Silvio Pellico
le mie scuole medie,
all’angolo la vecchietta con il suo carretto
di fogli protocollo e caramelle al sapor di viola,
spaventati noi, gli anni settanta
e i compiti in classe.
Su e giù di corsa per i treni
dentro inverni e mani di brina
e buffa io in un paltò a quadri
con manicotti di finta pelliccia.
Mattine da stivali di gomma
a cercare un varco
nell’acqua alta che cresceva,
vento di mare sui ponti
e urla di gabbiani tra i capelli,
speranze mai perse
e voti che poco consolavano il tanto fiato.
Pane caldo di uvetta
e cuori disegnati sui diari,
quanti baci tenuti al petto
amori mai arrivati.
Sezione acca
che non stava mai muta,
amiche tante
e una professoressa piccolina d’italiano
ma grandi donne tutte quante
che stringo al cuore
di una Chioggia lontana.
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Un quadro Naif, di quelli che più mi piacciono, sembra la tua splendida poesia che ci ha riportati tutti, come puoi leggere da tutti i commenti precedenti, ad una delle età più belle e controverse della nostra storia
Nives
personale, pura poesia.
grazie nives, hai sempre parole tante per me...ciao
è incanto per l'orecchio del cuore, quando il ricordo si presta a plasmare, nella musica dei versi, sensazioni ed emozioni sentite con una profondità così prorompente come quella che esprimi tu.
grazie Adelaide hai parole per i com.ti che sono più delle mie poesie...non sono abituata a mettere premi voti steline
ma in questo caso non posso farne a meno..un abbraccio
Ricordi vividi impressi nella mente di quegli anni scolari pieni di nostalgia. Molto bella.
frncesco
la scuola resta un ricordo indimenticabile, grazie francesco
grazie giuga, grazie rita,
buona giornata a voi, un abbraccio
Mi hai fatto rivivere quei momenti e ho riascoltato per un attimo i rumori e gustato i profumi. La sezione H! mi ricorda anche questa qualcosa: la mia!
Un dipinto di momenti, flash che alla mente spesso ritornano, anche se a sprazzi, ma piacevoli, dove si ricorda soprattutto la spensieratezza, i primi batticuori e le paure per le interrogazioni. Un tempo lontano che si rimpiange, se non altro quando, le difficoltà del vivere ci sovrastano. Allora bastava uno sguardo, una risata e l'umore da triste diveniva allegro e colmo di speranza.
Bella... bella in tutta la sua totalità, in tutta la sua freschezza.
Una delizia di quadro d'epoca più vivo di un quadro, con quei movimenti sui treni e il vento che crepa le orecchie tra le urla di adolescenti studentesse sognanti.
Incantevole Fiore.