Posso parlare al vento,
tra le case,
a te che sei l'insieme
e mi muovi il cuore
col fiato inanellato di ombre scure
da dentro il bianco bozzolo senz'ali.
Mi chiedi l'energia per respirare
ed aliti su specchi appesi ai muri
da queste labbra che baciano il destino.
Sei la mia vita,
appesa ad una linea immaginaria
sui miei perimetri socchiusi,
da dove sbircio voli di gabbiani
liberi di posarsi a piedi nudi.
Pretendi che la strada sia retta e pura
anche se perdo la bussola nel mare
quando la vela s'incaglia sugli scogli
e lacerata torna sulla spiaggia.
***
mms
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Io l'ho letta in modo diverso, per me è una poesia che hai dedicato a chi ti accompagna nella vita, al tuo Lui ... io l'ho letta così e mi è piaciuta moltissimo
La vita, un antico contrasto tra ombre e luci,
racchiusa in cerchio con fessure tali da farci respirare un pò di libertà
e magari facciamo un giro con quei gabbiani.
Capita che ci lasciamo coinvolgere da strade secondarie,
perdiamo la strada e poi torniamo sulla retta via a leccarci le ferite..
Questa è la vita, tutto fa parte del nostro vivere, importante
è vivere, cadere e rialzarci più forti di prima.
con grande stima , piaciue le metafore
con simpatia
Lia
Quante cose è la vita, chiede chiede ma tante volte dona.
A volte ci spezza e a volte ci esalta.
E' un altalenare continuo che ci mette alla prova
Molto particolare la tua descrizione di vita, hai usato immagini
belle, come l'alitare su specchi appesi al muro, perdere la bussola
nel mare (ci sono le stelle però, come gli antichi naviganti)
e la vela che si incaglia sugli scogli che rappresenta le ferite
che la vita infligge. Ma se poi lacera torna sulla spiaggia si può
sempre ricucire e ricominciare con tenacia.