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Le amiche di Hamlet

9.83333
Media: 9.8 (6 voti)

1                                                        
Siamo le amiche di Hamlet.
Le sue ansie e i tormenti
sono i nostri tormenti e le vostre ansie.
Veniamo dal New England
per un "canto d'amore".
     
Ci siamo fermate in un cottage
con le finestre che si aprono ad ovest
e le stanze vuote di arredi
dove c'è sempre qualcuno
che lascia biglietti d'addio e metà della sua vita.

 

Veniamo per un "canto d'amore".
Siamo Laura, Ellen ed Elisabeth
e fare questo viaggio è una vera imprudenza.

 

Conosciamo fanciulle nelle nostre contee
che coltivano amori come gardenie
e non hanno paura del giorno che viene
e sono anni che più non leggiamo Melville e Osborne
perché la giovinezza è una storia che non ci appartiene.

 

Eravamo le più belle orchidee
dall'Outer Ring alle contee.

2
I nostri silenzi sono i vostri silenzi.
Siamo le amiche di Hamlet.

 

La signorina Collins,
che ci ha accolto con un sorriso
e un brandy chèrmes,
ripete da sempre che il nulla
è la vera sfera del mondo
e non bastano sogni e illusioni
per allontanare le nostre ansie e le vostre paure.

 

Veniamo da una stagione d'uccelli di passo,
tra gente che muore con garbo e silenzio,
e ci fermiamo stasera dai Beckett
per un "canto d'amore" qui a Firenze.

 

Sappiamo che è stato difficile
lasciare la casa e il quartiere
e affrontare un nuovo cammino
per strade di frane e assassini
rischiando la vita per niente.

 

Siamo le amiche di Hamlet
e i nostri silenzi sono i vostri silenzi
e non abbiamo risposte da dare
neppure a noi stesse.

3
Veniamo da un lungo viaggio
e siamo nella casa dei Beckett
dove tra un ciarlare e un brandy chèrmes
s'è un poco sbagliato parlando della vita
perché è un discorso che non trova risposte
e nessuno può darci una mano,
neppure gli amici rimasti nel Wessex
a leggere Durrell e O'Neill.

 

Siamo le amiche di Hamlet
e le sue ansie e i tormenti
sono i nostri tormenti e le vostre ansie.

 

Da quando abbiamo attraversato città e paesi,
non c'è nessuna di noi che creda ad un raggio di sole
perché sappiamo assai bene
che questo viaggio è una vera imprudenza
e non bastano amici discreti
a farci sognare un domani sereno.

 

Eravamo le più belle orchidee
dall'Outer Ring alle contee.

4                     
Siamo Laura, Ellen ed Elisabeth
venute a fare domande
che si fanno da anni e da sempre
why our lovers are gone,
and  no  ships will ever bring them home again!
(perché i nostri amori sono andati via
e nessuna nave li riporterà a casa ancora!).

 

I nostri silenzi sono i vostri silenzi.
Le vostre ansie sono le nostre paure.

 

Siamo Laura, Ellen ed Elisabeth,
le amiche di Hamlet,
e la nostra gaiezza si è spenta col tempo
e non serve qui ricordare
perché è meglio non fare domande
su ciò che non sappiamo o conosciamo
in questo "canto d'amore",
non importa se di vita o anche di morte.

5
Il nostro è un lungo viaggio
che non ha appunti e diari
e neppure le pagine del tempo passato.

 

Lo sa bene padre Brown che scruta nell'anima
per pulirci i peccati,
e non abbiamo mani per pregare,
né fonti dove bere,
né un domani per sperare.

 

Da quando siamo qui,
andiamo dove meglio si brucia la sera
e si sopporta tranquille un brandy o un caffè,
sicure che da questo viaggio
non ricaveremo un bel niente.
Di certo non resteremo dai Beckett
sognando le bianche scogliere delle contee.
Siamo le amiche di Hamlet.

 

Mario M. Gabriele

 #

Nota alla poesia: Le amiche di Hamlet.

