Piciulina sulla soglia
Ciangottina
sei da sempre dolce Piciulina
stropicciata eppure sempre coccolona
con un occhio qui
e l’altro chiuso per guardare altrove.
Due chili come mille
fusa e miele
dormi spesso perché riappari a casa
Amore e tenerezza
ti desti solo se decidi di non farci preoccupare.
Indecisa
a dire il vero un po’ traballi
niente pappa
un passo qui
e altri due lì.
Eppure
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I giardini fioriti
Pare che non sia qui
quello che cerchi
cuore di sole
soffocato in un cubetto di ghiaccio.
Pare che il tempo si sia dimenticato
o i tuoi desideri
non abbiano avuto forza sufficiente
per oltrepassare lo spessore delle nubi.
Eppure
ad occhi chiusi
continui ancora a passeggiare nei giardini fioriti
mentre fuori la neve ti copre col suo gelo.
tiziana mignosa
dicembre duemilanove
Il miao più dolce che ci sia
E’ sorriso
quel tuo strusciarti addosso
nube morbida
grigio amore e sguardo giallo.
Soffice peluche
tutto pelo e niente unghiette
mi vieni a stuzzicare
solo quando hai voglia di carezze.
Zampette di velluto
e cuore caldo
Margot fusi sempre
anche solo se ti guardo.
Alle volte però appari dispettosa
Gattosveglia delle sei
la domenica mattina è più bello stare insieme
Quando la bellezza fa male
(Sulle note di All By Myself di Richard Clayderman)
Ogni qualvolta l’estasi
riempie gli occhi di luccichii d’incanto
si capovolgono i sogni
inquilini inappagati
dell’età del tradimento.
Il bello opacizza il suo fulgore
quando il tutto con l’assente
spartendosi le botte
d’acquolina e fuliggine
inciampano sulle ore.
Di velluto a gocce cala allora
Calma turbolenta
Tutti di te vedono soltanto
la compattezza che il tuo corpo mostra
ma nessuno sa di quando
come elastico ormai stanco
la tua interiorità si tende ancora.
Peregrini dello stesso imbarco
i tuoi sorrisi mietono
tappeti d’erba profumata e fiori gialli al sole
passi ignari sulla lava della mescolanza
turbolenta calma della terra senza albore.
Grida sotterranee
che solo tu puoi udire
Come acqua
Quando il dolore è troppo
diventa come il nero pesto dell’inchiostro
anima come acqua
di corvino l’esistenza tinge.
Ora che l’adesso ha spento l’interruttore al tempo
e il sentimento raccatta punti di domanda
ti ritrovi ancora a rovistare
tra scarti di tepore e fiele.
Negli spaziosi luoghi dell’assenza
smarrita vivi l’ingorgo della mente
pensieri stropicciati
Filastrocca delle stelle
Ci sono cose
belle e assai più belle
che stanno lì
in bilico
tra le amate stelle
e aspettano soltanto
di farsi aria e vita
seguendo la dolce scia
del desiderio buono
invocazione
che dal cuore al cielo s’alza
e dall’azzurro
si fa fiore e terra.
tiziana mignosa
gennaio 2010
Geroglifici
Nessuno riesce a decifrare veramente
gli arabeschi che delineano il contorto albero
scalata che a suo tempo
hai scelto di esplorare
accecanti orditi su trame d’umidi silenzi
frutti dalle succose promesse
tardano ad arrivare.
Regina di scintillanti sogni
di polvere e dimenticanza è il regno sull’aguzza terra
buccia rossa come l’ape al miele
virile folla
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Alle spalle dei funamboli
Sulle note
di
Ashram – Entry Into Ashram
.
Anche quando gioca a nascondino
dietro i fatui luccichii del tutto
furtivamente prende posto
quello che è il temuto vuoto.
Stridula voce
che in mille pezzi strappa il cuore
e di fare inebri allora il tempo
commedia e i suoi attori
funamboli senza talento sui fumi del pensare.
Tra singhiozzi impercettibili
senza intralci
Sabato sera
Sulla notte che sfreccia
di passione s’accende il sabato sera
dispettosi i giorni
non rispettano i tuoi tempi.
Luci e desiderio
chiavi di violino blu nel blu
dita affusolate che tratteggiano
quella parte di te che hai paura ad ascoltare.
Delicatezze dalle tinte travolgenti
cerini dallo zolfo bagnato
infinite scintille che alimentano
l’intensità del fuoco imploso.
