Usa e getta...
... anche la poesia
[compresa la mia].
Le parole del vate
usate
riusate
e gettate.
Ma quale vate?
La protesta
dettata dall'umore
[sono morti i tempi del Furore]
è solo una spina molesta
senza testa
né coda:
...è anch'essa
una moda.
Oh Italia, mio bel paese, dalle sponde amate e dalle trame leggere
Oh mia Italia
di versi antichi
unita nel bisogno
anche senza carta igienica
da discount.
Oh Italia
che raccogli dossiers o doglie
o diossina
e che poi mai
mai che succeda un watergate
da noi.
Oh mio bel paese
di trote verdi ed ignoranti
di anguille pidduiste
o tripliste
di buffoni ed imbroglioni
e di facce da fresconi.
Nemmeno uniti
dalla sacra bandiera
calma spettrale
steso lo sguardo
sul gioco del vento
che nel fondo del cortile
non si posa.
beato lui
che senza preavviso
può prendere il largo
da ciò che non gli piace.

Inviato da michael santhers il 28 giugno, 2010 - 04:48
Mago Othelma Mondiali 2010
-Alohomora
- Baddiwasi
- Dissendium
- Expelliarmus
- Finite incantem
- Peskiwichtli Pestevrnomi
- Rictussempvra
Qui Mago Othelma
Signovre dell'occulto,
NostVra congvregazione
aveva pvrevisto disfatta
ma come solito inascoltati
da cialtvrone Popolo
-Ci sono nomi di calciatovri
non in sintonia col Kavrma
..Iaquinta ha messo retvromarcia..
invece della sesta favovrevole alla luna

Inviato da Ale92 il 21 giugno, 2010 - 20:22
La (d)Istruzione
In patria Italica v’ è una certezza
ed è una immane, pura schifezza:
è che la scuola non sa più insegnare
se non discordia, ed anche ad odiare.
Son ignoranti, a scaldar sedie
e muli e asini fanno le medie
ai grandi Dotti sottraggon l’ ingegno
colui che impara è sempre più indegno.
Siam noi futuri, grandi impresari?
bigotti, scienziati che crescon avari
Tasse 2010
A primavera si progettano vacanze
e sempre tristi opulenti gli Italici
allo specchio per sovrappeso ma
quest'anno cosa Santa una crisi economica
capita a fagiolo e governativa dieta
renderà tutti felici
Milioni d’euro risparmiati
per cure dimagranti stressanti
inoltre si debellerà il colesterolo
che azzoppa cuori ballerini agli amori
Gran sollievo per l'ente sanità
Uno spazio virtuale
Ho conosciuto uomini
ho incontrato donne
distese su paesaggi virtuali
ho letto le loro invenzioni
- parecchie le ho trovate belle -
affascinanti sensazioni
hanno invaso la mia parte
che stava a riposo da tempo
L'immaginazione è andata oltre
lo spazio che ci separa
così ci ho parlato
battendo sui tasti
ho scambiato opinioni
dispensato consigli
mi sono informato sulla vita
Grande festa
Grande festa stasera dopo
il funerale.
E’ morto il poeta da poche ore
e noi
abbiamo già pianto abbastanza.
Gli amici portano un pensiero,
vino sfuso a fiumi e
polveri magiche per perdere il senno.
E’ la notte del delirio.
Non siamo mai
noi, noi
e stasera non è il caso.
C’è da tirar fuori il meglio
dell’orrore per dimostrare
che siamo vivi
e cattivi,
Navigazione spocchiosa
Stati alterati di percezione
Passi inusitati di navigazione
Stasi perenne. Intossicazione.
Prova ricevi in trasmissione che oggi
che oggi
Oggi tengo l'aria spocchiosa
Nu diiàvulo pe' ogni capello
Volevo baciare una rosa
Una spina m'ha punto il fringuello
E oggi c'ho l'aria spocchiosa
Mi voglio spuntare ogni cosa
M'ha punto che ero distratto
Quell'Ape che m'ha messo al letto
I Giorni Della Merla E Della Passera
Una merla prese in giro il freddo gennaio
e candida bianca in una tana si rifugiò
e al trentuno del mese, baldanzosa vittoriosa
alla luce riapparve ma il Re dei tremori
sovvertendo matematica e calendario
chiese in prestito tre giorni a Febbraio
e scagliò con rabbia insopportabile gelo
alchè la pennuta furba trovò nuovo rifugio
in fuligginoso caldo tranquillo comignolo
Ricordando le fronde dei salici
Ho visto le migliori menti
della mia generazione
nascondere il pugno
e alzare il palmo
come se un nuovo Alalà
potesse risolvere fame e sete
sotto i ponti
e sulle panchine dei parchi.
Piegare il collo
distogliere gli occhi
inghiottire e tacere.
Non avrei mai pensato
che anch’io
prima o poi
avrei appeso la cetra
alle fronde dei salici.
Elezioni
Mattino grigio
piovoso
come sempre
è primavera
quando ci sono
le elezioni
i seggi
sono ordinati
puliti
alle sette del mattino
tutto
è lindo
e silenzioso
gli strutinatori
aspettano
il primo votante
un vecchio
bussa
col bastone
alla porta
avanza
lento
verso
il banco
era aspettato
è lui il primo
della giornata
sventola
in aria
una carta colorata
apre la bocca
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Ipocriti
Ho trovato tristezza
mista ad abbandono
tra le case del mio quartiere
dicono che è Pasqua
ma io non ci credo
se poi c'è questo
e nessuno alza un dito
perchè ha le mani ingombre
di regali e di uova di cioccolato
farciti alla gianduia
ho visto esseri deboli
distratti dalla vita
non vedere
che sul marciapiede
un uomo moriva
ad un metro appena
dalla loro baldanza
una vita spariva

