Se si riuscisse
a scindere la verità
tra ciò che veramente nuoce
ai nostri sensi,
frustrazioni che oggi conducono
ad andare indietro nel tempo,
quando era semplicità la vita
e del consumismo,
non si sapeva niente.
Quando
neanche si conosceva
che significato avesse la parola,
mentre la realtà
ci invita a comportarci
come cani randagi
elemosinando punti di vista.
Se si riuscisse
a non lasciarsi prendere
dalle tentazioni,
e a non sfogliare parole inutili
scivolandoci sopra.
A non seguire,
di rivoluzionari sondaggi,
pubblicità,
stereotipi inzuppati di niente,
senza difenderci,
perché
chi non è al passo,
viene messo alla porta.
Se solo si riuscisse
ad essere noi stessi
seguendo la linea limpida
della coerenza,
saremmo lontani dal sentirci automi,
come robot,
burattini senza fili,
laddove
non importa a nessuno
delle nostre idee.
Laddove
basta solo vendersi
a ciò che il consumismo vuole,
senza sapere
che al di là della teoria,
esiste anche la pratica
e in noi un cervello,
che sa cosa scegliere,
come scegliere,
cosa volere.
- blog di Rita Minniti
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Una protesta chiara che pare sgorgare spontanea in conseguenza di evento e riflessione attenta. E il punto, molto probabilmente, è che:

"esiste anche la pratica
e in noi un cervello,
che sa cosa scegliere,
come scegliere,
cosa volere."
Minniti incavolata. E a ragione, senza dubbio dico io che solidarizzo in toto con lirica e contenuto.