L'ultima notte
Come una bilia posata
su piano d'asse cline
vive d'involontaria vita
rollando primi timidi giri
incerti quali cauti passi
mossi nella via ignota
per vorticare poi arrogante
sino al termine del viaggio
ignara di ciò che l’attende
Così mi vorticano le palle!
questa notte che non dorme
tormentata dagli ultimi grilli
e dal latrato di canidi umani;
riempiti di liquido a 45°
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Asciuga i tuoi occhi
Asciuga i tuoi occhi
E guarda attorno
Il tuo mondo.
Non puoi avere tutto
Ciò che vuoi
Ma dovrai sempre combattere
Per ottenere il meglio
Che puoi, dovrai
Combattere per gli ideali
In cui credi,
dovrai combattere per
un pezzo di pane
di cui non sai il prezzo.
Dovrai imparare
Cosa è giusto e
Cosa non lo è
Dovrai valutare come usare
Il tuo sapere.
Asciuga i tuoi occhi
All'improvviso
Sensazioni sfuggenti
luci e ombre
si rincorrono
ansimando a bassa voce.
Sublime all'improvviso
un canto d'usignolo.
Si ode un assolo.
Due in uno,
fantastico così
nel turbinare del sonno
Nuvole si addensano
aria di pioggia.
Un lampo
trafigge la realtà.
L'usignolo ha cantato.
Aspetto di ritrovarti un dì,
all'improvviso.
Settembre
Foglie mosse
da respiri atterriti
mani d’addio
Nell’aria
pace attesa a sorprese
Valigie invisibili
d’animali verso dogane di spari
Rughe bruciate
ora svettano su pallori
pronti a vergogne
Settembre
stazione del tempo
da resettare ai ricordi
Nuvole a pecorelle
gregge del volere Divino
sconfineranno
daranno in pegno agnelli
ad altari al carbonio
Il re delle scimmie urlanti
Salta di vagone in vagone
il re delle scimmie urlanti
su quello della poesia
su quello della pittura
salta
salta
il re delle scimmie urlanti
solo il denaro salverà il mondo
solo il denaro
urla il re delle scimmie
che odia l'arte
e mangia libri
e defeca sui quadri
e della musica rende solfeggi di sedere.
Il treno corre
lungo il ponte della memoria
salta fossati
Vento
Il vento
spazza via la polvere dalla miia mente.
la mia povera mente
ottenebrata da orfani sensi di colpa
e il mio viso
si bagna di lacrime amare.
Sono rimasto privo
delle mie vitali illusioni.
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Cieco
Piangi anima
sul fondo del mio cuore provato
perchè hai visto
la felicità di un istante perfetto
ed ora,
sono cieco al resto del tempo
- blog di Il Marinaio dei Cieli
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nel rivederti
conserva ancora il viso
splendori antichi
ed il seno morbido
è l’eco di desideri miei lontani
lo amammo molto il mondo
ora in frantumi
carezzando l’idea di cambiarlo
come veder fiorire un bimbo
nel rivederti ora
ciò che resta è la vita
salvata come per miracolo
pur smarrita
in questi giorni di noia
e mi sovviene
un sogno mai vissuto
come un’ala
troppo giovane infranta
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L'albero sognante
Non era notte
ma nemmeno giorno
sotto l'albero sognante
i due amanti avvinti
leggevano il sudore
e forse anche la rabbia.
Non era ieri
nemmeno domani
era
perchè non è
un altro tempo nel tempo
quel tempo dove puoi amare
all'infinito.
Erano loro
che acoltavano l'albero sognante
e lui raccontava storie
morbide
sensuali
che poi qualcuno avrebbe detto altro.
Poi
Il rientro
Di ritorno vi vedo,
ben contenta,
attaccati ad un verso oscillante
che dall'alto fluttua
nella culla fuggevole
del pensiero leggiadro
che è panna montata
di soffice poesia.
Bentrovati
vi dico intorpidita
dal viaggio e dalla calura.
Ritorno dalla sosta,
che è ferma
solo in apparenza
poichè intatta nel cuor
è la sostanza.
