
Inviato da spazammaZ il 2 luglio, 2009 - 19:00
Da qui non si vede il cielo
tu che procedi nella nebbia
e ti affretti a sputare la marlboro
sullo squarcio di sereno
Da qui non saprai mai
che i tagliagole hanno la laurea
in chirurgia e che le nostre donne
fanno sobbalzare le auto imboscate d’occidente
Da qui quel tuo dio non si fa mai vivo
dopo tre giorni tutto quel
che ci ha lasciato in santità
un pizzino in siciliano
Da qui non si vede mai un mac
un burger king, qui si mangia sano
se capita
una volta al mese
Da qui la tua speranza si è fatta notte
come camaleonte sulla nostra pelle
ruvida tesa
nera
Da qui i tuoi caschi blu si son persi la mappa
eran convinti che a far la pace
non si muore lo stesso
e son scappati dalle nostre orrende contro.vite
Da qui si vede il paradiso un po’ più vicino
ché i missionari, prima di salvarci
han detto che dall’inferno lontano non è
e i nostri dei falsi come le prada che vendiamo
Da qui la loro salvezza
sembra un po’ come quella
che avevamo prima
Da qui scappa appena puoi
che il nostro futuro
dacché si muore per poco
è nero quanto la nostra sporca pelle.
- blog di spazammaZ
- Login o registrati per inviare commenti
-





Complimenti,
credo dietro l'autore
si celi un amico poeta.
Questa non è solo poesia,è un solitario soliloquio di "colore",come se la voce non avesse dove posarsi.
E' la reale condizione di chi ha la sfortuna di vivere l'Africa martoriata.
Meritatissima la segnalazione.
Non saprei... ti ho letto attentamente.
Anzi, perdonami se ti "scopro" solo adesso.
Commento perché questa poesia sembra un manifesto contro il resto del mondo che non sia l'Africa.
O meglio... non vorrei sbagliarmi... la salvezza dell'Africa non sta in Europa o altrove...
Io credo fermamente che il futuro dell'Africa sia Nero (e non grazie a un presidente) - non perché sono razzista e non li voglio tra i piedi - ma semplicemente perché l'Africa è un paese ricchissimo, da sempre sfruttato e "lasciato povero", privato della propria dignità volutamente.
Si può vivere comunque senza mac, senza burger king ed essere felici, ma...
Ma li abbiamo convinti e costretti a "scappare" dalla loro terra.
Ricordiamoci che in fondo è la culla del mondo...
Un caro saluto,
Pau
nessuno ti legge spazzamaz la regola è che chi non commenta non viene letto, ma un capolavoro è tale anche se lo legge solo un camaleonte sul vaso da notte. Il resto è la solita solfa ste, il resto è il retaggio borghese di una società che applaude un governo di razzisti
Sortilegio, se ti riferisci ad AltraMusa, la redazione legge tutto.
no giuseppe non mi riferisco alla redazione è un discorso in generale, lo so che la redazione legge tutto tanto è che ha segnalato questo scritto.
Quindi avendola letta per prima sarei un camaleonte
sul vaso da notte?
Io uso ancora la classica tazza
e non sono un camaleonte ... però mi è piaciuta
Mi piace moltissimo quello che hai scritto,
le vedo come le parole pronunciate da un uomo di colore
che esorta ad una fuga da tutto quello che altri vogliono far
credere come luoghi di salvezza mentre invece non lo sono per
niente, anzi è proprio tutto il contrario di quello che si
immagina. Hai elencato diverse situazioni a mio parere, come
i caschi blu che hanno abbandonato i luoghi dove dovevano
portare pace e dove sono morti molti di loro
Forse ho sbagliato e non ho ben capito, ma la leggo
in questa maniera.
giustissimo