 Cari lettori, vi ringrazio sinceramente dei commenti  espressi su “Le amiche di Hamlet”, un testo nel quale espressioni  e contenuti  non si sottraggono all’uso di figure metaforiche.

Il riferimento letterario ad Edgar Lee Master, fatto rilevare da Argia Parodia non dispiace, ma il locus è diverso:  infatti, sulla collina di Spoon River sono i morti che parlano ai vivi delle loro esperienze passate, mentre in Le amiche di Hamlet, sono i vivi che narrano della presenza –assenza  a se stessi  e agli altri,fermo restando il carattere drammaturgico in entrambi i casi.

La condizione psicoespressiva e concettuale dei testi si adegua alla dichiarazione di poetica di T.S. Eliot  in What is Classic nella quale la poesia è vista come  “ una unità vivente di tutte le poesie, che sono state scritte, attraverso la voce dei vivi nell’espressione dei morti” . Da qui, le citazioni di Eliot  di alcuni versi di Dante e di Guido Cavalcanti, in Mercoledì delle Ceneri.

Luciano Ladolfi, su Atelier -Marzo 2003, dà una lettura significativa delle mie opere, che con Le finestre di Magritte e Bouquet introducono nella letteratura italiana lo stile poetico anglosassone e in modo particolare nordamericano in cui la tradizione si pone come elemento illuminante di un discorso che dell’esperienza interpreta i lati arazionali e fantastici in uno stile di rapidi accostamenti ed impressionanti “fulgurazioni”.

 

C’è un testo, che mi piace proporre all’attenzione dei redattori e dei lettori di Altra Musa, dal titolo “Fuori di casa” , che si circonda di un’atmosfera  beckettiana, da “Finale di partita”, dove l’umanità è rappresentata da alcuni ospiti all’interno di un albergo (la vita) dove gli spazi del tempo si restringono nella loro inesorabile nullità, chi cercando un senso al vivere quotidiano, e chi ricorrendo a vie d’uscita metafisiche, perché “ la stagione non è di quelle docili e serene / e non promette nulla di buono / polvere alla polvere e terra alla terra /, in attesa che si concluda il viaggio, con la presenza negativa di Mrs. Scarlett.

Trattasi, più in specifico, -di personaggi paradigmaticamente anglosassoni con alterne descrizioni oggettive con slanci lirici e lacerti di disperazione. Le vicende si sviluppano in una specie di racconto in versi con un campionario di metafore letterariamente strutturate e indirizzate in un cosciente avanzamento verso la fine.-

Grato della vostra attenzione, vi saluto cordialmente.

Mario M. Gabriele

 
 #

Grazie per essere stato così esaustivo.

Patrizia

 
 #

non avevo visto l'indicazione del nome dell'autore presente a destra nella home page del sito, altrimenti, prima di scrivere il mio commento mi sarei documentata.
Andrò sicuramente a visionare ciò che viene indicato.
I miei complimenti

 
 #

volevo dire a "sinistra"...mi sono confusa perchè sta arrivando il temporale e devo chiudere.

 
 #

Troppo difficile per le mie conoscenze, non so come commentare e quindi mi astengo per non dire cavolate

Però è veramente molto bello e affascinante ciò che hai scritto

 
 #

questa lettura, così ricca di riferimenti letterari. Forse dico una stupidaggine (e l'autore mi perdonerà, spero) ma, proprio perchè ho difficoltà a contestualizzare meglio i riferimenti sopra citati, l'unico che mi è venuto in mente è stato Edgar Lee Master e l'Antologia di Spoon River. Il fatto che le protagoniste parlino in prima persona e raccontino di viaggi disperati ed esperienze estreme, con lo sfondo di lande sperdute e brughiere inospitali, mi porta ad evocare quell'autore e quelle atmosfere.
Un saluto

 
 #

Che dire? Forse non ho il grado di cultura giusta per analizzare questo componimento poetico, però posso dire che si legge una grande maturità di pensiero ... affascinato è dir poco ...  

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