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all'ago dei miei ginepri

0

oltre le mie ali di cartapesta
ho raccolto falene
un volo nella
cenere per
scordarmi
immergendomi in
mezzo a tutti i
miei sbagli
aprendo ferite
desolate solo
per oscurare il
sole questo è
l'esile volo d'un
peccatore verso
un cielo remoto
verso il nessun
dove preghiere che
sembrano orizzonte
cadono fra
stelle tristi e variazioni
d'impronte son gli ultimi
giorni di desolazione
in questa nebbia
gelida spero solo
che cancelli il mio nome
ogni mia essenza
ogni mio cuore
e mentre vaneggio vagando a
spregio spurio m'immergo
nel diniego sperando che
mi basti per addombrarti non
c'è verso non riesco
a svegliarmi son strafatto di
gelo l'eroina è l'autostrada della
mia deriva della mia rovina
e mentre consumo ciò che infrango
le mie vene si fan capelli
d'asfalto e si brumano le
stelle gli occhi miei si fan gelido
cobalto e non vedo più niente
anche la tentazione di piangere s'è assopita
e vago distratto sulle
labbra della deriva sperando
che almeno lì l'oblio mi
scovi che almeno li l'oblio
m'ingoi tappandomi il fiato
in questo sogno orgiastico
che non sa di
giorno se non di rugginoso
metallo
l'ago

 #

bella ed intensa questa tua disanima
Se permetti , per facilitarne la lettura, forse (a meno che nel tuo progetto siano così voluti ) abbisognerebbe di alcuni a capo e maiusole

Oltre le mie ali di cartapesta
ho raccolto falene
Un volo nella cenere
per scordarmi
Immergendomi
in mezzo a tutti i miei sbagli
Aprendo ferite
desolate solo
per oscurare il sole
Questo è l'esile volo
d'un peccatore
verso un cielo remoto
Verso il nessun
dove preghiere
che sembrano orizzonte
cadono fra stelle tristi
e variazioni d'impronte
Son gli ultimi giorni di desolazione
in questa nebbia gelida
Spero solo
che cancelli il mio nome
Ogni mia essenza
Ogni mio cuore
E mentre vaneggio
vagando a spregio spurio
m'immergo nel diniego
sperando che mi basti per addombrarti
Non c'è verso
Non riesco a svegliarmi
Son strafatto di gelo
L'eroina è l'autostrada della mia deriva
della mia rovina
E mentre consumo ciò che infrango
le mie vene si fan capelli d'asfalto
e si brumano le stelle gli occhi miei
Si fan gelido cobalto
Non vedo più niente
Anche la tentazione di piangere s'è assopita
Vago distratto
sulle abbra della deriva
sperando che almeno lì
l'oblio mi scovi
Che almeno lì
l'oblio m'ingoi
tappandomi il fiato
in questo sogno orgiastico
che non sa di giorno
se non di rugginoso
metallo
l'ago

senza alcuna presunzione

e con il mio sorriso

Maurizio

 

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