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La poesia di Gianni D'Elia

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Invito alla lettura - Rubrica di Antonio Spagnuolo

.

La poesia di Gianni D'Elia

 

 

E la sera che cade

 

E la sera che cade, coi  tagli di luce
sui cornicioni, le facciate, i tetti italiani,
questo orologio nello spazio, coi crudi
riverberi della buona stagione, dai letti
o dai divani dei soggiorni, dove il sole
si stampa in una grana calda d'arancia
per illudere ancora la fine del giorno
al proprio lampo o allo squillo del mondo
per il flash delle strade, dove danza
la sopravvivente lampada, sull'asfalto
che già s'intiepidisce, più bianco, si strina
e profuma dopo la pioggia come un fiore,
perché si ricorda di una donna bambina
che amava la città più di ogni altra cosa
e non voleva mai andare in vacanza, - rosa
d'asfalto, il padre la chiamava, rosa
del bitume e dell'afrore di scambio, ancora
nella sera che sa di nafta e di binari, come
d'orina e di bolle abbaglianti di fari...

 

Scava

 

"Scava bene, a fondo, intenso, lungo il verso,
le pareti di questa scatola borghese,
non mollare per un attimo il monodico,
anche se fratto, rodio del tuo tarlìo,
che sia penna o pennello, corda, tasto,
clic o ronzio, macchina o scalpello,
occhio che riprende e cuore che sente,
tempo del battere, tempo del levare,
fai di te stesso il tuo stesso arnese..."

 

 

Ma ci sono

 

Ma ci sono le anime stupide, come sempre,
e un'anima del movimento, per lo scontro violento,
ci mise tutta la sua stupidità di anima,
finché la vetrina non divenne la testa fracassata,
la spranga la pistola, il sasso il mitra,
nello sport d'ammazzare per la strada;
è un'anima guasta, ancora assetata, pigra, infida,
del suo vuoto e del suo niente, armata
a volere la testa dei cortei, la peggior gente
che prende la politica a pretesto d'una rabbia
dei teppisti, che non saranno mai comunisti,
perché è più facile distruggere che edificare,
più banale abbaiare che costruire un discorso,
più semplice voler morire che vivere il mondo,
che è terribile, ma solo in ragione potrà mutare,
dopo averlo compreso fino in fondo – studiare,
perciò, essere intellettuali, è il solo compito
di questi tempi nuovi tanto vecchi
da opporre ira a storia, saccheggi a progetti...

 

 

Lo sai

 

"Lo sai, quando parliamo con le cose
alla presenza, noi non sappiamo
il vero, ma nel vero, ad uno ad uno
almeno nell'andare confidiamo-
che il viaggio verso l'ignoto assista
l'esperienza, il passo pure se vano;
perché, perduti e rotti nei frammenti
come siamo, della vita d'ogni giorno
ci accorgiamo, nel mistero, di non sentire
a volte nemmeno la scena, in cui passivi
e assidui ci inoltriamo, ciascuno e tutti
senza chiederci neppure in che consista
il tempo della vita che ogni dì viviamo,
fino a quando un bel giorno non moriamo
perdendo udito tatto gusto olfatto vista – spariamo,
ché non altro argomento ha il poema umano..."

 

 

Sulla strada

 

"Sulla strada, mettendoci in ascolto,
dentro ogni sera, dentro ogni città,
quasi letteratura fosse carità...
se la parola, che non riesci a dire,
non è la parola, ma la cosa che vive,
nel momento stesso in cui credi d'udire
il richiamo di quei giorni mal vissuti,
o tenuti tali perché erano muti,
mentre vivere senza capire, allora,
pareva fosse un bel morire, come ora
capire senza vivere quel patire
ripete l'esser vissuti e lo scrivere,
quando non basta più la gioia di esprimere?..."

 

 

Gianni D'Elia è nato a Pesaro nel 1953. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie fra cui "Non per chi va" (1980 e 2000), Febbraio" (1985), "Segreta" (1989), "Note private" (1993), "Congedo della vecchia Olivetti" ( 1996), "Guerra di maggio" (2000), "Sulla riva dell'epoca" (2000). Ha fondato la rivista "Lengua". Ha tradotto Gide e Boudelaire. Collabora a periodici di varia cultura.

 

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giovannicapodicasa
mi piace la tua poesia. Molto ben calibrata, elegante ed espressiva. Alcuni termini ci accomunano ( mi spiace x te:-))) ) tipo la donna bambina, etc.
Altri come x esempio orina non mi piacciono. Non perchè disturbano, ma degradano un po' l'eleganza dei tuoi scritti. Noi siamo Italiani, Ste cosa lasciamoli agli americani. E' una mia opinione, of course.
Ciao, complimenti e a presto leggerti ancora.

 
 #

appena ho letto "e la sera che cade" mi è salita una malinconia dolcissima..e un'unica parola: bella!poi ho letto le altre...tutte...tutte belle, ma tutte lette in frettabisogna assaporarle...avrei preferito leggerle separate...Gianni D' Elia...me lo ricorderògrazie 

 
 #

io ho preferito la prima poesia, che possiede una dolcezza che le altre non hanno.

 
 #

Ma che meraviglia... come poter scegliere, sono tutte belle, intensamente belle!

Redattore AM

 
 #

Totalmente da scoprire questo poeta dal tocco che pare molto semplice

ma che nel contempo trovo complesso (a mio parere) da capire.

Piaciuta Sulla strada

Redattore di AM

 

 
 #

Mi è piaciuta in modo particolae "Scava"

Redattore AM

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Scrivere è liberazione dell'anima

 

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