Attimi, l'attesa della sera precedente che non torna,
o sono i morti negli albereti della mente a venire
dal sale del Maditerraneo insieme a pesci e seppie dell'
inchiostro. Poi nel brivido prealbare conchiglie di memoria
disseminate nelle sabbie del tempo.
Vedi arrivare l'ampleso e la vittoria, tu Mirta,
in quel nero delle vesti panneggiare e sarà tramonto
estasi rinascita tra i laghi della pace confezionati dagli occhi.
Vengono le ragazzine e siamo nel 1984 un gabbiano
grida: attenzione!!!!!! e ci sarà raccolto una misura pigiata
e spumeggiante il 25 dicembre del postmoderno
occidentale inevitabile.
- blog di raffaele_piazza
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Un paragone tra il Natale dei tempi passati e quello dei tempi moderni???
Mi pare di capire questo, prima il Natale con la sua attesa, specialmente
quella della vigilia e ora quello della gioventù che lo trascorre solo
brindando e correndo pericoli.
Mi pare una visione un po' troppo pessimistica se è questo il senso della poesia,
è come fare della gioventù di oggi un tutt'uno, come se per tutti non ci fosse
più nessun ideale e nessun vero credere nelle festività o nel vivere stesso,
ma solo la ricerca dell'effimero e lo sprezzo della vita
Probabilmente sono completamente al di fuori del vero significato delle parole,
ma mi pare di percepire questo
Redattore di AM