Galeotta è l'iride
che insegue a piombo
il tonfo
dell'ultimo granello
cadente giù dal collo
della clessidra infame.
Resta immobile,
sgranato l'occhio
sopra la guancia rossa
irrigata da una calda lacrima
da rendere alla terra
mentre si alza
la nuvola di polvere
che vedo fuori
e sento dentro
come fungo atomico.
La notte ha rotto le sue acque
e librato in aria
i vagiti dei pensieri.
Ma l'oscurità è morta di parto
e ancora non lo sa
così come le idee
che raccolgo nelle mani
e scuoto per svegliarle...
...ancora non so come.

Il tempo passa, come l'ultimo granello della clessidra, ma basta girarla e si ricomincia. Bella, piaciuta. Ciao Ale, bravo!!!

un'intrigante particolare poesia.Bravo.
Un po'.
pronto ad addentrarsi a vivere la notte 

E un po' mi pare di sentire l'inizio del risveglio del licantropo