Il suono struggente di un violino zigano vibrava nell'aria. Un giovane alto e biondo dall' apparenza straniera suonava sotto il sole cocente in una strada di Cagliari. Nella custodia del violino posata sul marciapiede alcune monete lasciate dai passanti. Nonostante le difficoltà incontrate nel suo cammino non sembrava infelice. Forse la musica lo trasportava in una dimensione dove non esisteva l'infelicità, ma solo beatitudine. Mi fermai ad ascoltarlo e con curiosità femminile e come aspirante narratrice mi sarebbe piaciuto conoscere la sua storia. Allora presi carta e penna e cominciai a creargli una esistenza partorita dalla mia fantasia. Era nato in Ungheria 30 anni prima in un piccolo villaggio. I membri della sua famiglia perirono in seguito ad un tremendo terremoto, e lui venne adottato da una famiglia di un altro villaggio. Il padre adottivo suonava il violino e il piccolo Frantz imparò presto a suonare questo meraviglioso strumento. La madre adottiva era una pianista e questo rafforzò in lui il suo amore per la musica. I genitori adottivi perirono alcuni anni dopo in un incidente aereo, mentre si recavano in Grecia per un concerto. Frantz che all' epoca aveva 16 anni era andato in una colonia estiva e fu proprio lì che apprese la tremenda disgrazia. Non avendo trovato altre famiglie e nemmeno un lavoro sicuro iniziò a suonare il suo violino per le strade, e incominciò a viaggiare. Andò in Grecia, In Turchia, in Albania, e alla fine approdò in Italia. Andò prima a Roma dove si innamorò di una ragazza che si affacciava sempre alla finestra di fronte al marciapiede in cui lui suonava. Nella, così si chiamava la ragazza, lo ascoltava rapita e assorta e i due iniziarono a guardarsi e a scambiarsi qualche sorriso e qualche frase. Quando i genitori di lei, facoltosi borghesi romani, se ne accorsero vietarono alla ragazza ogni contatto con il violinista, che venne fatto allontanare dal marciapiede. Il giovane disperato fu infine costretto a lasciare la città eterna e ad approdare a Cagliari, splendida città solare che riuscì a trasmettergli un po' di calore e gioia. Aveva incontrato una ragazza cagliaritana, che in quel momento si era allontanata per comprare qualcosa in un bar. Per lui la ragazza aveva abbandonato la famiglia e incurante delle difficoltà condivideva la sua vita con il giovane violinista. Inizialmente per lei era stato difficile adattarsi alla vita sui marciapiedi, ma l' amore per Frantz era stato più forte di qualsiasi difficoltà e ostacolo. Alla fine essa arrivò con pasta e caffè e vidi che era una splendida ragazza mora dai lineamenti dolci e al tempo stesso fieri. Mi disse che era felice di poter convivere con il violinista e che non si era mai pentita per la sua scelta. Lasciai alcune monete per loro. Salutai e andai via felice di constatare che a volte l' amore è più forte delle convenienze sociali e materiali.
- blog di Anna Maria Cuccu
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L'ho letto volentieri ... grazie
Grazie a te per l' apprezzamento.
E' magnifico l'amore quando non si fa condizionare ,quando resta un puro sentimento e nulla più.
Sì, è bellissimo l' amore quando non è soggetto a convenzioni e a preconcetti ma è espressione del cuore in tutta la sua purezza di sentimento.
Il contenuto e la morale delle tue parole è molto bella, anche il creare la storia delle persone spesso viene spontaneo.
Forse un pochino troppo dettagliato e dispersivo nella lettura il racconto (ma è un mio parere)
Devo ancora acquisire la tecnica e ogni consiglio mi sarà utile per migliorare. Ti ringrazio per il tuo suggerimento.
Anna Maria, prima di pubblicarlo, fai un'anteprima per vedere come
ti va a capo con le parole, così hai la possibilità di correggerlo
e di non vedere le parole troncate, specialmente quelle con apostrofo
Grazie a te per l'attenzione, Pat
Credo di avere controllato, ma gli darò un' altra occhiata. Non avevo pensato a questo aspetto. Ti ringrazio per avermelo fatto notare. Ciao.
Non lo sapevo. Lo controllerò. Ti ringrazio.