
Inviato da Minet il 3 luglio, 2009 - 09:41
Il tempo evade in piena e accenna soluzioni;
La vita ascolta attenta e approva le sfortune
Come risolta scena da consolare avanti
Puntualizzare il grigio è l’arte in chiaroscuro
Del credersi irrisolti.
Fermarsi appena stinti, rinchiusa la tormenta,
E poi asciugarsi gli occhi, il poco che a gioire
Sia tregua alle rovine
Le sillabe imprecise non fanno male mai,
Deformano il concetto e sfrangiano pareri
Spezzandosi a rigetto la frase desolata
Che dire alle ore, ai luoghi lama e pace,
Se l’apice del dare somiglia a una finzione
Ora che le foglie cantano scheggiate
La resa del vivrò
Come missione a parte
Di ieri non so più, fermandomi agli specchi.
Lo sguardo è un’intenzione e i sassi per fermarlo sono pochi,
Così come la sabbia, sicura decadenza,
Da camminarci assenti
- blog di Minet
- Login o registrati per inviare commenti
-





un erto cammino è il sentiero della vita!
Il tempo e la vita,l'arte e le sillabe,la resa e l'assenza,sono le vie dell'anima che si spingono tra le vaste terre desolate 'Da camminarci assenti'.
Ci si asciuga gli occhi,per ricominciare e per non darsi vinti.
Mi ci sono un po' incartato nel leggerla, i tre versi iniziali mi hanno deviato ... a me da l'idea come se tu voglia dare un calcio alle sfortune del passato cercando di farne polvere ...
Grazie Renato. In qualche modo è così, ma fra il dire e il fare c'è l'illusione.
Un abbraccio. Grazie a voi.
Io ci leggo il cammino su una base instabile, come se
ci fossero delle difficoltà da superare, ma non lasciandosi
condizionare dalle parole altrui si continua il cammino
anche se consci che si deve arrivare ad un punto che è la fine
di tutto. (mi sono incartata nelle mie stesse parole
L'immagine che mi è venuta spontanea è quella di una clessidra davanti ad uno specchio e la sabbia che precipita