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Pari all’arciere che tende il suo arco
appare a me lo “spirto” Mio “guerriero”
contro un nemico che vincer non spero,
conscio che di frecce è già vuoto il sacco.
Mi sento assediato in questo castello
da dove scaglio i miei dardi infuocati;
già circondato da mille soldati
è questo corpo, pesante fardello.
Queste mie frecce son tempo che fugge,
queste ferite le grida del cuore,
questa armatura che indosso è l’Amore
che mi difende dal mal che distrugge.
Tra tal parole dal sàpor di fuoco
io mi riconosco, milite ignoto.
Questo è un sonetto all'inglese (3 quartine ed un distico finale di endecasillabi), volevo sperimentare questa nuova forma di poesia.
Sonetto di grande stile,
Sonetto di grande stile, metrica pressochè perfetta e sentimento ben refuso...genio!
Non mi arrendo...
indosso nuove ali
e ricomincio a volare
un saluto
Salve,
complimenti per il sonetto, personalmente ho trovato emozionante il ribaltamento (correggimi se sbaglio, non sono che un ragazzo) di prospettiva che progressivamente si manifesta, oltre alla teatralizzazione di questa battaglia (interiore), simile a una parodia. Molto godibile. Alla prossima, spero
Dario R @ http://caloresuglispigoli.splinder.com
ogni tuo esperimento
ogni tuo esperimento carissimo Lillo è goduria per i nostri occhi ed estasi per la nostra anima.....una gran penna la tua e si delinea verso dopo verso fino alla chiusa meravigliosa....
Rocrisa