamente
mentre tutto sgranula e traballa
cin-cin di bicchieri virtuali
in mezzo a invitati di lusso
pronti a svaporare. E' questa
la festa che ho costruito per voi,
scimmie accalappiate, che ora rincasate
nelle vostre gabbie, la lunga
carovana non ha arresti
non ha cimeli per i vincitori
non registra sconfitte o vittorie
né guadagni né perdite, ma solo,
forse, un grido diaccio
dell'unico sopravissuto,
superfluo testimone della Steppa.
(da "Oblivion" – edizioni Archinto 2008)
Che aria
Che aria smargiassa hai in questa foto
di appena un anno fa, mani in tasca
e berretto alla Gavroche: ne aveva uno ?
l'avesse avuto sarebbe stato come il tuo
e le bretelline poi
due piccole piste su cui corrono
vertiginosamente avanti e indietro
le scolte dei tuoi quattr'anni.
Mi guardi, non mi guardi,
accenni forse a un sorriso
che vago rimescola soddisfazione
e coscienza dell'attesa.
Uscissi dal riquadro e cominciassi
a trafficarmi intorno
non ne sarei sorpreso
"su, da, papà, vieni a giocare di là?"
Mendoza
Ti rivedo, Mendoza,
come un tulipano spavaldo
la sigaretta di sghimbescio
e il tuo mezzo sorriso acquatico.
Tempo n'è passato da quella mattina
affogata nel sole agostano.
Ti rivedo, Mendoza,
quasi gnomo che va rimpicciolendo
nella tua bara di carta
senza più storia
mentre invano un bambino va correndo
fra una stanza e l'altra della memoria.
(da "Angels of Youth" - ed. Xenos Books – 2000)
Luigi Fontanella (Salerno 1943) ha studiato presso l'università La Sapienza di Roma e presso l'Harvard University. Vive tra Long Island, Roma e Firenze. Ordinario di lingua e letteratura italiana presso la State University di New York è critico, narratore, poeta. E' presidente della Italian Poetry in America e direttore della rivista "Gradiva", con le relative edizioni bilingue.
Numerose le opere da lui pubblicate dal 1972 in poi, sia in poesia, che narrativa che saggistica.
Impegnato nella divulgazione della lingua italiana in America condivide le sue conquiste con i tanti giovani italoamericani desiderosi di conoscere e, in qualche modo, di riappropriarsi della lingua e della cultura dei loro avi arrivati in America. Un successo che sicuramente porta la firma della passione di Fontanella per l'universo letterario italiano.
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Un altro autore i cui versi sono davvero interessanti e riflessivi. La scrittura scorrevole rende piacevole la lettura. Complimenti ancora una volta per la scelta.
Redattore AM
Non conoscevo quest'autore e mi è piaciuto molto leggere le sue liriche,
grazie!
Redattore AM
http://www.poesienelvento.splinder.com/
per avermi dato l'opportunità di conoscere questo autore, ho molto apprezzato queste liriche,soprattutto "che aria", che trovo squisita, approfondirò, senza dubbio, la conoscenza di Luigi attraverso la lettura delle sue opere.
Bellissima selezione tra le poesie di Fontanella che molto apprezzo ...
Redattore AM
www.pensierinsintonia.splinder.com
Scrivere è liberazione dell'anima
Un autore a me sconosciuto, quindi tutto da scoprire.
Molto piaciuta In tenero scompiglio, un ritratto di tante feste
artefatte dove non vi è nulla di vero (questa la mia interpretazione)
Grazie per averci proposto questo autore
Redattore di AM
e la coscienza dell'attesa mi sono molto amiche...belle oltremisuragrazie
giovannicapodicasa
Carissimo Luigi, ho letto con piacere e gusto le tue liriche. Trovo in esse contenuti dedotti da una cultura di tutto rispetto che usi con sapienza e calibro esatto senza sfociare nella deprecabile saccenza.E',la tua, in buona sostanza, secondo la mia modesta opinione, poesia alta, alla T.S. Eliot, almeno nella sostanza.
se me lo concedi, noto una piccola pecca stilistica, ma appena un neo, credimi, giusto per cercare il pelo nell'uovo, non mi piace quel verso "Come spalmata sul pane". Non me ne volere, ti prego,se ho il difetto di dire quello che penso. Ma credo sia meglio un amico sincero, che un ipocrita lacché. Half a word to the Wise.
Complimenti vivissimi.