Sai,
ci sono gusci di noce
nel deserto del Gobi,
si confondono con la sabbia
eppure io riesco a vederli.
Forse per la saliva
che mi regalasti sugli occhi
forse per quel sapore salato
su di me.
Nessuna nuvola in cielo
l'Himalaya le trattiene
e tu incantata che guardavi
le cime.
Passano ancora i cammelli
dove piantammo le tende quel giorno
passano per la via della seta
insieme ai camion
con la stella rossa
dei soldati della Repupubblica Popolare Cinese.
Sai
mi graffio i palmi con quei gusci
per ricordare un amore
finito tra lo sterco di un cammello
e una bottiglia di vetro
con l'etichetta di un chinotto.
Ora raccolgo
il mio zaino di piombo
con quattro canzoni
e una goccia di pianto
da lasciare in questo
lussuoso deserto del Gobi.
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Un'etichetta del chinotto nel desero di Gobi è un fantastico delirio, dai.
Va ben che oggi si trova di tutto ovunque e non ci stupirebbe più di tanto; non daremmo la colpa a Messner - lui solo levissima - ma qualche bergamasco di passaggio e disperso...
Trovo molto bello lo sfondo, in questo amore volato nel ricordo, mentre ti si vede raccogliere lo zaino