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La poesia di Attilio Bertolucci
In tempi di disimpegno
Non è infrequente per queste
strade familiari – anche se esse
ti hanno portato al di là di n fiume,
o torrente, confine spesso di due provincie,
il passaggio a un'altra riva col sole
in una salute languente –
incontrare dei cippi dedicati a chi uomo o donna anche ragazzo
qui vivente o transitante
venne ucciso perché ribelle ostaggio.
Su marmo pietra o umile laterizio
una lapide ricorda i nomi e il giorno dell'eccidio –
ma tu che passi procedi oltre, t'affretti
punto dal primo freddo e dal tramutarsi
all'orizzonte di rosso in viola
mentre la siepe accoglie arruffata
e misera il ritorno dei passeri
dai seminati in ombra – ormai
indistinti quei cippi dai tumuli
che il cantoniere o il colono
innalzò di ghiaia o terra o letame
nella luce lavorativa d'un giorno senza data.
( da "Viaggio d'inverno" – 1971 )
Fuochi di novembre
Bruciano della gramigna
nei campi
un'allegra fiamma suscitano
e un fumo brontolone.
La bianca nebbia si rifugia
fra le gaggìe
ma il fumo lento si avvicina
non la lascia stare.
I ragazzi corrono intorno
al fuoco
con le mani nelle mani,
smemorati,
come se avessero bevuto
del vino.
Per molto tempo si ricorderanno
con gioia
dei fuochi accesi in novembre
al limitare del campo.
La rosa bianca
Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.
( da "Fuochi in novembre" - 1934 )
Paese d'inverno
Che il sole dopo la neve
appaia, e le nuvole si tingano di rosso
come schiave: la neve sui tetti
un rossore colorirà, guancia di principessa.
S'alzi un leggero vento
e spenga l'acqua, che s'era addormentata,
con assonnata voce di pastore;
escano fanciulle con scialli,
lampeggiando gli occhi neri,
e improvvisamente corrano punte dall'aria
simili a uccelli che s'alzino a volo.
E gli zingari rubino ragazzi.
Portami con te
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.
Qui all'occhio chinato
Qui all'occhio chinato erica e cardi all'occhio
levato falchi e il sole. Tu non potrai durare
a così grande splendore di metalli e silenzio. Portati
più giù presso i frutteti selvatici, i rossi sorbi
e la gente che lavora a distanza di valli sotto
il caldo che s'annuvola, lana follata, il sole
al suo tramonto vagante di rose caduche
___________________________a coperta approntata
___________________________per la notte.
( da "Viaggio d'inverno" - Garzanti, 1971)
Attilio Bertolucci ( 1911 – 2000 ) è tra i poeti meno classificabili del secolo scorso, vuoi per la sua maniera di realizzare il testo, vuoi per la personale impostazione filosofico/morale.
Esordisce giovanissimo con il volume "Sirio" (del 1929).
"Fuochi in novembre" è del 1934, subito recensito (fortuna adiuvat) da Montale, che colse l'eccentricità di questo poeta, lontano dalle poetiche ermetizzanti post ungarettiane, sia dal linguaggio classicheggiante di U. Saba.
Montale fra l'altro scrive :...elegante, volubile, e scarso, scarsissimo peso della parola, che gli scorre come acqua sulla carta..."
Bertolucci si mostra aggraziato nella scrittura, accondiscendente a volte ad una certa sorniona ironia, partendo sin dai volumi "Sirio" e "Fuochi in novembre" da un complesso di temi autobiografici, da storia privata personale e familiare, che ha come riferimento paesistico Parma e la sua campagna. – Come luogo di rifugio, una cellula di miele vischioso e dolcissimo su cui si proietta l'ombra minacciosa di "cose lontane", che sgomentano.
Pasolini scrive : "...una certa voglia di giocare, di scherzare, sopra la propria poesia...- un motivo che potremmo chiamare domestico, se però in questo termine si concentri una particolare, fine, aristocratica memoria dell'infanzia...".
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Un modo di scrivere semplice eppure intenso e incisivo, molto apprezzato, grazie!
Redattore AM
http://www.poesienelvento.splinder.com/
Altro autore da conoscere .. grazie
Redattore AM
www.pensierinsintonia.splinder.com
Scrivere è liberazione dell'anima
Piacevole la lettura di Portami con te,
scorre dolcemente lo sguardo sulla mattinata di fine inverno.
Si sente l'allegria che nasce insieme al primo sole,mentre sui versi finali staziona la tranquillità.
Redattore AM
Attilio Bertolucci è decisamente un altro grande poeta che con le sue note sa come fare emozionare.
Le sue poesie sono molto belle e pur nella loro semplicità... molto profonde.
In particolar modo mi è piaciuta "Portami con te", i cui versi scorrevoli scivolano delicatamente nel cuore avvolgendolo in un senso di pacatezza assoluta. Complimenti per questa ottima scelta.
Redattore AM
Una nuova scoperta questo poeta, quindi ringrazio per la presentazione
e quindi la possibilità offerta di fare ulteriori conoscenze poetiche.
Molto bella a mio parere, perchè diretta e di grande significato
La rosa bianca
Redattore di AM