Ti porterei nel vento
il vento racconta di storie raccolte, vorrei potertele raccontare
*Ti inventerò storie di avventure e di amori da poter raccontare*
Ti porterei nel mare
il mare fermo non sa stare, il mare agita le onde come io agito il tuo pensiero
*Ti accoglierò con tuffi di delfini e perle e stelle marine e fresche onde verdi piene di luce*
Ti porterei sull'isola dei bambini
i bambini sanno giocare, il bimbo che c'è in me ti farebbe giocare....
*Ti regalerò prati verdi e giochi e colori e arcobaleni su cui scivolare ridendo*
Ti porterei nel sogno
il sogno sconfina, come io sconfino per poterti toccare.....
*Ti cullerò in sogni di stelle e abbracci di nuvole*
Ti porterei dentro di me per non lasciarti andare, e nel buio della notte poterti amare....
*Inventerò un buio caldo profondo di velluto*
Ti porterei
Ti amerò
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grazie, punto di vista interessante..io la vedevo in un modo diverso: il condizionale perchè c'è il desiderio ma non la possibilità di condividere. Il futuro come incoraggiamento...lo faremo non buttarti giù, coltiva il sogno credici.
Accettabile. Andata, via! cestino il mio e accetto per buono il tuo, punto di vista, che è più affascinante.

La canzonde delle distanze incolmabili, sembra. Una con il condizionale (vorrei ma, mannaggia, non posso...) l'altro col futuro (farò, ti darò, ci sarò... è che adesso c'ho da fare, 'ccidenti).
Ma del resto il promettersi l'amore pare vada proprio così: si comincia con il condizionale. e probabilmente si finisce anche con quello, ancora. Perchè il ciclo continui.