Legato mani e piedi
mi sono ingegnato a costruire una chiave,
dentro questa prigione di silenzio,
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Sezione diretta da Giuga
Quanta intensità, quanto dolore, quanta bellezza!
E' proprio così, a volte la vita ci imprigiona
con le sue catene e allora per puro spirito
di sopravvivenza c'inventiamo una chiave fatta
con pezzettini d'unghia e di pelle....
ma non sempre ci riusciamo
e allora la sofferenza diventa tale che
ci sembra d'impazzire.
Sono quelli i momenti in cui cresciamo,
i momenti preziosi in cui vengono fuori
perle pregiate come questa tua
bella... che incanta...
So bene che avresti preferito non scrivere
e stare bene, conosco, sì, conosco tale sensazione,
ma il poeta nasce nel dolore e in esso fiorisce...
...e rinasce!
Bravissimo, veramente tanto!!
Versi che trafiggono l'anima, struggenti, bellissimi. Complimenti e benvenuto tra noi!
E' come se avessi letto una intera vita ... dura e dolorosa ... benvenuto!
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Scrivere è la liberazione dell'animo
avrei potuto scriverla io, mi è venuto un brivido ad un certo punto, per tanta somiglianza in certe ' visioni' buie che spesso mi accompagnano.
http://matteolorenzi.blogspot.com
In oculis animus habitat (Plinio)
Io invece non avrei voluto scriverla.
non è una bella sensazione, anzi.....
per liberarmene ho cominciato a scrivere poesie.....
Comunque grazie.