Trionfo di un' anima morta
Nei labirinti dell'alienazione
Nei consueti circuiti cittadini
Uno uguale a due, e l'anima si sfoglia,
Due uguale ad uno, e il corpo si desquama.
Ma io sono l'uno e sono il nulla: io sono
Guscio e gheriglio d'un'anima morta,
Non posso che gustare la mia stessa
Polpa che specchia in un cartiglio l'uomo
Erebico, dal petto con capocchia
Di stiletto estirpare il cuore infetto
- blog di PAN23
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siamo allievi pin
...giocolieri di vita
inesperti di fato,
ma non usiamo
nessuna gola profonda
per intenderci.
entriamo uniti
nelle finestre dell'anima
attirati dalla luce.
e poiché mi avanza il fiato,
dammi un secondo
e t'illustro
seduta stante
come vedo io
quei due fari
...gli occhi...
sono ombreggianti fasci
d'ali senza respiro.
sul vasto palco
vedono flash
su allucinati colori
La Mèta.
Perennemente si è in affanno
per cosa, poi? La mèta.
Agognata e desiata sia
e che all' anima convenga.
Siam come spugne bagnate
che cancellan sempre la tela
Tormentando essendo nel tormento
dal frenetico trascorrere
del tempo che va, inclemente
E la mèta, vano bagliore spento.
- blog di Ale92
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Polvere
Polvere. Mi ossessionano gli strati
Gli impalpabili veli che ogni spanna
Ammantano e si annidano in silente
Cospirazione. Invitta a strati, ovunque
Si annida, sempre fitta, in lega unita
Contro di me, la Polvere; e gorghi
In ogni angolo incava, sotto un cielo
Corrusco, inesorabile: profondi
Gorghi che nell'oblio più grigio l'orma
Inghiottono e la traccia – stillicidio
- blog di PAN23
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Fata in viaggio
Persa dentro un bosco
di rami d’argento,
provo a rintracciare
il sentiero antico
della magia buona.
Trovo un Cavaliere
intento a nutrire
il suo destriero fatto di parole.
Lo seguo da lontano
non vista, credo o mi illudo,
e lui ancor non mostra alcun stupore.
Ad un tratto,
foglie secche dietro di me
ed una voce di Uomo
mi scalda il cuore:
“dove vai Fata, così solitaria?”
Ali di carta
Lo zefiro soave,
primizia di Primavera,
improvviso mi afferra
e lo seguo
con volo di pensiero.
Contemplo
l’Etna innevata
immacolata di candore.
Ascolto
il fruscio del bosco di Milo.
Riparto ancora.
Respiro
le onde tumultuose
pulsanti di vita
del mare di Acitrezza,
mentre il tuo sguardo
amico
incrocia il mio.
Trepida,
con palpito di poesia,
affido
ad ali di carta
Aprile
Viottoli fangosi
al sole,muta di serpente
sospinta a scaglie
da pulsioni d’erba
lungo sentieri di campagna
schifati appena ieri
da piedi ballerini
e ora tappeto d’invito morbido
omaggiato ai bordi da ciclamini
-Appaiono in superficie
ciottolo sepolti,tasti di pianoforte
a ruscelli argentei a percuoterli
ai riflessi di cielo terso
-E’ tutto un via vai di creature
- blog di michael santhers
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A Siria
Il tuo arrivo,
nel prato della vita,
per tua madre
è palpito di gioia,
arcobaleno di promesse.
Trepida ti guarda
mentre tu, serena,
succhi al suo fiorente seno.
La tua nascita è miracolo
rinnovato dell’amore.
Tu sei stella rilucente
che fa risplendere,
di nuova speranza,
il cammino della vita.
Sete di cuore
Nata libera, come il cielo
senza confini
Come un volo di rondine
a sorvolare i fiumi e i rovi
Palmi
induriti dalla diffidenza,
cullano i sogni
Spogliano le parole
Nude,senza baci
Fame di cuore
Dolcemente arroganti
Amari
e timidi sguardi
Nastri velati di nerofumo
Anime con le labbra dipinte di rosa
Frammenti del passato
Femmine
tra le gocce di una mimosa
Ed è quasi ieri
Il vento accarezzava dolcemente
i fianchi alle campane,
complice il campanile fingeva di non vedere.
Il cielo stendeva sulle case veli azzurri
e rimuoveva le ultime ombre
attardate nei vicoli.
