Tetti bianchi
a neve o forse cenere
l'assoluto altrove impossibile
lisciva dagli intonachi
fotogrammi di vita
a perdersi.
Macerato asfalto
rosso di luci fugaci
a stringhe sulle scarpe della notte
cammino rovinando
di retromarce
il vestibolo scuro di tombini
e premo, premo il petto
delle ore
perchè vengano a mancare
come sudario alla tristezza,
come ignoranza d'amore,
là, dove viene dal ramo
un colore a cinguettare
in questa soffitta raggelata
di cristalli spenti.
- blog di sulphur
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ma il sovente perdermi,
tra i chiaroscuri di albe ed aurore
fa si che il giorno,
perdente e vile
s'incateni al suolo.
Redattore AM
recepisco il messaggio che vuoi dirmi e ti ringrazio dell'appunto sul quale mi preme riflettere perchè vero e profondo......grazie
Dopo aver letto tutta la poesia, tornare al titolo è propedeutico ... difficilissimo vivere in un io che cerca un percorso nuovo ...
Redattore AM
www.pensierinsintonia.splinder.com
Scrivere è liberazione dell'anima
sì, un percorso nuovo è quello di cui ho bisogno......hai messo a fuoco il problema di fronte a un labirinto apparentemente senza uscita.
S'inchinano i sogni per entrarmi dentro,
dove addosso fatue luci,
percorrono me viandante,
senza orme,
la strada si snoda antica,
nella brulla anima,
senza via d'uscita.
Redattore AM
Oh! Chiare sensazioni
distendono l'anima
e d'altre oscura
così l'etereo viandante
ricostruisce la via
poichè giorni a giorni
è smarrimento in terra
e gran fatica dire: "IO".
Immagini che danno una sensazione di gelo, di tristezza
e solitudine, con la speranza nella chiusa di calore donato da colore
e cinguettìo di nuova vita. (mia interpretazione)
Redattore di AM
Buon anno Poison.....anche se questa poesia ha di tutto tranne un rinnovato impegno di ritorno alla serenità.........
Io speravo che quel colore potesse essere l'inizio di questo ritorno.
Te lo auguro di tutto cuore però
Redattore di AM
La Natura si cuoce
e fredda
dall'architrave dell'orizzonte
il cielo distende
ogni colore
io passo talvolta
inframezzo il mio dolore
di altra natura
e così pavento un fuoco
al fuoco che spengo.
Non canto il mutare
delle stagioni i veli
canto l'impossibile
che mi chiedo:
il vuoto della lealtà!
un abbraccio