Emozioni
Parole s’arrendono a spiegare
ragione all’anima,
occhi prestigiano pace
esce dal petto zucchero alato
Emozioni, pulli a volo primizio
ignari di predatori
rocamboli felici nella sorte
Così certi amori istruiti
carichi d’allerta
s’allentano improvviso al fato
e il cuore in burla a regole,
felice monello dietro farfalle colorate
ignaro a dirupo

Inviato da michael santhers il 29 agosto, 2010 - 05:24
Nel Rivederla
Sul volto scie d'anni migliori
poggiati raffinate collane
e rughe,perle salde all'anemico collo
desideri d'appiglio di bocche
scivolate socchiuse
in risvegli drammatici
Il tempo circense
aveva trastullato pensieri
per addolcire anarchici battiti
che mi lacerarono il petto
e al rivederla improvviso
svegliò l'animale ricordo
L'affetto trasportato ripiego dagli occhi
Contestazione
E' troppo facile scrivere una poesia triste,
infatti molte se ne sono già viste:
una che descrive la tragicità della vita,
ma, intanto, piangiamo,
quando essa è finita.
Molti mostri sacri caddero nella tentazione:
capolavori falsi, con emozione.
Grande valore
artistico, poco sapere.
La vita è gioiosa.
Forse, scrivendo "dolorosa",
guadagnerei più soldi,
Infinito azzurro
Oggi, fiaccata da calura estiva,
ingombra da peso di pensieri,
avanzo sulla lunga riva
e già m’interrogano
i due azzurri di cielo e di mare,
che si confondono
in unica armonia.
Estasiata raccolgo
sale di perdono
e si placano
i miei tumultuosi pensieri.
Ora, biancore di spuma,
complice di gioia,
mi sorride
ed io, molecola di finito,
m’immergo
L'ultimo ebreo del paradiso
Erano nudi
i nazisti rasati
nel parco delle rose.
Bruciavano libri
e bevevano birra acida
per conto di un dio
di troppe pretese.
Nel campo Hobbit
suonava la sveglia,
e blasfemi preti
servi del potere
dicevano messa
con la camicia nera
e catene di piombo.
Ma dall'alto
del paradiso
l'ultimo bambino ebreo
si affacciò da una nuvola cortese
e fece pipì
sulle teste rasate
La Vedova
Inconsolabile vedova
sovente si recava al cimitero
col suo mazzo di fiori freschi
e poi indietreggiando
senza mai voltare spalle alla tomba
s’avviava guardinga all’uscita
Gran rispetto d’amore eterno
le disse un giorno il custode
ma non Le sembra d’esagerare?
…No rispose la donna
in vita mi ripeteva all’infinito
hai un sedere che farebbe
resuscitare i morti
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Facce da teatro
“…Salve gente
mettetevi pure comodi
lo spettacolo sta per iniziare
Si accendano le luci
si alzi il sipario
siamo tutti pronti a debuttare
Come?…Come dice signore…?
Se ci sono comparse?
Oh No… qui abbiamo solo attori di prima qualità!
Non ci sono comparse né controfigure
sono tutti dei gran protagonisti…
Ma adesso zitti...zitti tutti…sta per iniziare
Sigillo che placidamente attende
Tronchi abbattuti di disseccati pioppi
fanno la sponda d'illusioni spoglia,
qui, sul ruscello delle illusioni.
L'acqua scorre, sempre continuerà a farlo;
ma tu, Sigillo, raggiungerai mai
l'estuario verso il mare onirico?
Reclaman cerebrali libidini
la lor parte di fede, giù tra le acque
del Caos. Il saggio esperire annichila,
la dualità conferma, navigando
Oriente
In immobili vite
plasmate al creato
cuori si frantumano doni
a mistici richiami
di luoghi d'incanto,
albe orientali
nella calma serafica
imbalsamata
da rituali gesti compunti
di monaci Buddisti
che lenti cucinano
silenzi da offrire
suggerimento
di voci interiori
Intensi colori sgargianti
armonizzano occhi zuccherati
nel connubio soave
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Abbandono
Grammi di pece
in salsa di ricordi
portati in tavola
senza un contorno,
così è il viaggio
fatto di intermezzi
tra un cuore acceso
e tu fuori di testa.




