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Poesia erotica

Poesia con tematica erotica o comunque adatta ad un pubblico adulto.

La lingua

0

Che avanzi, avanzi (posso? le è permesso?)
Col suo corteo di succhi
Biancastri, scivolando lungo il solco
Aperto del formoso
Tuo sederino – un gran culetto bianco
E rosa – , giù in tal strada (senza trucchi
O smancerie, davvero)
Fin verso la rugosa
E oscura soglia di quel buchino
Tanto stretto, la spada
Che, papillosa, in nulla ti trascura
Per secondar la voglia del mio vizio

Per Manu III

10
Media: 10 (1 voto)

Andiamo Manu, in alto, per i colli
Dell'ebbrezza, così, mentre l'aroma
Della tua pelle inalo e della chioma.
Andiamo, su, bagnati come folli

Chiaveremo finché il mondo non crolli
Dinanzi ai piedi nostri, andremo in coma
Sfiniti per gli orgasmi, e un ematoma
Comparirà rossiccio sulle molli

Chiappe tue non più chiuse a riccio, aperte

Per Manu II

0

Manu, a me accostati di più, se breve
È la Vita tu accosta più vicino
Le labbra. Per te sarò come un vino
Di natron che mantenga il fiele greve

Della Morte alla larga, sarò lieve
Carezza nella sera, che il nasino
Ti sfiori e quel bocciolo che piccino
Celi giù in fondo, fagiolo di neve

Caduto a fine inverno dentro scorza

Per Manu I

8
Media: 8 (1 voto)

I capelli tuoi belli, Manu, voglio
Veder percorsi da un rigo del bianco
Frutto del mio piacere, finché stanco
Teco non giacerò simile a scoglio

Immoto, e sul tuo viso nessun broglio
Più ingannerà il piacer profondo, e banco
Terrà la nostra brama che dal branco
Dei travagli andrà in cima a un Campidoglio

Di lussuria. Lì andremo a dimenarci,
Come oche strilleremo giù dai lombi,

Foresta di culi

1
Media: 1 (2 voti)

Sommerso mi trovai, giù dalla punta
Della cappella fin sopra alla cima
Dell'ultimo capello, nel groviglio
Delirante che intreccia nei miei sogni
Corone palpitanti di polposa
Carne, di glutei femminile trionfo,
Ani dischiusi, fatti per sommerger
Di piacere il mio viso le mie labbra,
Per stimolar l'ebbrezza che risale
Su, lungo le narici, percorrendo
L'epidermica gioia d'ogni fascio

Sassi di fiume

10
Media: 10 (1 voto)

I sassi che alle rive fan corona
ai fiumi che nell’anse lenti vanno
acquistano la forma universale
che al cerchio pone il limite di spazio.

Le forme tondeggianti con declivi
verso la foce della vita vanno,
ad incontrare il mare che l’accoglie
dove la vita venne germogliando.

E vien dalle colline il gesto arcano
che par carezza al fiume che vi scorre

Infiniti noi

9.33333
Media: 9.3 (3 voti)

Cullati dolcemente
tra note struggenti
musica soffusa
vestiti inesistenti.
*
Gocce perlate
scorrono incessanti
tra pelle e cuore
avidi amanti.
*
Baci cuciti
braccia annodate
tra lenzuola di rose
- Infiniti...Noi -

Percezione

9.5
Media: 9.5 (2 voti)

Pervadente e astuta
Elettrizza il mio sangue
Come spirito
Appetibile

E più su
Ancora …

E già di Eros
Ho lancia ben dritta
E focosa!

E tu …
Bocciolo madido
Di rugiada sacrale
Apri le foglie
E rosa mi congedi
Ingorda …

Fin le radici
Le mie terre gusti
Con le tue spine …
Artigli golosi!
Voraci di seme …

Siamo adesso la lava
ardente …
mare in tempesta …

Scintille di luce nera

8
Media: 8 (3 voti)

Scintille di luce nera:
scintille, scintille, scintille.
Voglio sbucciare una pera
anzi, mille, mille, mille.

Poi cambio idea repentina:
l’arancia mi ascolta e s’inchina.
Si apre da sola e si offre,
si dona ma soffre, ma soffre.

Scintille, scintille, scintille
sul fuoco ch’è spento al camino.
Davanti all’arancia m’inchino
e vado facendo faville.

Il grido dolce dell'amore

8.66667
Media: 8.7 (3 voti)

In mia caverna piccola tu entrasti,
donando a me le sensazioni vere,
e gocce di rugiada in me trovasti,
per darti un segno arcano di piacere.

Agli occhi tuoi donai una nuova luce,
quasi che tu nascessi in quel momento.
Il tuo salir su me ancor produce,
quei brividi che danno stordimento.

