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L’atto d’amore

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L'atto d'amore

un racconto

di

Francesco Paolo

 

Porto le mani sui tuoi capelli e trascino le dita in un gioco di circolari e leggeri piccoli tocchi prima da un verso e poi dall’altro, poi dal basso verso l’alto e poi ancora verso il ritorno. Spesso mi fermo e resto immobile come per raccogliere ogni momento. Per un’eternità vorrei lasciare le mie mani sul tuo capo. Sarebbe come toccare e sentire i tuoi pensieri, sarebbe come navigare nella tua mente, sarebbe come rubarti, come santificare ogni parte di te in me stesso: questa sì che è benedizione! Dopo quest’eterno momento, un altro desidero mi distoglie e non posso dispiacermi di raggiungere quella parte tanto dolce di confine al termine della nuca per sentire il calore della morbida pelle del collo. Qui ambo le mani sfiorano e scivolano come in una sensuale danza con un alternarsi tra piccole carezze e passaggi più profondi. Palpito la pelle per rubare meglio ogni parte di calore e per sentire i battiti delle vene, raggiungo e comprendo meglio anche le soffici parti che stanno nascoste: ciò che non si vede, ma si sente, è mistero! Non vorrei restare ma resto… e resto sul tuo volto. Il tuo volto è tutto da scoprire e le mie mani sono intriganti messaggeri inviati alla sua conquista. La tua fronte disegna con gli occhi l’angolo dell’amore e le ciglia, lunghe e scure, contornano due stelle di una profonda e sconosciuta bellezza che m’incanta e m’incatena. Ma leggendo anche tristezza, porto il tuo sguardo sul bordo più alto del mio pensiero per condurlo ad un meritato momento di gioia! L’orecchio, piccolo e garbato conduce all’ovale e delicato lobo pari ad una gustosa lingua di un mollusco. Non c’è parte che non tocchi, ormai sono interminabili i momenti che mi portano letizia per questa tua concessione speciale. Penso a quante volte ho desiderato ciò che adesso accade davvero, a quante volte non ho nascosto questo desiderio di starti vicino, a quante volte ho tentato di crollare il muro d’acciaio che m’impediva di raggiungerti. Adesso il pensiero cambia e cerca altrove. Attraverso un gesto più fermo il respiro sembra trovare sincronismo col tuo e l’idea di raggiungere la sua fonte alimenta un bisogno che non posso più trattenere. L’armonia di un canto con l’introduzione annuncia ciò che sarà il principale tema dell’intero brano, allora tutto dipende dall’approccio iniziale e soprattutto ancor prima da quel misterioso senso che entrambi ci lega.

Ancora pudico senza toccarti, ma lambendoti soltanto con due dei miei sensibilissimi polpastrelli delle dita, seguo l’ondulato disegno delle tue labbra e colgo vellutati e dolci sensi fino alla ricerca più ambita: la bocca! In questa fonte di vita, cerco ristoro dal piccolo varco che timidamente appena mi concedi. Mi basta per sentire il morbido, caldo e misterioso interno e tutto il mio corpo s’inonda di un brivido che non m’abbandona. I sensi stanno nei liquidi! Bagnarsi è scambio di se stessi con l’altro: nel mescolarsi c’è l’amore! L’omaggio atavico delle percezioni ci distingue dal consueto bisogno che si manifesta in altri amanti. Noi siamo legati da un arco antico ma unico ed eterno. Sento l’urgenza d’andare avanti, la tua meravigliosa figura è troppo vicina e non posso più limitarmi ad accarezzarti soltanto, benché ugualmente piacevole è farlo.

Apro le braccia e non attendo molto dall’essere accolto in una stretta che mi unisce a ciò che ho sempre sognato. Siamo un’unica forma come fossimo così già prima, come se le nostre curve fossero ad innesto previsto l’uno con l’altro. La tua guancia prima sfiora poi si comprime alla mia fino a lasciarmi sentir scorrere il tuo respiro come l’aria che passa in un tunnel stretto. La tua mano mi blocca la nuca e le mie labbra si uniscono alle tue passando da un timido inizio, ad un’aderenza più intima e profonda. Il bacio è penetrante e passionale; la ricerca del suo gusto si concentra in ogni punto. Mi spingo sin dove posso per assaporare ogni parte di quel nettare ambito e lo bevo; mi spingo come se volessi portare una luce sino all’ultimo passaggio più buio, scoprirlo, dominarlo… e lo domino!

Poi, dopo lunghi attimi in cui tutto l’universo intorno scompare, incremento l’azione per appagare un desiderio che cresce momento dopo momento. Mi lasci quindi saltar via il primo bottone di una camicetta bianca infilata in un paio di jeans aderenti. L’inizio della visione del dolce solco, prospettiva di soavi curve ancora nascoste ed inequivocabile segno su cui a lungo il pensiero si sofferma incantando gli occhi, mi confonde. Tutto è molto lento, non c’è fretta o bramosia d’arrivare al traguardo a cui al momento non penso ed anche se una spinta interiore quasi brutale vorrebbe esplodere, c’è controllo sulla ragione e c’è rispetto. Ho difficoltà a comprender bene quali sono le scelte che potrebbero giovarmi, quali saranno i successivi passaggi per la visone di un mondo sempre tutto misterioso e nuovo. Nel mistero c’è l’amore così come dopo, quando il mistero si scopre, ne nasce un altro ancora per conservare sempre vivo l’amarsi. Attendo dunque di capire fino a che punto posso spingermi, attendo un cenno che già mi hai mostrato col bacio, ma che ancora timidamente è rinchiuso nella legittima dimensione di un’etica che ti distingue. Aspetti forse il momento più giusto. Ecco, adesso forse ci siamo, finalmente mi guardi come speravo e come ho sempre sognato. Avverto l’epilogo leggendo nei tuoi occhi languidi segnali. È questo l’incontro che emette l’urlo silenzioso del piacere! Precursore del tempo giunge l’inevitabile ed il dovuto espandersi avanza come fossimo sul tratto di una strada in discesa o sull’aereo dell’amore in decollo. Sollevo lentamente dai fianchi la camicetta bianca e sento la tua pelle vellutata penetrarmi sino alle ossa per poi avvolgermi come in un piacevole manto; gratificanti e caldi pulsazioni passano da parte a parte di noi come se avessimo unito insieme anche le vene. Il cuore ci porta l’idea d’essere vivi; battono un ritmo come fossero entrambi sotto un unico manto. Anche tu porti le tue mani dietro le mie spalle e delicatamente le affondi nella carne come il cercare ad ogni costo ogni parte di me di cui senti un assoluto bisogno.

