Because the Night
un racconto
di
Daniela Rindi
(ispirato alla canzone di Patty Smith)
La lampada etnica nell'angolo a terra. La luce tenue, riflessa dalle pareti di color arancio. Tende pesanti, struscianti sul pavimento. Il telefono scollegato. Una mano che scivola lentamente sulla schiena di Lei, vestita solamente della luce della luna. Un brivido, un sussulto silenzioso e ancora una carezza. Lei si gira, sorride e si avvicina. Il calore della pelle riscalda il suo petto, il contatto al seno, una leggera scossa elettrica. La mano di lei sfiora il corpo disegnato, risvegliandogli energia sopita, desiderio. Le labbra si cercano, le lingue si intrecciano. Lui prende nelle mani i suoi seni e comincia a giocare con i capezzoli turgidi. Le labbra scendono sul collo, sulla spalla, arrivando al petto. Un altro brivido, la lingua si intrattiene a provocare. Con la mano scende sul ventre disegnando piccoli cerchi, mentre il ginocchio di Lei scorre tra le sue cosce, sfiorandolo appena. Lui la tocca con le dita, dolcemente. Il suo corpo bianco freme. Il respiro si accelera, alla presa decisa di lei. I sessi cominciano a muoversi nell'affannoso desiderio di ricongiungersi, ancora più vicini. Si sovrappongono cercandosi, sempre più decisi. L'ardore di volersi sentire uno dentro l'altro, di voler essere una cosa sola scatena la loro voglia di non lasciarsi. Una violenza piena di amore. Perché l'amore è possesso. Come in un inferno, presi solo da loro stessi, sfogano il loro diritto di dominarsi, di desiderarsi con tutta la rabbia dei loro corpi. Perché la rabbia è incazzata. Una lotta furiosa per consacrarsi alla loro scelta, una dichiarazione d'amore e d'odio, adesso, in questo momento, ora, lontano da tutti, urlando, perché la notte appartiene agli amanti.
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