Un po' sorpreso ho contato mutazioni
di bianchissime farfalle,
a medicare un agosto avaro,
sminuzzate cose da riferire alle armonie
della luce che polverizza l'incanto.
Quasi nel deserto, in una sola volta,
per tornare a memorie di abbandono,
per scambiare passi lunghi e colorati
nella solitaria paura di quei chiodi che s'innestano
ai polpacci,
nell'incanto improvviso del baluginare
di un appunto che riempie il precipizio,
scivolo inesorabile alle ore che uccidono il richiamo.
Ecco il balbettio del nulla raccolto in litanie
o quella lieve danza che migrava,
corpo e testa nel buio delle lenzuola,
senza ritegno per schiodare il margine
improvviso.
Tremando all'invito di ogni gesto,
ruggine dell'inverno,
leggero come il pensiero che ti avvolge,
rincorro il tramonto di questi anni
che rimangono a beffarmi .
Antonio Spagnuolo
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... entrare nella casa del poeta quando il poeta ha scritto e lasciato lì sul tavolo il foglio da dove spiccano le parole d'inizio "un po' sorpreso ho contato mutazioni". Eppure nonostante difficile sia camminare in questo terreno fragile e duro contemporaneamente, ti ci trovi che ti siedi alla fine a quel tavolo isolato in mezzo a quella casa composta da una sola stanza dove però non manca una credenza con i piatti, un lavabo e dall'altra parte un letto a baldacchino con un armadio vicino e la porta del bagno poco distante. Per il resto, non dipende più dal poeta, ma dipende dal lettore che lì proprio in mezzo a quel monolocale gigantesco ma piccolo a seconda del suo metro di lettura, a quel tavolo grande tanto grande oppure piccolo tanto piccolo solo come lo vede colui che lo vede in quella casa, alla fine si siede comunque e comunque, comincia a leggere e legge e legge ancora.... sino a: "che rimangono a beffarmi". E a quel punto guardando un punto oltre il punto finale, resti interdetto e ti confermi tra te che al poeta non va nulla domandato perché allora anch'esso diventerebbe terreno come quando mangia o dorme in quella casa a differenza di quando ci scrive, sempre in quella casa ma a quel tavolo seduto. ora ti alzi e se avevi capito, torni terreno anche tu, oppure sempre terreno sei stato ma ricco d'aver vissuto il grande tavolo del poeta nella piccola casa del poeta.
Leggendo questo intervento, mi rendo conto che Fabio ha fatto una bella operazione: ha, cioè, raccontato la sua esperienza di lettore, trasfigurandola e conferendole tre dimensioni. E' bello questo modo di raccontarsi - se posso esprimere un parere - perché rende l'idea dell'approccio e, soprattutto, descrive il senso di vicinanza trasmesso dal poeta e l'arricchimento originato dalla scrittura (un regalo fatto da chi scrive a chi legge): "ricco d'aver vissuto il grande tavolo del poeta nella piccola casa del poeta".
Mi ripeto e ripeto quanto scritto da altri: commentare Antonio Spagnuolo è difficile e rappresenta un rischio. Difficile perché, di fronte al bello, è arduo trovare parole e perché non si vuole distogliere l'attenzione dal gusto di leggere. Rischioso perché, quando un autore mostra una tale profondità di pensiero e sapienza poetica, è facile cadere nel banale o nel superfluo.
Mi fermo alle mie impressioni, quasi epidermiche, ed all'inizio di "Un po' sorpreso", che trovo sommesso e maestoso allo stesso tempo, sebbene si sfidi la logica con questa affermazione.
Ma in "Un po' sorpreso ho contato mutazioni / di bianchissime farfalle, / a medicare un agosto avaro" mi ritrovo, colgo un mio momento, quando uno sprazzo di luce e di purezza giunge a medicare un consuntivo, una delusione (da rilevare la scelta del mese di agosto, il più caldo e quello che precede il declino di settembre). Qui, Spagnuolo - come in tutti i suoi versi - riesce ad essere universale. Centellina le parole, scarnifica il "racconto", lo distilla, per offrire un succo che non lascia spazio a fraintendimenti e che, allo stesso tempo, riesce ad arrivare ad ogni lettore. E' come un maestro deciso nell'insegnare, che lascia all'allievo la libertà di apprendere ed assimilare.
Le poesie di Spagnuolo sono troppo complesse per essere sviscerate - o, meglio, per manifestarne l'apprezzamento - in poche righe. Basta citare i versi successivi per cogliere l'architettura che li muove e li sorregge: "sminuzzate cose da riferire alle armonie / della luce che polverizza l’incanto." Qui si "gioca" con i frammenti ("sminuzzate" e "polverizza") e si fa da controcanto all'incipit. L'immagine delle farfalle bianchissime viene "demolita" dalla considerazione del poeta, dalla "luce che polverizza". Con le immagini (e con le riflessioni) si costruisce una partitura fatta di toni e controtoni e la delusione, il consuntivo forse amaro, trova la sua espressione più alta. Ma non è tutto, a mio avviso, perché Spagnuolo sa rendere anche il senso di purezza che hanno certi ricordi, sa raccontare lo stupore e le emozioni contrastanti che a volte ci sorprendono. Riecco la luce (simbolo per eccellenza del fulgido e dell'incanto), la quale diviene un sipario che si chiude, una sciabolata che distrugge quanto - in altri momenti - aveva esaltato.
Forse non riesco a spiegare bene le sensazioni suggerite da questi versi, ma li vivo come un prendere per mano la mia sensibilità (e, ovviamente, quella di ogni lettore), come un rincorrersi, come un afferrare le contraddizioni della vita e soprattutto dei sentimenti, assai umano. E quindi vero ed assoluto.
Signora Poesia è in questi versi ...
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Scrivere è la liberazione dell'animo
Finchè si resta sorpresi dalle situazioni e dalle emozioni significa che si è vivi dentro,
altrimenti paragonerei una persona ad un automa che non ha nulla di umano
Ci sono delle similitudini così chiare da farmi entrare quasi nel pensiero e nelle sensazioni.Veramente bella in ogni suo verso.
Rincorrere il tramonto, forse per arrestarlo. Forse perchè impegnati in quest'impresa, si può non pensare al motivo per cui lo si vuol fermare! Chissà, sono possibilista io: a volte cerco un martello per martellarmi un callo che mi duole e nella ricerca, dimentico il dolore del callo.
Ci regali immagini di rara bellezza e la riflessione è d'obbligo!
I miei omaggi
Mela
http://melarea.splinder.com/
poetanelcuore
notevole