C'era nel cortile la violetta di settembre
che non dava ombra alle libellule,
il profilo di un giorno piegato dal tramonto.
Da un altrove sconosciuto tornò la donna
come corpo o anima, chi poteva dirlo?
Discese le scale, si mirò allo specchio,
a voce bassa dissi: oh, pianta mia,
punge il ricordo come l'autunno
sui pitosfori, tu fiamma,
luce che ancora non si spegne.
Poi disparve nel suo altrove mai visto da nessuno,
nondimeno amato
da chi bruciò la vita come sterpo.
Da molto lo sappiamo, da molto fanno da lama
le figure dell'aldilà,
quelle che non perdonano l'addio,
il senso breve delle cose.
Volò il barbagianni schizzato fuori
dalla balaustra antica, col suo ultimo chiurlio.
C'era nel cortile la statua di Cupido,
il pozzo dei suicidi, il tavolo da bridge.
Brillava l'amore di là dal ponte
e non c'era una barca per passare il fiume.
Nel duplice svolgimento - poetico-narrativo- si snoda una rappresentazione che riporta in superficie la figura della donna amata, proveniente da un altrove sconosciuto. Vita e morte non collidono, ma interagiscono, sia pure brevemente, all'interno di un racconto atemporale e visionario nel quale - il cortile, la violetta, il giorno che tramonta, e gli accadimenti temporali, sono emblemi di uno status effimero e precario, contro il quale l'amore, o ciò che rimane di esso, vi si oppone, sopravvivendo al di là del ponte come luce ferma. Il sogno recupera la realtà, trasfigurandola in momenti e sensazioni plurali, che si immettono in correlativi oggettivi e dichiarazioni esistenziali, gravati di umbratili stati d'animo, in cui la vita e la morte sembrano annullarsi in un unico punto o faro.
- blog di mariomgabriele
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Una poesia davvero incantevole il cui senso va al di là della vita stessa, al di là dell'effimero, al di là di tutto!
Molto, molto bella.
Esauriente ed eccellente anche la spiegazione di cui è correlata.
Complimenti!
redattore AM
Apprezzata molto ... grazie anche al chiarimento ... splendida dimostrazione di poesia ermetica ....
www.pensierinsintonia.splinder.com
Scrivere è liberazione dell'anima
Una poesia che della poesia porta l'effigie!
Leggendola, mi è parso di camminare tra l'etere di un "altrove", appunto, e la densità di una realtà che vi si contrappone.
Molto più che perfetta.
Grazie per la didascalia.
Con stima
Mela
La costante presenza della donna amata che ritorna
nei luoghi dove ha vissuto e pare comportarsi come
se nulla fosse cambiato. Sogno o veramente presenza
eterea??
redattore AM