Fuggi mio spirto e grida al firmamento

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Lillovocedalsud

Fuggi mio spirto e grida al firmamento.
Il ciel d’oscuri lumi circondato
non piangerà ne riderà beato
al cuor che soffre pel d’Amor tormento.

E se, animo, dal ciel sarai ammaliato
al brivido indurrà il tuo corpo il vento,
il grano al suo sinuoso ondeggiar lento
e muggierà scrosciando al cuor velato.

Velato da una falsa primavera,
dall’esigenza umana di un Amore
che è vera linfa, ciò in cui più si spera.

Se fuori batte il vento, dentro è il cuore
a rendere me inerme all’Infinito
ch’è dentro me, ma che cercavo fuore.

Commenti

      Notevole il cammino di

    0
    punti

     
    Notevole il cammino di questo autore....versi sempre attenti e concreti. ottimo lavoro

    Non mi arrendo...

    indosso nuove ali

    e ricomincio a volare

    Poesia di grande...

    0
    punti

    Poesia di grande spessore e afflato lirico. L'autore, ci incanta ancora una volta, con questi suoi meravigliosi versi. Divina!

    Però...

    0
    punti

    Lillo va fluidamente e in modo quasi perfetto.
    Il "quasi" mi impedisce l'assegnazione del massimo voto, che raggiungerà presto, cum laude.

    Rullianus Fabius

    Sonetto di endecasillabi

    0
    punti

    Sonetto di endecasillabi canonici.
    Note:
    nel sesto verso il soggetto è "il vento". Questo è il soggetto anche dei due versi successivi.

    __________________
    "Piacque alla luna l'attesa illuminar,
    all'aer terso e pudìco avvolger me,
    al sommesso suon di vento allietar me,
    mentre il mio cuore continua a sospirar".

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