E infin quel grido dolce dell’amore
mi offristi tu e non fu sufficiente,

La Befana - atto terzo

10
Media: 10 (1 voto)

Nota: completamento della trilogia. Dopo la defaillance seguita allo strappo del reggiseno della Befana… mi vergognavo come un polpo lesso. Versi vietati ai maggiori di 90 anni con problemi cardiaci.

Forse lo sogno fu per l’epa piena
con la peperonata e la fonduta
e per lo vin sincero ch’era in vena,
non so, ma io stanotte l’ho veduta.

Ho tolto il reggiseno alla Befana

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

Una renna cadde
per l’aviaria
senza vaccino
e perse
le sue corna.

Forse si sdegnò
la sua carlinga
quando l’aereo
lieve
s’arenò
sul campanile.

Ancora,
ancora,
ancora...

Brividi di freddo
torrido
per un attimo
eterno
mi presero
di sotto
e caddi.

Ma il poeta sa
cose a colori
come la notte
senza stelle,
nella caverna
di Nettuno.

mandrillo

8.33333
Media: 8.3 (3 voti)

(Modesto tributo a Mimmo e Argia)

Ognun propone
sul giovial banchetto,
quel che sa far di meglio
che attiri l’altro sesso.
La smilza lucciola
sa sempre come fare
per apparir nel buio
un gran fanale.
Una puzzola
passeggia sulla via
e un feticista subito
insegue la sua scia.
Apre il pavone
fiero la sua ruota,
per poi scoprir
d'aver davanti un’oca.
Cinguetta il canarino

Mai più Melassa e Ravanelli

10
Media: 10 (2 voti)

Erbette verdi vedo a primavera
che spuntan lievi dalla bionda sabbia.
Del mirto essenza l’olezzar di sera
ritorna in mente come dolce nebbia.

“Amami Alfredo”, udìi nel buio pesto
e mi bloccai d’istinto accanto a lei
distesa e calda ed io tremante e lesto
pensai che fosse un dei sogni miei.

E non mi pare ver quel ch’è successo:
chè ìn tumìde labbra fu abbandono.

Sposa in amore

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

La donzelletta vien dalla montagna
vestita a festa per le penne nere
e, mentre sbocconcella una castagna,
si trastulicchia con le sue due pere.

Oh tu, che in alto loco assiso stai,
agganciami il corpetto che mi casca,
avvita il lampadario che mi dai
e succhia tutta l’acqua della vasca.

Non tralasciare i pesci del ruscello:
le mani intirizzite sono viola,

Mater luminosa

8.5
Media: 8.5 (4 voti)

nel solco naturale
che umido imbruna
dal bianco delle colonne

l’afrore di vita
che dal pozzo della nascita
precipita
nel tessuto dell’eros

regina
di non dette eruzioni
di tramonti ciclopici

desiderio
d’interna tumefazione
dell’onda

di ali di nero
non vela

velluto che affonda
in damaschi di schiuma

(2001, settembre)

Zauber Incantesimo poesia erotica per scommessa

9
Media: 9 (3 voti)

Il desiderio strega la notte
voli di vento
udrai accarezzarti
ma il soffio è lontano
tra le stelle
nel buio

Acqua di mare
scolpirà il mio corpo
velandolo
trasparente
A labbra socchiuse
t'inviterò

Momenti di paradiso
ti offriro'
la tua pelle
vibrerà di me
ti struggerai d'amore
tra realtà e sogno

Resterai stordito
incapace di capire
quando sentirai
oltre quello che puoi

La Musica del Silenzio

8
Media: 8 (2 voti)

Melodia
unisce corpo e cuore
sotto il canto del pensiero.

Sinfonia
di tiepido respiro
sulla pelle della sera.

Ora un sospiro,
lieve un sussurro...

Canta il silenzio
la pura passione,
il suo crescendo d'emozione.

Grondaie di serpenti

9
Media: 9 (1 voto)

Lievito misura
Remando il ventre ombrato
Sul bianco dell’istante senza cieli
Disteso a regalare

La favola dipinge
Grondaie di serpenti
A striscia primitiva:
La sillaba del sì senza giurare

la vela fra le labbra è peltro caldo
Scomposto, riflesso,
Ai bordi acquerellato
Destreggia sua la scia
Lento bruciando

Coralli e souvenir d’instabile comparsa

Eros e Psiche

8.5
Media: 8.5 (2 voti)

Quegli occhi profondi e invitanti
mi spronano a sogni e misteri,
le labbra carnose eccitanti
mi aprono a sogni non veri.

La gola tua lunga non teme
le languide e calde carezze.
La nuca si scalda e già freme
se alito sopra qual brezze.

Poi scopro il tuo seno che invita:
è forma divina che appare
al tocco di trepide dita
ed eros ci sprona ad “amare”!

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