L'isola che mai c'è stata
E’ uno sguardo gentile
quello che osserva senza più volere
granelli d’irti spini
amore sciolto a gocce
e intanto il disinganno cresce
sulla terra di un falso dio che sempre più scompare
quando ti giri a volte a rovistare
tra sbiaditi intarsi che ormai non fanno male.
Ed è lì che t’alzi
allorché per acquisire leggerezza
rinunci anche a soffermarti su quanto a volte il come
Adesso basta!
E’ una perversa danza
quella della porta in balia del vento
indecisa avanza e torna indietro
ma all’improvviso alle mie spalle è tonfo
amato suono per il cuore in festa.
Emozionata
riabbraccio sorrisi ripudiati
con gli occhi avanti le mie tasche svuoto
residui d’inutile zavorra
prima di spiccare il volo.
Adesso basta
è festa veramente
con leggerezza l’ultimo legaccio slaccio
L'aula di disegno dal vero
La vita è come il sole
se ne sta lì coi pianeti intorno
una grande aula piena d’artisti in erba
che imparano a guardare e a disegnare.
Al posto di bottiglie dalle fogge strambe
ma anche di busti antichi e marmi assai pregiati
ci sono avvenimenti e accesi sentimenti
fiori dalle aguzze spine perfino a volte belli.
Immobili si lasciano osservare
amare e anche odiare
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Inviato da tiziana mignosa il 23 gennaio, 2010 - 10:11
I fiori del bene
Che ne sai tu
della principessa bambina
che coi fili d’erba e i raggi di luna gioca
e dei suoi occhi annegati
nelle mani a conca
laghi vuoti di speranza.
Vesti bianche indossa
con frange tintinnanti
pallide stille di malinconia
e dei riccioli ribelli
custodi intransigenti
dei fervidi segreti, che ne sai?
Desideri colorati
che mai s’intonano
ai suoi passi stanchi
Riflessioni allo specchio
Sulle note di “ The colors of music” di Giovanni Marradi
Le battaglie più efferate
sono quelle allo specchio
quando il tuo riflesso
tentenna sull’erba voglio
mentre la falciatrice avanza.
Quando al desiderio
socchiudi gli occhi
e di sorrisi i morbidi capelli sciogli
mentre l’altra mano
annoda languide ciocche
ogni volta che nel salotto della golosità
col calore della pelle
Ad occhi chiusi
( Sulle note di Open Arms dei Journey)
Tregua
hai invocato tregua
mentre scorticate dal caos dei giorni in corsa
le tue mani osservi
mendicanti dolci
di sogni insaponati.
Un attimo
almeno un attimo
vorresti attorcigliarti
dentro la bianca bandiera dell’illusione
tenerezza
che non può far male.
Dalla sorgiva goccia
il fiore è già sbocciato
ad occhi chiusi
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Tornare è come entrare
Custode dei primi voli incerti
e dei sogni bambini
è quel luogo amato
scrigno dove un pezzo del mio cuore s’è imbrigliato.
Ogni qualvolta torno
tra quelle vie di vento e mare
che solo i miei balocchi hanno lambito
percorsi scartati e nuove orme incontro.
Tornare è come entrare
nel giardino delle opportunità perdute
luoghi dove convergono
strade recise e poi dimenticate.
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L'Ispirazione
L’ispirazione è come il fiume che ti passa accanto
ogni tanto si muove trasversale
di Luce allora va ad alimentare
zolle che presto si faranno cielo.
Scorre, e a volte neanche ci fai caso
ma quando scegli d’attingere dal suo bene
t’accorgi che possiedi solo un cucchiaino
e tutto il resto lo vedi allontanare.
tiziana mignosa
dicembre 2009

Inviato da tiziana mignosa il 12 gennaio, 2010 - 12:47
L'Amore si legge negli occhi
(Sulle note di The Song of the Sun” di Mike Oldfield)
Sentirti è come vento
quando il nero delle nubi soffia via
fremito
lungo la schiena
occhi vogliono occhi.
So bene che mi osservi
oltre il muro spesso del timore
gocce di rimpianto annuso e tenerezza
mentre il sentiero tracci
dove hai esiliato il cuore.
Ma l’Amore
quand’è vero
in fondo agli occhi giace
Il puzzle della vita
Siamo caselle nella scatola dell’esistenza
seppure in tanti ci sentiamo spesso soli
germogliano così fiori e desideri
meravigliosi incontri
perfetti ai nostri lembi.
A mezz’aria la conca seduce il mezzo cerchio
e bacio unisce retta a retta
ma quando l’aria si fa terra
ben presto il cerchio si fa schiena al cerchio
e la retta ondeggia sulla retta retta.
Bendato allora appare





