Lampi azzurri si perdono
tra nuvole bianche
Nel buio infinito
brilla una stella
Di Natale è la notte
Scintillano luci sull' albero
Angeli e pastori
cantano soavi
nenie antiche
della notte dei tempi
dimenticate
L' anima risuona
di echi profondi
ricordi
suoni
armonie
canone inverso
cacofonie
Uno squillo di tromba
frantuma il silenzio
Fantasmi e timori
diventan di neve
fiocchi e farfalle
volteggiando nell' aria
si perdono lontano
Vorrei offrire
al Nato Bambino
mille prati fioriti
di gelsomino

Delicata poesia. La chiusa, sono d'accordo con Guderian (poi mi spiegherai perchè hai scelto un nick militarista!). Un plauso a Sortilegio per il nudo e crudo riferimento storico, ma che c'entra molto poco con la poesia in questione..
Bella poesia. Soprattutto il finale: vorremmo offrire ad ogni bambino che nasce una infanzia dignitosa e allegra, come dovrebbe essere per i nascituri.. cosa che purtroppo spesso non è.
il bambino non vuole regali, il bambino li porta. Ha addosso la polizia del regime e la chiesa lo vuole morto perchè Lui è una nuova novella. Il suo Dio parla d'amore e di tolleranza e non di odio e discriminazione. Il bambino è un profugo palestinese.
Caro Sortilegio forse hai un attimo confuso poesie e hai confuso anche me.Sono d' accordo con te il bambino porta un immenso bagaglio d' amore
è il ciclo della vita che si rinnova siamo noi tutti.Ma ha ragione anche Guderian perchè condannare un nuovo essere umano alla sofferenza se non ci sono i presupposti per non farlo soffrire? E'una roba delicatissima, ragazzi è Natale, vogliamo parlarne poi con calma? Un sorriso e un augurio da Dizzy♥