Tua madre era una donna molto bella,
era sempre lei a raccogliere i miei libri,
a leggere le mie poesie
ad ascoltare i miei discorsi al megafano.
Poi a Novembre,
all'occupazione del palazzo d'inverno
tua madre disse d'amarmi,
a Novembre eravamo anarchici sai?
Portale questi versi,
ora che il freddo le secca le ossa
li metta sulle sue gambe,
mentre pensa a me sulla sedia a dondolo.
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Con quel misto di esuberanza giovanile, sogno, desiderio, nostalgico ricordo pacato ancora carico delle sue potenzialità e gravato della sua consapevolezza.
Grande.
Sortilegio, come sempre bravissimo.Sembra di vedere tutto ciò che descrivi ed anche la poesia di un ricordo nella poesia.Leggo sempre ciò che scrivi, ogni volta un'emozione.Dizzy