Un canto di madre in lontananza
sferzava la pigrizia indugiante
nel tepore notturno di percalle.
I bimbi a malincuore
si svegliavano,

Inviato da orchideanera il 6 marzo, 2010 - 08:34
Lulù
Io ballo qui
il mio lungo inverno di neve
impudica in lunghe ciglia violette
nei miei orgasmi di luce ormai fredda
i seni nudi nel vento
i sogni caldi negli occhi
ansimo danze su flutti d'argento
impudica in gesti viziosi di un azzurro ormai tenue
l'impressione volta a celare i dettagli
un esausto pallore di veli scuciti
a spegnere echi impudenti
Marzo
Con timide gemme
provano ripresa di vita
scheletrite piante
Fiumi stanchi di vomiti
e lacrime di silenzi lunghi
riflettono i primi amori
che allentano il cuore
incatenato a certezze scialbe
Passanti infreddoliti
pensano a un camino
pensionato anzitempo
e si salutano veloci
Nei boschi
faine con spia di sangue
in riserva
aspettano stremo di prede
stordite nel risveglio

Inviato da Luca Murtas il 5 marzo, 2010 - 23:51
LX Il vecchio bambino
Sono passati degli anni importanti,
più non si contan le lune d'argento,
quanti respiri ha disperso nel vento,
ancora i suoi passi lo spingono avanti.
Verso una valle dal suono materno,
gli occhi s'alzarono sul desinare
fino a carpire il respiro d'un mare
che più non offriva sapore d'eterno.
Dov'era la luce del cielo d'estate,
il profondo silenzio di notti invernali,
Con il Mare nelle vene
C'è nell'aria
la vendemmia di un giorno
che declina il capo
in grappoli di luce rossa;
- già la notte progetta
sogni di velluto da appuntare
tra le trecce sciolte -
Conterò
i miei versi ad uno ad uno
per dormire in attesa di sognarti.
Sono qui,
a rileggere le lettere scritte
e non spedite mai.
-una ciglia sfuggita dagli occhi
sigilla le buste senza destinatario -
- blog di Annysea
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l'artista diffidente
Tenera è la notte per le sue impressioni colorate
una battaglia indefinita sulla tela sembra viva
come il lottare quotidiano della sua intraprendenza.
Si sfumano i contorni nel locale non più in disuso
un parlare diffidente segna il passo del confronto
quadri di ieri sono tracce di un profondo elaborare.
Yuppi du yuppi du altre tele sono da completare
- blog di luca samà
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IL Segreto del mare
Sono invaghita del mare,
di quel mare che m’impaùra,
che mi plagia.
Se nascessi
in un’altra vita
vorrei essere rosamarina.
Nel tuo jonico mare,
crescono lussureggianti gorgonie,
alghe policrome di poesia.
prati d’invertebrati,
dove galoppano giovani ippocampi,
danzano meduse come farfalle d’acqua
Ieri, ho incontrato
la bambina che è in me;
Case sparse
Finestre come buchi
in muri di colore sparso.
Dentro gioie e dolori
il cui mutare ci è estraneo.
Riflessi di pietre consumate
in un'acqua che non più scorre.
Le forme accidentate
e puerili di sacralità familiari.
Le vorremmo immutate
ma ci sfugge il loro divenire.
Che parvenze dell'inizio
saranno con la sola promessa da venire.
Dentro luci e ombre
il cui alternarsi non coincide.
Si prega di non tenere chiusa questa chiesa
Si prega
di non tenere chiusa questa chiesa
Dove si prega
di non lasciare chiusi quei pensieri
Annidati
in tutte quelle menti a chiave chiuse
come avide vite
comode
e il grosso guaio della neve
se non si è a casa
per il prossimo natale
Le anime
Le anime
erano
limitatissime .
L'anima
di un ingegnere
toccò
a
un tizio pelato
molto imbroglione.
L'anima
di un architetto
fù
data
ad uno
che progettava
grattacieli
fantasma .
L'anima
di un politico
venne data
a un
mafioso
pentito .
Un dirigente
prese l'anima
di un satana
in persona .
Invece
ad un avvocato
appiopparono
un'anima
pelosa .
Rimasero
Nostromo
Mare
inquieto
mare
mosso
mare
rosso
mare
a più non posso
e se
non posso
navigare
io
che ci sto
a fare ?