Inviato da Silvana Poccioni il 23 marzo, 2010 - 16:21
Mosè 2010
Quando il mare diventa una pozzanghera
basta ad aprirlo
un ceppo secco
buono per il fuoco
brandito dalla mano di un profeta.
Attraversarlo non sarà un’impresa
per la massa dei fedeli
basta chiudere gli occhi
e saltare
dietro le orme del trascinatore.
Non c’è bisogno di un Sinai
per le leggi
né di un Dio
che si faccia Verbo
basta un esperto parolaio
Eppure...
Eppure
non credo d'essere contorto ...
allora perchè c'è
chi non mi capisce?
Eppure
cerco di tradurre
in parole semplici
il mio pensiero d'atleta ...
e allora perchè
c'è chi salta il fosso
e m'accusa d'esser ipocrita
senza avere il coraggio
di dirmelo in faccia?
Ci sono discorsi
lasciati sempre a metà
facce che si alternano
per non annoiare
io che parlo
qualcuno che ascolta
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Qualcosa da scaldare
Qualcuno sa far funzionare
lo scaldavivande?
Da solo non ci riesco
forse perchè non trovo
il libretto delle istruzioni
ho buttato il pacco
la gentile confezione di cartone
colorato col disegno stampato
il cibo è freddo
l'ho appena scongelato
ho i denti sensibili
al freddo
qualcuno sa programmare
questo congegno
dai bottoni digitali?
Ho fame
forse avrei dovuto comprare
parentesi culinaria
Il pomodoro che cuoce nel pentolino
è musica per le mie orecchie
l’acqua che bolle
lentamente
sul fornello prepotente
eccita l’acquolina
che tengo nascosta in bocca
la pasta fatta in casa
quattro minuti di cottura
trema già il coperchio
esce pallido vapore
i miei occhiali s’appannano
non conosco ricette
non sono raffinato
ho solo fame
voglia di nutrire la mia
avidità
Solita estate
all’improvviso
arrivò l’estate
un’estate calda
dal cielo terso
il cui azzurro cobalto
si specchiava nel mare
si affollò la spiaggia
di varia gente
giovani aitanti
dalle larghe spalle
e comuni mortali
dall’epa molle
di seni al vento
sodi e belli
e di altri flaccidi
le cui pelli
accompagnavano
una cellulite stagnante
s’affollò di ombrelloni
L'inverno da mò ch'è arivato: politica ner buio o buio ne la politica?
Angelì, pè ariscallacce metti sur tavolo ‘n fiasco de rosso
Cò sto freddo ce manca poco che ce la famio addosso.
Sor Venà, doppo ‘sto picchio se po’ puro araggionà,
er sangue mio s’è ariconcallato e ha ripreso a circolà.
Però nun zò perché quanno er buio se fa più fitto e pesto
Tremo come n’abbacchio a lo scanno; io me lo sò chiesto.
Bugigattoli
E
nel mio ufficio,
in questi
bugigattoli
chiusi,
la mia anima
imputridì
al cospetto
di tanta scemenza.
Mai
sulla terra
si verificò
tanta
umana follia.
Parole,
parole …..
parole…..
Le tentai tutte ….
Sentite :
un giorno
inventai
un laboratorio di scrittura .
Scoprii,
poi,
che copiavano
da libri
della scuola elementare .