Vorrei denudarmi di vesti e pensieri per trasformarmi in limpida essenza e concederti la condizione d’assorbirmi. Da quest’irrealizzabile evento traggo solo ciò che è possibile e lo unisco al corpo trovando perfetto equilibrio. Sento una tua sicura accoglienza e la ricevo. Le mie mani passano sul duttile disegno dei tuoi fianchi modellandone le curve, poi ruotano sulla schiena e, sconfitta l’incertezza, cercano d’infilarsi in basso alla ricerca di curve migliori. Qui però trovano l’ostacolo della cintura dei jeans ed allora tornano sui fianchi per poi tastare il piatto ed ancor più caldo ventre, e non hanno certo da pentirsi! Sofficemente, con le mie sensibili dita, sento l’obbligo di circumnavigare l’orlo dell’ombellico per poi entrare con il pollice in quell’accogliente piccola apertura e percepire l’evidente segno della vita. Restiamo in piedi incollati, piccoli tremori s’uniscono a brevi sussulti di voci incrociate; nessuno pensa d’essere estraneo all’atro in questo momento ed ogni gesto diventa piano piano consueto e comune ripercorrendo istinti innati e primitivi. I bottoni della camicetta sono ormai tutti saltati via e con l’unico movimento possibile ti scopro prima le spalle e poi ogni parte del tuo splendido corpo. Due bretelle sottili reggono le coppe che racchiudono uno dei misteri più ambiti. Nulla può trattenerci dal ripetere l’atto del bacio iniziale e come se l’avessimo lasciato incompiuto, uniamo le labbra e concediamo ancora alle nostre lingue di parlare il loro più intimo ed universale linguaggio. Questa volta ho le mani su quei piccoli ganci dietro la schiena che tengono il reggiseno e con calma riesco a liberarti finalmente dalla sua morsa. Come posso resistere all’invitante dono nel momento in cui altro non cerco se non questo. Le raccolgo dal basso e le sollevo con ambo le mani e ci gioco con quelle deliziose morbide dosi dalle punte dorate. Le labbra, adesso più aperte, ti baciano il collo cercando tutto il sapore della tua pelle. Ripieghi anche tu la tua testa sulla mia spalla e ricambi gli stessi gesti mentre spingi il bacino in cerca di un contatto più stretto. A busto nudo t’abbraccio schiacciando il tuo seno sul mio petto e restiamo così per interminabili momenti come se legati da invisibili corde. Le mani inseguono altrove intriganti contatti e con tacito consenso aprono la fibbia della cintura lasciando cadere i jeans che con un colpo allontani da noi come fosse uno scomodo intruso. Non possiamo più restare in piedi, ti accompagno sul comodo divano ad ampia spalliera e ti distendo nuda con tutto il tuo splendore. I tuoi occhi brillano di voglia e le tue labbra sono rosse come il fuoco; mi accenni qualcosa che non comprendo, ma non importa, in questo momento ogni gesto è già scritto a memoria. Avidamente la mia bocca s’attacca prima ad uno dei tuoi profumati capezzoli e poi all’altro come se volesse da entrambi estrarre e consumare il dolce succo conservato a memoria di tempi lontani. A lungo la lingua ci gioca su ogni parte di quelle due stupende curve senza lasciarle mai sole mentre anche le tue mani sono in fermento fra i capelli del mio capo. Mi fai cenno spingendomi in basso di un desiderio diverso ed io l’accolgo baciando il tuo ventre, mentre le mie mani entrambe scendono sui tuoi fianchi e si fermano a tastare l’alto delle cosce terribilmente bollenti. Sono queste al momento per me d’interesse maggiore, allora non attendo molto e girandoti di schiena con entrambe le mani afferro le due meraviglie e m’immergo nel loro solco profondo. Sento un tuo gemito più forte e capendo il piacere che provi, insisto a giocarci più a lungo. La passione ha raggiunto il massimo livello e tu sapendomi pronto, ti volti e m’afferri richiamandomi nel tuo più profondo. Sono in te, la mia bocca nella tua ed il resto nel tuo corpo. Sono tutto in te, il tuo è un possedermi completo ed il mio è un amarti totale; nulla e nessuno al momento esiste e nulla e niente potrà spezzare quest’atto sublime che ancora continua…
 

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Un bel racconto, molto delicato...ma troppi preliminari! Wink
Daniela

 
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un eros raffinato e sensaulissimo, che intriga con le sue sapienti pause... un racconto ben scritto, che cattura l'attenzione, complimenti

 

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