Porto nella memoria l’immensità del deserto,
mi lottarono due volontà,
la carnale e la spirituale, in balia dell’udito e dell’odorato
cos’ero? Obbediente mi ebbero gli istinti, felice
vaneggiai nelle tenebre della libidine,
e, in notti insonni, percepii il colmo della carne.
Fui nelle fornicazioni terribilmente solo, ti guardai
e ti scorsi, Forma, intera, la più antica e la più nuova…
Fiore dello spirito fu la luce che accende il giorno,
così chiedo, cerco, indago, batto alla porta,
mi è dato, mi è aperto.
- blog di ciro vitiello
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Lotta carnale e spirituale,
un'esperienza che molti vivono nel mondo ecclesiale
Splendida... complimenti di vero cuore...
Davvero magnifica!
CIRO VITIELLO
Gentilissima Rita Minniti,
grazie per il giudizio. Gradirei molto un suo giudizio anche per altri miei testi presenti nel blog.
è raro incontrare una persona che abbia tanta sensibilità
ecco la mia e-mail
paola.vitiello@alice.it
a presto,cordialmente,
ciro vitiello
Una geniale elaborazione personale tratta (presumo) da "Le confessioni". Uno dei più bei classici dello spirito che abbia letto.
Quel bussare alla porta...Dio che esperienza quando viene aperta!!!
Ti lascio la mia firma con uno dei suoi pensieri:
"Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi"
Sant'Agostino
CIRO VITIELLO
Gentile Melarea,
esatto, è Sant'Agostino, Le confessioni, in una reinterpretazione intima del oeta di oggi (il passato non è ritorno ma presenza nella voce e con la voce di chi dice).
Oggi abbiamo persoilpiacere di ammirare i paesaggi, di guardarci dentro per conocscerci. La poesia ha questo destino, di toccare il fondo dell'umanità, di capire ilmisero che èin noi.
lamia e.mail:
paola.vitiell@alice.it
gradirei molto un Suo giudizio anche sulle altre poesie
ciro vitiello
Una lezione di poesia ....
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Scrivere è la liberazione dell'anima