Clessidre
Sole crepuscolato malinconizzarrossa
ancora un giorno crocifisso – si monumenta
di sale e di neve l'air bag dell'ultima strada
da soffocato abbraccio – lo spazio di un ricordo
rilabirinta il prezzo dell'abbandono caos
frammento d'esplosione universordinata.
Riaccende la pioggia le orde dei funamboli
esposti – scenari di troppe voci teatranti
e le impronte sopra l'asfalto ripartiscono
i fiori della notte in fiammeggianti trasporti
di fiaccolato dolore.
Specchia la carovana di carezze il deserto
evocato dal lutto all'accerchiato miraggio
della luce nel mutante passaggio di sabbia
rovente.
(guga 2010 Marzo)
Il linguaggio è volutamente criptico.
Pur avendo un significato profondo, che non sarà difficile scoprire all'attento lettore (in questo l'immagine aiuta) di questa poesia mi interessano di più gli accostamenti delle metafore, gli pseudoneologismi e la musicalità.
E' un esperimento: non è escluso il fallimento!
Per questo chiedo venia, anticipatamente, agli amici Poeti...
(Marzo 2010)
Passioni
E' un riaccendersi di passioni
senza nome,
senza velo oscuro
di parole smodate,
inutili,
sanguinolente.
E' un accendersi di passioni
senza volto...
come membra spezzate e intorpidite.
Vuoti d'energie
sprigionate nel tempo funesto
di un bacio
candido e violento...
della vita?
della morte?
del turbine variopinto
e a volte oscuro
di un'immagine gagliarda,
che si staglia lontano...
- blog di paola56
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I notificatori
E' morto il ragazzo
in un'imboscata
- ieri notte in Iraq -
I notificatori dell'esercito
s'avvicinano alla porta
- sono seri in volto
hanno l'uniforme ben stirata -
Il più giovane dei due
diventa rosso
quando la donna apre
il primo battente
- e scoppia a piangere
appena li vede -
Ripete la solita cantilena
il tenente anziano
- non tradisce emozione -
Pioggia di sale
Pioggia di sale
inclemente scroscia.
Non si discosta
penetra nelle ossa.
Nulla accade
tutto tace.
Solo un grido
senza tempo.
Tutto è finito.
' Contro la disattenzione di molti genitori... Causa dell'inevitabile.'
Fido
T'innamorasti
del mio piacione
musetto
di due occhietti dolci
Scodinzolavo a festa
ogni volta
che mi lasciavi addosso
una carezza...
un bacio
Non
chiedevo nulla di più
o nulla
di meno
solo il tuo amore...
C'ero io
quando lui
ti abbandonò!
Io
me ne stavo lì
accanto a te
ed anche in silenzio
ti consolavo più
di mille parole sciocche
Ora sei grande...
Freddo stupore
Non c'è spazio più
nemmeno per la vergogna
la bomba è scoppiata
- ho due sole dita
e non riesco a contare le vittime -
Sono in un finale
che non avevo previsto
- la faccia sporca di fango
non aiuta a riconoscermi -
L'inesperienza mi ha beffato
come un dilettante allo sbaraglio
- sono rimasto con l'innesco in mano
ed un freddo stupore nell'altra -
Magari fossi Dio!

Inviato da Donatella 44 il 31 luglio, 2010 - 19:19
Le scarpe rosse
Era una bella bambina, aveva undici anni.
Non scriveva poesie ma sapeva che i folletti
si nascondono nei tronchi degli alberi.
cercava con gli occhi una fata,
vide, invece, le scarpe rosse...
con una mano le coprì la bocca,
la tenne giù con il suo peso
ed entrò nel suo corpo.
Le scarpe rosse la inghiottirono;
imparò ad amarle
come una lumaca ama la propria casa
Il profumo della carne
Mi ritrovo sola davanti allo specchio
con il mio corpo riflesso
Non sarà perfetto ma a me piace
Adoro le mie forme rotondeggianti e vellutate
che profumano di rosa fresca
Adoro i miei seni piccoli e acerbi
ma duri come sassi lasciati al sole dell’estate
Adoro quelle labbra rosa,carnose e sensuali,
e ancora pure i miei piedi lunghi e piatti
Troppe mani hanno sconfinato sul mio ventre
La finestra dei sogni
Chiudo gli occhi a mezzanotte
per ascoltare
il suono del silenzio
La finestra dei sogni si spalanca verso l'infinito
ed io mi sporgo
per coglierne l'essenza
E' pura
semplice speranza
Non si lascia toccare
ma so che è lì
Come la gravità che incurva lo spazio ed il tempo
essa mi tiene aggrappato alla vita
E' fuori e dentro me
Un vortice di pensieri
Dall'altro capo del filo parlante
Dall'altro capo del filo parlante
tu mi ragguagli su gli ultimi eventi
e io, aggiornando ricordi e fattezze
di disfatta giovinezza,
quelle tue guance, un tempo
chiazzate di un timido rosso rosa,
mi figuro oggi pallide e scarnite,
i tuoi piccoli occhi vispi e ansiosi
attivarsi come sempre e frugarmi
per raccogliere fresche notizie.
