sull’inizio del film “Edipo Re” di PP Pasolini
…
a farmi nascere per forza e per amore
ti vidi madre
bella come granturco da tagliare
sul letto stesa a gambe aperte
e poi ti vidi
guardarmi come se fossi oggetto strano
sorriso dolce al labbro tuo spuntare
ch'io sono tuo
e tuo di te son nato
e poi t'ho visto in trasparenza
bianco il cappello in mano
stender tovaglia al prato
limite tra sole ed ombra
la nostra breve vita insieme
a camminare
26/11/03

Di niente. E di un tutto.

Incata, entra nella mente, chiede confronto ottiene comprensione: Edipo in noi, meschini.
Complimenti, notevolissima
Ti dirò: non mi sarebbe spiaciuto affatto leggere una tua trasposizione poetica del film, fino in fondo alla trama.
Sei mica fuggito altrove per evitare, anche tu, che si avveri la profezia?
Un abbraccio
Mela
p.s.
Va' che la sezione Arte Figurativa piange, eh!!!
ho smesso...