
La poesia di Antonietta Dell’Arte
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Ti presento
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Ti presento in un paniere i miei ricordi
uno per uno quelli che non dissi
a suo tempo non fu il mio volto a stupirlo
non fui diana armata né venere splendente
furono i miei versi di gelato a scaldarlo
ardimentosi al pistacchio
da leccarsi le dita e i colori
dunque nulla di lui mi giunge
e nulla posso dargli.
Non so
Non so spiegarmelo ma tu
sei rimasto un tramonto
che non vuole tramontare
una luce sommessa una nenia
che non fa dormire
ho sognato tante farfalle in agguato
grasse né gialle né bianche color carne
sai quanta paura ho delle ali!
Più della morte
Più della morte addensata ai miei piedi
di quella delle stagioni
che fanno piangere il cielo
ti dico non credere alla mia bontà
potrei essere un fucile carico
troppi tramonti hanno ingoiato
la bellezza dell'alba
e tu non mi sei stato grido.
Ti condurrò
Ti condurrò là dove
sorride la fiaba
per legare fiocchi di lana
in un piccolo vaso il nostro amore di violino
erano i nostri fiori silenziosi
tu sul divano non sulla via
io sulla via non sul divano
ma quelle tazze di caffè
oh quelle tazze!
Cantavo
Cantavo sempre
con voce argentina
mangiando le strade di zucchero
non ricordo altre parole
ma gli occhi quelli parlavano
tu lavoravi ai conti dietro il tavolo
io ti guardavo
come la gattina guarda me
E non è detto
E non è detto che tutto
sia oro e fiori e acqua
se ben fiorita fragilità l'ammorba
le cetonie puntano al cuore della rosa
così le sue parole non dette - talpa -
nel cuore del mio giardino.
(da "Il tema del padre" ed. Passigli 2008)
Antonietta Dell'Arte siciliana di Troia, vive e lavora a Milano, alternando soggiorni prolungati Diamante. Promotrice di eventi culturali di notevole successo, ha pubblicato numerosi volumi di poesia. Fra gli ultimi : "Specchio mio signor specchio" (2000) "Lei" (2001), selezionato al premio Viareggio, "La terra è farfalla" (2007)
"Il tema del padre" (2008), dal quale abbiamo tratto le poesie qui presentate, è un libro denso, e pregno di filosofia quotidiana, che lo rende particolarmente appetibile, un poema nel quale la storia personale esplode nella consapevolezza di una realtà irripetibile. Nella consapevolezza dell'attimo epifanico, più fugace di n lampo, ma più aggressivo del trapano, il narrabile si immerge nel tempo, senza richiedere dettagli, e così come il ricordo - il narrabile - attraverso la rielaborazione poetica della visione e del vissuto catapulta nel bagliore del frammanto.
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Lettura molto ma molto piacevole... Complimenti!
Redattore AM
non lo ritengo un valore nemmeno se l'editore è Feltrinelli, essere poeti vuol dire altro e tu sei quell'altro.
Una poesia che non indugia in retorica e riesce a essere creativa ed unica nei versi. Davvero brava
Mi piace questo modo di scrivere,lo sento vero.
Veramente catturata.
Redattore AM
Veramente interessante questa nuova proposta,
tutta da scoprire e sicuramente da apprezzare
Grazie
Redattore AM