ATTENZIONE: Questo racconto è riservato esclusivamente
ad un pubblico adulto
*
"Buon compleanno Dupont!"
Racconto erotico di
Animadellalupa
Sono passati pochissimi minuti dopo la mezzanotte ed è già il 26 di luglio, impossibile non pensare a lui, dimenticare il suo 56 compleanno. Alzo il telefono e senza curarmi se lo disturberò, lo chiamo. Dopo una decina di squilli, sento la sua voce. Intono il classico “tanti auguri a te, tanti auguri a te” mentre dall’altra parte, mi sento dire “sei proprio pazza LU!” Ridacchiamo scambiandoci frecciatine sul tempo che passa, è felice che lo abbia chiamato, lo sento, gli chiedo di sua moglie, sono 4 anni del resto che non li vedo. “E’ in Irlanda con un amica, torna a fine mese!” mi risponde. “Festeggi solo il tuo compleanno quindi?” gli chiedo d’istinto, ma so che è un lupo solitario e la cosa non gli peserà di certo, pesa però a me, saperlo solo, quindi mentre mi dice “mica sono un ragazzino” gli dico che “tra poco sarò da lui e lo festeggeremo insieme, dammi solo un ora e sarò da te!” – “non ci pensare nemmeno!” mi dice con tono deciso, la cosa però non mi tocca e subito dopo aver riagganciato, corro in camera, mi metto l’ultimo dei kaftani comprato, prendo una bottiglia di buon vino rosso, qualche pesca comprata dal contadino che dista pochi km.da casa mia e salgo in macchina. In meno di un ora sarò da lui penso, e mi dico che una buona sangria sarà perfetta per festeggiare. Conosco bene la strada per arrivare da lui, prendo tutte le scorciatoie possibili e non essendoci traffico pigio sull’acceleratore, poco meno di 20 minuti e mi ritrovo davanti a casa sua, è tutto spento, ma non sarà questo ad impedirmi di suonare, suono, suono e risuono il campanello, la macchina nel giardino mi conferma che è a casa, chi se ne frega se dorme, tanto oggi e sabato e lui non lavorerà di certo, risuono ancora, insisto, e vedendo che la luce non si accende rientro in auto,”proverò a telefonargli” mi dico, mentre però apro lo sportello per prenderlo, la sua voce mi raggiunge. “Non credevo ti arrendessi subito! Stai invecchiando Lu!” i miei occhi lo cercano nel buio oltre la siepe, non lo vedo ma la sua voce proviene da lì, mi incammino perciò nel viottolino per raggiungerlo. “Sai che ti dico? Sei sempre il solito stronzo!” “comunque, non stavo andando via, stavo prendendo il cellulare per chiamarti!” Finalmente lo vedo, è sdraiato sul suo lettino in giardino, fuma, è a petto nudo, indossa i suoi adorati jeans ed è scalzo. Per terra noto diverse bottiglie di birra e comprendo che ha tardato a rispondermi al telefono perché già da tempo era seduto lì a godersi le stelle, il fresco ed il silenzio. “Ho portato delle pesche e del vino rosso. Aspetta che li preparo e arrivo!” … entro in casa, accendo la luce e preparo la sangria, per poi metterla in frigo e tornare fuori con lui. “pare tu non sia mai andata via, ti muovi come se questi anni di silenzio fossero in realtà solo poche ore” – “ti dispiace?” “assolutamente no!” mi risponde sorridendomi e accendendosi l’ennesima sigaretta. Mi chino, tolgo la sua sigaretta tra le sue carnose labbra e lo bacio, poi prendo il lettino poco distante, lo avvicino a pochi centimetri da lui. Parliamo ore, dimenticandoci della sangria, sorseggiando birra, gli parlo del mio lavoro, delle mie figlie e sono felice di essere al suo fianco, anche lui è contento, pur se non lo dirà mai lo percepisco ed io finisco per dirmi, che vorrei questa notte non finisse mai. Di scatto mi alzo, è giunta l’ora di bere la sangria così poco dopo sono di nuovo davanti a lui, con una coppa ricolma e due cannucce. “Beviamocela faccia a faccia, vuoi?” apre le gambe, permettendomi di sedermi, le mie gambe sono sulle sue, ridendo la sorseggiamo, ma in quel ridere sappiamo che la cosa non ci lascia indifferenti, come una bambina faccio le bolle, per poi dispettosa come sempre spruzzargli addosso qualche goccia dolcissima del mio regalo. “Non sei grande per sti giochi?” mi dice con un tono scocciato, mentre io di nuovo gli spruzzo un getto più consistente. “allora sei proprio scema!” mi dice alzando la voce. Mi pietrifico per un attimo, appoggio la coppa metà piena a terra e senza dire nulla mi avvicino e lo bacio, un bacio che non ricambia, ma che non per questo io interrompo, con la lingua ripulisco il viso chiedendogli “se così facendo mi perdonerà” non risponde, mi guarda dentro gli occhi e lascia che io continui, la mia lingua scende allora sul suo collo, per poi risalire sull’orecchio e sussurrargli “buon compleanno orsone!” – le sue mani si appoggiano sui miei fianchi, mentre la mia bocca dolciastra ricerca la sua, questa volta però anche lui mi bacia e mi bacia così a lungo che quasi mi manca il respiro. “Pensi che sia una bella idea?” mi chiede. “un regalo, non si rifiuta mai!” gli rispondo leccandolo nuovamente. Ad un tratto però, sento colarmi addosso la sangria rimasta e mi ritrovo con lui sopra di me, le sue mani vanno ovunque, la sua bocca bacia ogni centimetro del mio viso, soffermandosi spesso sugli occhi. “mi sei mancata, Lupa!” mi dice sollevandomi il kaftano e notando che sotto non indosso nulla si affretta a slacciarsi i pantaloni. Il suo corpo è sopra al mio e sento il suo sesso farsi strada tra le mie gambe, le sue mani sono sul mio viso, le mie sul suo collo, i baci si ricorrono uno dopo l’altro, le parole sono sempre quelle di un tempo e si mescolano di dolcezza e passione, mentre la sua punta inizia lenta a scivolarmi dentro, la sua carne si è fatta marmo, il mio amore indecente accoglienza, ad ogni colpo, lo bacio, ad ogni colpo gli dico che lo amo da sempre, la situazione, l’eccitazione ed il desiderio non rendono questo attimo una banale scopata, una sublime fottuta, ci stiamo amando, amando intensamente, sino a regalarci un intenso orgasmo che sa di un amore contorto che mai finirà. Buon compleanno Dupont! [... fare questo racconto, mi è "costato molto", ma ormai sono una scrittrice ( ) di erotici, e mi andava di fargli un regalo così! Sono certa non lo leggerà mai, ma se mai un giorno capitasse, vorrei solo lo interpretasse come la più profonda delle dichiarazioni che potrei fargli, perchè l'amore ha mille volti ed il mio per lui è senza ombra di dubbio eterno.
( Ti bacio ovunque sei: Damina dell'800)
- blog di Racconti erotici
- Login o registrati per inviare commenti
-





L'ho trovato di una tristezza immensa.Se la storia è reale sicuramente lo è anche la sofferenza,anche quella erotica.