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La poesia di Lino Angiuli

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Media: 9 (9 voti)

 

Invito alla lettura - Rubrica di Antonio Spagnuolo

.

La poesia di Lino Angiuli

 

 

Mi faccio un'alba come dico io
sbucando lentamente dalla placenta del sonno
sulle palpebre rimasugli di fiori del vetro
pure il cuore si sveglia e sbadiglia persiane
poi smorza la notte fra il pollice e l'indice
qua e là tra le lenzuola qualche brandello di dio
tirato per capelli dai cavalloni della mente
mi tocco mi gratto per resuscitarmi tutto
un bel ballo con l'acqua che danza tra le mani
sciolgo nel caffè un paio di domande a piacere
sul nome del padre e della madre mentre
la radio grida cambiando l'ordine dei mal-
fattori il risultato del circo non cambia.

 

 

Mi faccio una compieta come dico io
ciao Signore virgola tu rimettimi il cuore
come limpida lampada al centro della testa
buoni questi impacchi di luce zampillante
risciacquano lo spirito dalla testa ai piedi
dentro un'assenza viola la notte scava
il profilo della tua voce più che trasparente
la inspiro profondamente finché sento
che mi sfruscia l'anima e mi arpeggia dentro
vedi se riesci a farmi somigliare quanto prima
a ciò che io sarò il giorno in cui la morte
se ne tornerà indietro a mani vuote
leggendo la tua firma sul lasciapassare.

 

 

Mi faccio una poesia come dico io
nomi incontrati per caso anche in cucina
rovistando tiretti macerie spazzature
prefissi che qualcuno ha gettato per strada
parole disoccupate messe all'asta insomma
vecchi numeri per fare la prova del nuovo
me la zappetto sulla carta avanzata dagli uffici
me la poto bruciando all'aria i verbi secchi
la porto in giro accucciata nel respiro
in cambio lei mi scava mappe dentrodentro
cercando la punteggiatura che mi manca
il vuoto che fa piazza pulita allorquando
la mente nuda assapora un boccone d'azzurro.

 

 

Mi faccio un sogno come dico io
i contorni del corpo diluiti nell'aria donna
come lo zucchero nella tisana calda
guardare in faccia una quercia ad occhi chiusi
fino a sentirsi quercia o almeno ghianda
eccola la ricetta per scasare dal cerchio
e mettere tenda lungo i ruscelli del sangue
che dà colore alle ombre grigie pellegrine
queste si fanno avanti con borracce e tascapane
a piedi nudi le scarpe a tracolla per
togliere il rumore dal sonno degli uccelli
addetti alla manutenzione del passato remoto
e alla coltivazione del futuro interiore.

 

(da "Un giorno  l'altro")

 

 

Tredici giugno

 

In mezzo in mezzo al tempo dei fioroni
tra un mistero gaudioso e un paio dolorosi
atti di contrizione desiderio amore
sbuca da un angolo della va Crucis
il giglio di Sant'Antonio e lungo i viali
passeggia
ondeggia sopra un lago di campane
per la gloria di chi non esce sui giornali.
Tredici kirie e kirie e christe eleison
tredici bellissimi romanzi vespertini
tredici diavoli storditi dagli incensi
e cedunt finalmente mare vincula
per la gioia dei malati di sensi.
Quanto gli piace stare al gioco quanto
al nostro santo giovanotto protettore
che porta in giro la propria cartapesta
intonacata ben clorata a festa
sotto lune soli stelle di velina
facendo finta con Gesubambino in braccio
che sia tutto un paese il mondo intero
per davvero.
E lui sorride con l'occhietto e sorride
fra lampadine turandot spari lupini
s'appende al collo dollari anelli e preci
fa la sua parte di Sant'Antonio volentieri
per la gioia di quelli che non fanno storie
e a piedi scalzi sono incamminati sin da ieri.

 

(da "Giorni di festa")

 

 

Lino Angiuli è nato a Valenzano nel 1946. Vive a Monopoli, dove ha diretto il Centro Regionale dei Servizi Educativi e Culturali.
Attualmente dirige la rivista di lettere e arti "Incroci" con l'editore Mario Adda. Moltissime sue pubblicazioni tra cui : "Santi di casa nostra, la Puglia dei patroni e delle feste patronali". In poesia: "Liriche" (1967), "La parola l'ulivo" ( 1975), "Iune la lune" (1979), "Campi d'alopecia" ( 1979), "Amar clus" (1984), "Di ventotto ce n'è uno" (1991),  "Catechismo" (1998), "Daddò daddà" (2000) , "Un giorno l'altro" (2005).
E' quello di Angiuli un microcosmo che presenta tutta la vivacità dell'ironia, intesa quale filosofia della sopravvivenza, antidoto alle negatività della vita, che presenta apertamente tutta la inutilità e lo stupore degli struggimenti.
La musicalità dei gesti, delle azioni, delle apparenze, vibra inseguendo la necessità del dire poetico, così come la dimensione piena della voce grida nella parola rinnovata, con quella potenzialità che è propria dell'artista. Egli scioglie i versi quasi a narrare, in un controllo lirico costantemente corretto ed equilibrato, inoltrandosi cautamente fra gli anfratti delle memorie o fra le straordinarie angolazioni delle figurazioni.

 

 #

il 13 di giugno, per caso, come in un altro giorno qualsiasi ci si può incamminare a piedi, preferibilmente scalzi, per avere la grazia del santo, e imbattersi nella poesia di angiuli; portando in mano un rosario o una bottiglia di birra (come dice in un'altra sua poesia) il risultato non cambia: rimane poesia.
giusi

 
 #

una poesia strana, diversa, a volte di facile comprensione, a volte meno...di sicuro piacevole e interessante

 
 #

belle immagini del quotidiano mescolate con il senso di Dio, della vita e della morte. splendido poeta !

 
 #

Interessante e profonda lettura. Un altro autore che cattura la mia attenzione. Grazie!

 

Redattore AM

 
 #

Un Autore che scopro ora e che mentre ascolto le sensazioni che mi smuove e cerco di tradurle in commento trovo già dette sia nela recensione che nel primo commento...

Molto gradito quel Un giorno l'altro, credo proprio ci sia da riperdersi negli arabeschi dipinti dentro il suo scrivere.

Grazie della proposta. 

giuga1

Redattore AM

 

 
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la prima poesia 'Mi faccio un'alba' l'ho letta e riletta, per assaporarla come un torroncino; ogni verso la scoperta di associazioni ardite e pure così puntuali da emozionare. La realtà viene frammentata come in un dipinto cubista, per poi ricomporsi sotto forma di emozione nel nostro intimo (dove? cuore, cervello, pancia?)

Magnifico!

 
 #

Interessantissima scoperta ... autore che non conoscevo e che cercherò di approfondire di sicuro ... grazie

Redattore AM

Scrivere è liberazione dell'anima

 
 #

Piacevolissima lettura che scorre come l'acqua tra le dita,come dice l'autore nella sua.

Redattore AM

 
 #

Un autore tutto da scoprire, una proposta molto interessante per la quale ringrazio

Ho letto varie volte Tredici giugno, la trovo molto ironica e non nascondo di

aver sorriso diverse volte

Redattore di AM

 

 

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