E sono in fervida attesa
che spuntino le luminose
stelle amiche,
che danno luce alle mie
insonni notti.
Le aspetto, per favoleggiare
desideri di candore,
che chissà se mai potranno
essere qualcosa di più
d'un sogno.
*
E una, e due. Eccole.
Cinque stelle, venti stelle.
Adesso sono tante
e non riesco più a contarle.
*
E quando ne vedo una
che sembra cadere,
lasciandosi dietro
la sua luminosa coda,
corro,
per raggiungere il luogo
lontano dov'essa è caduta,
perché, se all'inizio e alla fine
dell'arcobaleno ci sono secchi
pieni di monete d'oro,
dove cade una stella
c'è un sogno da afferrare.
*
Silenzio intorno.
E' buono il profumo di menta
che trascolora dove io cammino.
**
Carmine Valendino
- blog di carmine valendino
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Molto bello questo rincorrere le stelle e il paragone fatto con l'arcobaleno, emerge la voglia di trovare forza e concretezza.
E nel silenzio quel profumo di menta aggiunge un tocco di buon sapore che aleggia nell'aria
Grazie per aver gradito e apprezzato, ma soprattutto di aver colto.
Sempre bisogna seguire le stelle, sono dove si formano i nostri sogni e i nostri desideri.
Bella poesia, mi piace molto...
Sì! Poesia un po' onirica: ogni tanto ci vuole un po' di affrancamento dalla solita sbornia di malinconia...
Grazie!
Io infatti conto le stelle, e qualche volta ci riesco pure...
sembra quasi contare le pecorelle ed invece son stelle!!!!!!!!!