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* Aggiornamento al 18 agosto 2008*
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1
Piacque ad Ulisse superare Aiace
nel conquistarsi l’armi del Pelide.
Aiace n’esce pazzo, poi s’uccide,
ma pure Ulisse sotto terra giace.
2
Agamennone s’era dilettato
a stuprar giovinette belle e arzille:
una ne tolse perfino ad Achille;
ma, poi, finì cornuto e pur mazziato.
3
Si dice che Odisseo fosse sagace
e, in molti casi, si può concordare;
ma in altri, miei signori, mi dispiace:
fu imprudente ed i guai li andò a cercare.
4
(Strambotto toscano)
Ettore valoroso, in quel di Troia,
prima d’esser trafitto dal Pelide,
ne aveva prese, ormai, fino alla noia
da Aiace Telamonio e dal Tidide.
L’un, con un masso, lo lasciò stordito;
l’altro l’aveva quasi rimbambito
con un colpo di lancia sul cimiero;
e l’elmo lo salvò dal cimitero.
5
(Strambotto toscano)
Menelao, al pari del fratello,
fu cornuto in maniera assai pesante;
anche se non fu ucciso dall’amante,
che d’Agamennone fece macello.
Sorti diverse quelle degli Atridi:
il maggiore sgozzato tra gran stridi;
il minor, per dar sfogo alle sue voglie,
si riprende, minchion! la prima moglie.
6
(Quasi uno strambotto)
Fu il gran Perseo, più di ciascun mortale,
bravo nel duellare con lo specchio,
per tagliare la testa all’esiziale
Medusa, afferrandole un orecchio.
Se l’avesse guardata dritto in volto,
sarebbe stato proprio un baccalà;
ma usò uno specchio, appunto; e, in verità,
fu un saggio eroe, non un guascone stolto.
7
(Tre quartine)
Il sommo Giove amava ardentemente
la bella Teti sopra ogni altra donna:
voleva possederla carnalmente;
ma non le sollevò neppur la gonna.
Sapeva infatti che, da questo amore,
sarebbe nato, tra canti e scintille,
un figlio forte più del genitore:
egli sarebbe stato il Divo Achille.
Vi rinunciò il Tonante e se ne spiacque;
per contro Teti col buon Peleo giacque;
e il figlio loro. biondo, ardito e fiero
fu il fiore degli eroi, secondo Omero.
8
(Quartina seguita da strambotto toscano)
Narra Virgilio che il figliol d’Anchise,
il prode Enea, che si salvò da Troia,
giunse in Italia e finalmente rise,
poiché Didone ormai gli dava noia.
Ma c’è un aspetto su cui mi confondo,
di un tizio che fa Enea così imbecille,
da non fargli temer lo scontro a fondo
con Turno, definito “un altro Achille”.
In realtà il Re Rutulo di questo
valeva men d’un tacco; e un altro testo
ci rammenta che il figlio d’Afrodite
ad Ilio le buscò anche da Tersite.
9
(Quattro quartine di cui l’ultima a rima baciata)
L’amicizia d’ Ulisse e di Diomede
racconta Omero nel decimo canto,
quando entrambi, con silenzioso piede,
fan strage di nemici e menan vanto.
Li accomuna, peraltro, anche la sorte,
dopo la fine dell’iliaca guerra,
poiché a entrambi le cose vanno storte.
Diomede fuggirà dalla sua terra,
mentre Odisseo deve girar dieci anni,
onde tornare ad Itaca regnante.
Diomede a stento evita gli inganni
d’una moglie puttana ed intrigante.
Penelope fedele? Una gran balla:
fu casta un mese, poi fu una farfalla.
Per i due eroi sarebbe stato saggio
condurre insieme tutto un altro viaggio.
10
LA FINE DI ERACLE
(sonetto caudato)
Quand'Ercole, l'eroe più generoso,
si vide morto per la fatal veste,
che gli rese le carni marce e peste,
s' incazzò più d'un bufalo furioso.
Dejanira non accennò a proteste,
osservando soffrir l'amato sposo,
dal suo regalo ormai mezzo corroso,
e stanti le sue colpe manifeste.
E l'Alcide, salendo sulla pira
(dopo aver acciaccato un mezzo fesso,
che non s’era sottratto alla sua ira),
gridò: "Quanto sei stato stronzo, Nesso!
Ma anch'io, tutto sommato, gira gira,
Lo sono stato quanto te: confesso.
Infatti il gentil sesso,
mi ha tolto tante volte la ragione
e oggi mi fa crepar come un coglione!".
11
PRIGIONIA E LIBERAZIONE DI TESEO
(sonetto caudato)
***** * *****
Scese Teseo, sicuro, nell’Averno,
per conquistar Persefone la bella;
ma Plutone lo chiuse in una cella,
condannandolo ad un supplizio eterno.
Fu incollato a un macigno, proprio in quella
parte del corpo che ci fa da perno;
per decoro si copre: non lo sterno,
ma il deretano (e tutte le budella).
Egli così rimase fino a quando
l’Alcide invitto si fece vedere,
ottemperando ad un altrui comando.
Catturò Cerbero e volle sapere
se, mentre stava in terra ritornando,
potesse liberare quel sedere.
Ebbe tale potere,
e, a suo modo, staccò l’amico amato,
ma mezzo culo restò appiccicato.
Per questo risultato,
pare che gli Ateniesi siano snelli,
come il loro sovrano, nei fondelli.
divertente
Molto divertente e piacevole lettura
Francesco Ballero (alias franta)
Grazie
Danke
Antonio Fabi
...
..un vero piacere leggerti...
Tibi gratias ago
Merci
Antonio Fabi
Stupefatta dalla tua
Stupefatta dalla tua incredibile padronanza della lingua italiana. Plauso per te
Si gioca
con le enormi sue possibilità.
Antonio Fabi
Bravissimo,altre parole
Bravissimo,altre parole risulterebbero sbagliate.
Che dire? Stupefacente ti
Che dire? Stupefacente ti basta?
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Scrivere è la liberazione dell'animo
MI Bemolle
minore
Mi basta
abbastanza.
Ave atque vale, anche al Magnifico.
Antonio Fabi
Scrivere come scrivi tu....
...è segno di grande padronanza della lingua italiana. Che non può prescindere (per mio modesto parere), dalla passione che è amore. Mi inchino di fronte alla tua bravura e alla tua (ne sono certo), grande umanità.
Mio buon Laerziade
diciamo pure che mi appassiona, la ricchezza della lingua italiana.
Antonio Fabi