Ci raccontiamo
le nostre povere vicende umane
Sommelier
Sotto il cilicio d’un tragitto angusto
inconfessata giace
la sagra dei miraggi
acquattata silente sotto i portici
su bancarelle chiuse a sopraccielo
Fogge invisibili d’essenze sprigionate
lontano dagli sterpi masticati
si levano ribelli, se non umili,
verso Chi porta in braccio gli Universi…
S’odono solo schiudersi, talora,
dei muscoli labiali
bagnati da fumose e rosse piogge
dal sapore di lacrima
e di ammenda
Dolo.
Piangendo,
pei dolori orfani
privi di mèta
perdi la letizia
del tuo riso
e sinceri singulti
spezzano silenzi.
Piangi, il viso
contratto la gota
rigata da sapide
gocce taglienti.
Trema, la mano
se alle mie dita
ti ritrai turbata,
temendo, taccio
scosto turbamenti
involontari.
Guardandoti,
agogno un sospiro
di sollievo
sia velato.
Ale.
Con la voce di Tom Waits
La voce di Tom Waits
Così calma così lenta
e roca
Quella voce di Tom Waits
È con quella che ti si può dire
Vedi amico, so che soffri
E sei stupido
Proprio sciocco
se vuoi tenerti dentro tutto
tu da solo.
Quella voce
dentro a cui puoi sentire persino
il canto delle lacrime che sgorgano
E subito muoiono seccate sulla roccia
Quella voce
Ecco: è con quella voce
non c'è scelta ,è scritto
per ogni mio attimo
c'è un 'altro battito.
d'intendere l'inevitabile
non c'è scelta ,è scritto..
sconcertando emozioni profonde,
racchiuse , mai perse,
che ti riprendono le mani,
in un blocco le gambe,
il viso.
occhi che fissano
tra le lacrime
su un volto
il solo sorriso.
io ,ora non appendo più al gancio
il mio abito, lo spoglio
e cerco di vederlo.
metto a fuoco
Nirvana
"Immaginai la tua carezza lieve
assolvere in un attimo l'errore
e invece vidi intorno solo nebbia
che senza fretta mi tirava dentro
ad un delirio etilico ed estatico.
Scavai tra paranoie e confusione
senza trovare scuse convincenti
tra giri di parole ritrattate
e verità negate all'evidenza.
Nessuna uscita eppure la cercavo
saliva un'ira densa come fumo
Pelle di luna
Ti stringo in un abbraccio che fa male,
e toglie l'aria all'anima.
Senza parole
il gesto mi condanna,
ed il tuo sguardo amplifica il silenzio.
L'addio febbrile
offerto alla tua terra,
si mescola a lamenti dissonanti,
portati via dal vento.
Capelli d'ebano tra i seni
l'unica vanità di donna,
pelle di luna.
Tornerò qui al calar del giorno,
in cerca del mio cuore sporco,
- blog di azriel
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Piccola storia
Raccoglie conchiglie
il bambino dalla testa rotta
sulla spiaggia inquinata
dagli squali e dai mozziconi spenti
Curve di copertoni
affiorano sulla sabbia
lavata da onde timide
- quasi ferme -
Puzza di alghe
- il bambino si tappa il naso
con due dita
con l’altra mano la testa ferita -
Non fa entrare il fetore
ma cade il piccolo bottino
e forma uno strano cerchio
Dolceamaro
Guardi dai vetri sporchi
scrosci di pioggia,
che bagnano da ore
le strade ormai deserte.
Non c'è riposo Judith,
la notte non è fatta per dormire.
Nel freddo acre della stanza vuota,
tra i libri aperti a caso e la vergogna,
quel niente che rimane
di un incompiuto slancio,
vissuto appena il tempo di un respiro.
Si spenge un lampo,
il cielo chiude gli occhi.
Il rogo della strega
Le fiamme alte vicino al fiume ardono
crepitano nell'ardente scarlatto falò
Una bellissima strega dai biondi crini
senza più parole ma intrepida e altera
con gli azzurri aperti occhi si lascia
lentamente bruciare tra umani ruggiti
di belve di sangue assetate mai pregne
Anime turpi di squallidi cupi cavalieri
che hanno fatto scontare ad un'innocente
Nicaragua
Era schierata con le truppe in autunno,
mentre le foglie cambiavano colore.
Donna senza un domani né un sorriso,
lo sguardo dolce fisso alle trincee
e io solo un ragazzo appassionato,
che non capiva i suoi lunghi silenzi
e il domandare scusa ad ogni passo.
La vedo ora da sola per le strade di Leòn,
tra gli edifici crivellati d'odio
nel vento che alza polvere e miseria.




