Mi piace a sera
scendere a fiume,
quando i pescatori
lasciano le poste
e le spatole
arruffano le penne.
Siviglia, lontano
mi riporta
a vita
mentre vago
con la mia mente
tra follia e condiscendenza.
A volte vengono i miei figli,
molto raramente,
mi accompagnano a fiume,
in quei momenti
provo a parlar con loro
più silenzi
che parole
ma anche questo è un modo.
Mai una donna,
non si portano le donne
a sera sul Guadalquivir
anche se una volta,
ma ero giovane
e lei danzava il flamenco
sul mio petto.
Finisce così che
m'intristisco
ma ormai cosa importa?
Ora ho gli anni giusti,
per guardare con altri occhi
e in questo finire d'estate
il Guadalquivir riprende colore
e le ombre diventano macchie
negli ultimi tramonti rossi,
mentre la spatola
disturbata vola via
e io torno sui miei passi
sul sentiero per Siviglia.

Molto bella,

Sento un uomo stanco , vinto ormai dal tempo, che riflette sulle cose
e si ritrova a ricordare.
Una cosa mi ha colpito piu' di tutte sulla tua poesia, quando parli dei tuoi figli, quando dici che raramente ti accompagnano al fiume e che tenti di parlar con loro ma sono piu i silenzi tra DI VOI... qui mi hai trasmesso tristezza come se tu cerchi un conforto da loro ma non trovi altro che indifferenza e allora ti aggrappi ai ricordi di cio' che era un tempo, Si sente la profonda malinconia nei tuoi bellissimi versi
( e' cosi' che io l'ho interpretata e capita)
un abbraccio
io spero di aver un buon rapporto con i miei figli, spero di capirli, non entro molto nella laoro vita se non me lo permettono. Non è facile rapportarsi con i figli, essere alla distanza giusta. Ci provo. Malinconia? momento così? no solo un tentativo di conquistare la cosa importante per me ora, la tranquillità economica per me i miei cari e tutti quelli che lavorano con me...non ho altre opzioni.