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INFINITO

10
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sea_light_1_.jpg

**

lo specchio mi racconta meglio delle parole

ho visto troppi angeli per credere al loro invisibile prego

sono sempre in astinenza di bene

ho un cuore che segue i capricci della sorte

sono il clown nel circo delle illusioni

se dovessi mentire

potrei dire al mondo d’essere l’uomo più felice

ma non è vero

sono vestito di nero

come un velo agonizzante sull’asfalto

una sciarpa indossata dalla dea bendata

nei migliori anni della sua vita

ora raccolta da un imbecille come me

per vantarsi dei buchi nella soffice e preziosa trama

piuttosto che niente

piuttosto

mi diceva un uomo incontrato per caso

non serve ricordare il dolore ma parlarne

è una fede ancora più antica del Cristo

ho amato tanto e troppo a volte

a volte ho elemosinato per un sorriso

mi sono

dato col corpo

con la mente

col cuore

mi hanno sedotto puttane addestrate a bellezza

come un diavolo al male

io ci ho creduto

come un pesce d’acqua dolce alla boccia

apnee verticali di fumo

i sogni scritti al cielo sui papiri della logica

quando non ero ubriaco di sesso

quando non ero posseduto dalla chimera del piacere

come un bambino dal seno caldo della madre

come un vecchio dalla visione di una bottiglia

oh, cosa ha fatto l’amore di me ora si vede

cosa hai fatto di me Afrodite è una storia che si racconta da sola

vibra il ghiaccio dell’anima raccolta intorno alla frattura

come una calotta polare mai contaminata dall’uomo

lo specchio mi guarda

eccomi

mi dico sottovoce

un mostro

un angelo caduto nel letto disfatto del male

un eterno cercatore d’oro

un maledetto che abiura il puro

in un lungo sogno segnato dall’unghia della mia complice

la vita contusa da morte

oggi la musa mi sfugge

sono io a cercarla in ogni sguardo diverso

mi domando cosa vogliono le donne da quest’esistenza

l’amore è una squaldrina

allora perché insistono a travestirsi da angeli

ogni notte che scrivo

senti il fremito caldo dell’ombra

immagino la stella che non vedo vicino al mio fianco

il cielo cade sul foglio

la mano trema d’emozione

questo errare all’infinito tra le convulsioni umane dell’io

mi rende vorace

ho fame del profumo dell’esistenza

in ogni oscura crepa

quel che sono si vede

quello che voglio diventare lo scrivo

ma quella che resta di me

è un volo

come vorrei poterlo rendere

infinito…………

 #

Versi dove si avverte forte il sapore della sofferenza, la lotta con la propria esistenza, descritta con immagini forti e amare. Un lungo percorso introspettivo con il proprio "io", con la vita! Apprezzata.

 

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