Mater gentile i giorni si sono disfatti come gelsomini,
tra fumo e cenere s'accende il tuo ritratto di signora,
giorno e notte si confondono nel tempo,
lasciando poca sabbia nelle clessidre.
Gennaio entra nella casa
con i quadri colore della sera.
Vibra nel silenzio la melodia di Milosz
e il sentiero oscuro sarà là, umido
di un'eco di cascate. E io ti parlerò
della città sull'acqua e del Rabbi di Bacharach,
mentre sfiorisce la stella del mattino
e i morti hanno perso le ossa
là dove i sogni sono spariti
come uccelli alla frontiera.
(da: Ritratto di signora, Nuova Letteratura 2008)
Noël
La conversazione non fu più ripresa dopo le note di Bernstein.
Suonò una campana, cadde dalle mani della vivandiera l'anice stellato.
Ci fu uno scambio di battute tra la signora e l'ospite del quinto piano.
Passò la spigolatrice d'anima, colei che fa di un tocco di campana
un giorno di Pasqua. Ad una figura immaginaria s'accompagnò
la vedova di Friedrich. Non fu chiaro di quale felicità parlasse.
Ballavano in cerchio i sonnambuli della vita, la danza di Matisse.
Tremavano le mani come a chi tema all'alba di non vedere più la luce.
Dovrà pure passare l'uomo delle reti, il pescatore di conchiglie e perle,
a dire che c'è stato mare mosso, poca pesca e senza capidogli.
Oh Noël, Noël, come sono lontani i giorni di boschi e di betulle!
(da: Ritratto di signora, Nuova Letteratura 2008)
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Notevole ... davvero un testo importante ...
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Scrivere è la liberazione dell'animo
Splendida... incredibilmente bella nella forma e nel contenuto... Complimenti!
Molto interessante, i miei complimenti!