Amore
Ti ho privato di me
(rugge il pentimento dentro)
volendo gettare le mani dal balcone
pur di non toccarti
e punirti
ma il tuo sguardo d'incenso
reclamava l'asciugassi:
eri la mia chiesa
e t'imprecavo uscire
dallo stare e l'infinito.
Ti ho privato di me
ritratto di novilunio
opalescente il viso
indecente
così come ero allora
e non sarò più.
- Login o registrati per inviare commenti
Niente so..................
Da Migliarino
lungo la ferrata
ricordo a pietra miliare
una puttana, mano sul pube
complice l'attesa...........
l'incipit un desiderio umano, il mio,
d'osservare la merce e trascendere:
-Scusa per Tirrenia?-
Niente so
perchè non abbia mentito
per la sua bellezza inaudita,
semplice, immorale,
com'era dei pini, il sesso,
rilocati selvaggiamente
alla Natura obbedendo,
La mimosa
Oh! Quale preghiera
viene dal giallo sbiadito
infusa l'aria ancora fredda
il lamellato rado,
ristretto fogliame cadente
un pentagramma scandire.
Disposti a grappoli di note
i boccioli trapuntano i rami:
messaggio di Primavera
non ti rallegra?
E qualche violetta intorno,
forse azzuffata vicino al muro
tralcio l'edera invadente?
O recapitata primula
nel cuore di luce rigonfia.
- Login o registrati per inviare commenti
- Continua la lettura...
Pioggia
Dal viso calvo
l'oscurità ha pianto
notte percorrendo
lì fuori del ferro
in parcheggio
lucido a pioggia
e tratti di luce
un lampione disegnando
scontornato,
lo stesso mio destino
indovinato incastro
in respiro di questo mio incanto
silhouette dormiente.
Riavvolgo
del viso calvo
l'orbita desertica
il cielo
profuso nel ghiaccio-pensiero
tremando
come si traduce ogni lampo
- Login o registrati per inviare commenti
- Continua la lettura...
E' così......
Nottetempo sfumo
sereno e sogno
mestruo, pozione
l'antidoto a me stesso
e ricalco una leggenda di tutti
fosse premio l'esistenza.
A giada
confusa vorrei la notte
da mistiche onde
e perdermi nel verde-blu
infrasonora sofferenza
a distruggermi.
Nomi acerbi
da rinventare
lungo "i nervi dei polsi"
forme amiche
a luci spente
immaginando.
Nottetempo
trovo il delirio
- Login o registrati per inviare commenti
- Continua la lettura...
La casa delle orchidee
Alloggiato
sul cranio
l'inedito della linfa
i sogni
svaporano
d'aroma l'aura
e sbianca
disteso
un altro corpo
manca di gelosia
amore mio
del tuo mormorio
debolmente sospira
doppiando il capo
nell'agitato mare
dei tuoi segreti.
- Login o registrati per inviare commenti
Intuito di rivolta
Disadorno
ogni parola
per amarti
medusa urticante
disadorno
ogni confine
per lasciarti
e l'argento corrodo
della notte
candide persiane a luce
opache smunte l'ombre
farti pensiero......
striscia di bava
lumaca d'oro il tempo
smetta di possederti
l'anima tua a me nascosta.
Disadorno,
tuo, mestruo degli occhi
scendere le segrete
volontà infine libera
fiume a recidere
- Login o registrati per inviare commenti
- Continua la lettura...
Terremoto in Abruzzo (la sacra famiglia)
....e tu Madonna
nell'abbraccio i due figli
ti condusse la morte
ed i piccoli occhi chiuse
per sempre
dalle voci d'amore divelte
lassù dal cumolo di macerie
prone nel ruscello di lacrime
a raggiungerti altrove.
Questa infelice Pasqua

C'è forma di sublime coerenza
dal cappio della terra
ascendere in nodo crocifisso....
è quasi Pasqua.
E mi pare quasi prosa ed ultimo scritto.....
E mi pare io viva di solitudine
comunque si ami e si sogni
sentire quell'Assoluto a divorarmi
ogni convinzione che mi rende infedele.
E mi pare non capisca il Mondo
o lo rifiuti come rifiuto
di contro questa nausea di stanchezza
ad una bellezza che similmente vedo
affacciarsi e poi svanire.
Cronaca dal bosco
D'erica il sottobosco
colora, stende scivolando
dalle radici scoperte
al sole primaverile.
Il fogliame secco
trapunta i vuoti
ormai vetusto
alla novella sorte:
scendere dal piovasco
è spirito universale.
La nebbia
Di serotina nebbia
rivestono i campi,
al sole che più non ricuce
colori al nero delle sagome
ghiaccia ancora
sfrangiate
le mille sue camice bianche.
L'Inverno e la Primavera
E d'amianto la luce
trapassa lo spesso
del cielo d'Inverno,
si finge velata a nozze
di bianco sporco
a scendere dai tetti
nel mio cuore che la cerca
senza tregua, brillante
come di giugno, abbagliare
il mezzodì, l'erba novella
la siepe a delimitare,
io che dal balcone distendo,
L'altro.....o sono Io?
Mi ritorna
un'attesa, un brusìo di suoni,
una fatica l'osservare
da simile provata Architettura
dove la "Volta", un giorno,
affresco d'azzurro e nuvole estive,
era solcata di luce viva.
Sinceramente...
Posso vedermi scucire dal cuore
un nastro di tormenti
e non ho nulla per Te d'altro
per come mi vedo
e nascondo.
Mentre intorno
generazioni d'amanti si dichiarano
giudicando il resto
niente......
il mio niente che coltivo
insignificante da donare
mi sostiene.
E non so parlarti
In me vedo
Mio unico fiore
questo silenzio
per la Madonna
la sua unica terra
questo corpo
per il Signore.
Ascoltami.....
Caro amore
il mio cuore batte senza tempo
come onde lontane del mare
e senza spazio
avverando l'infinito dell'ultima duna
che non si avvicina.
Il mio cuore è un ciliegio di sangue
che l'estate mai matura.
Non è verità ma certamente crudeltà...
Come vuoi io preghi
nell'esercizio della parola?
Come valicare il bisogno di pensare?
Infine il corretto sguardo
assente d'ogni desiderio?
Il sole fa capolino d'atomi
nella mia origine
e si distrugge
dove un tronco forse più tenero
è luce a scaldare.
Lettera ad un bambino di luce
Bambino, mio caro, dolcissimo amico segreto, a quali piume correggi le tue dita così piccole? Ancora non sai nulla del volare.....ma in quanto al volere......ricopri fette del mio antico cielo azzurro.





