dio delle bolas
prova a tirar su l’umore
pagliaccio bendato che ruba moto
prova a dirvi di cuore
è tutto un salto nel vuoto.
rumba di barca, rumba salina
illuminaci la schiena
ché corre verso di noi la mattina
la notte scorre in vena.
nell’aria valzer di palline
a sembrarci d’un dio svagato
il pagliaccio è sul confine
col riso solo disegnato
coi cuori con le anime e i santi
non è mica facile.
non è mica facile
tu mi dici che i miei gigli non li vuoi
e se puoi sulle molle sii più agile
guarda che non è mica facile
mi hai chiesto la luna, a un allucinato
che aveva al massimo un meteorite usato
fortuna che era in offerta imperdibile
pur coi saldi mica è così facile
mi hai chiesto la camicia, il cravattino
e io avevo solo la livrea da pinguino
I am the walrus- DamAmster
siamo nati per completare
un mausoleo di pezzi sparsi
divisi sfatti infranti
dai sedici anni in su.
devastate deragliate scelte
di forme alternative di convivenza,
e poi tra i fumi lisergici pastosi
scoprirsi innamorati e barcollanti
a quelli che preferibilmente l’oscurità
e sciogliere nell’acido
i luoghi comuni
e il vortice dove tutto è tutto
e niente esiste in assoluto
IL Negro.
nell’ufficio aerocondizionato è entrato un negro stamane. Andatura sicura, italiano tutto sommato migliore di molti miei concittadini di paese.

Inviato da spazammaZ il 2 luglio, 2009 - 19:00
Da qui- il futuro dell'africa è Nero
Da qui non si vede il cielo
tu che procedi nella nebbia
e ti affretti a sputare la marlboro
sullo squarcio di sereno
Da qui non saprai mai
che i tagliagole hanno la laurea
in chirurgia e che le nostre donne
fanno sobbalzare le auto imboscate d’occidente
Da qui quel tuo dio non si fa mai vivo
dopo tre giorni tutto quel
che ci ha lasciato in santità
un pizzino in siciliano
Densamente spopolata è la felicità
Cupi irosi pensieri. Il più grande, Lindo Ferretti è morto con la sua x sulla casa delle libertà obbligatorie.
Ancor sopportabile il suo bisogno di salvezza cristiana, non altro.
Non
altro.
Come può morire l'ultimo dio. Eppure è una crisi
passeggera. Prima non c'era, ora è già finita. La propaganda è forza creatrice, nuova realtà
nuova tremenda realtà.
.
la vittoria dei pochi-il calcio fa bene alle ossa
L’ala scende sulla fascia
neanche il tempo di guardarsi
attorno
la palla è in mezzo
per la gloria di qualcun altro
.
si è fatto male
ora
negli spogliatoi tra il vapore ed il sudore
la sua fede è rotolata nel tombino
e lo chiamano libero, ma è solo un difensore
.
non c’è memoria
per chi vola dove si incontrano i pali
bestia tifoso
La grande utopia
La grande utopia fu quella di vedere i poveri governare e vederli ancora poveri.
La grande utopia fu di alzare la testa, guardarci negli occhi, vederci umani.
La grande utopia di ricordarci diversi, di riconoscerci zingari e ladri, pii seguaci di allah e maledetti romanisti, integralisti cattolici e terribili stranieri, la grande utopia di non avere nulla in comune
come as you are
Come una vecchia amica
come vorrei che fossi
come una nuova nemica
vieni a tenerti a distanza
-
e prendi possesso dei miei averi
senza lo sfogo della violenza
resta dove sei, resta come sei
-
come una vecchia nemica
-
-
non c’è viaggio, non c’è attesa
i brividi nella nebbia sfumano
sulla pelle orfana, non c’è viaggio
quando scompare la sorpresa.
-
-
La notte in fondo alla notte
Lui guarda il sole e si copre. Lui, eh bé sì, è completamente sbagliato, non ha un solo osso dritto in tutto il corpo. Lui, come dici bene, percorre solo sentieri dissestati, lui avanza si ferma torna indietro, cade si ferisce, si rialza e non cambia strada. Hai ragione tu ché quel sentiero svolta di colpo sui rovi e oltre c’è solo un dirupo. Lui non vuole andare da nessuna parte.
Il mio testamento biologico- poche righe per chi abbia un po' di pazienza
Ho scritto il mio testamento biologico, l'ho scritto sulla pelle di una pecora nutrita solo con mangimi naturali, è biologico al 100 per cento.
Se mai dovessi diventare un'ameba che vive solo grazie ai farmaci, staccate la spina. Ho dovuto convincere l'infermiera a cui l'ho consegnato che questo è il mio
stato naturale, poi ci ho provato, ma forse non era il caso.
C i a k
Che se ne fa ciak della pantomima
ardente e delirante della noia fumante
di una vita di provincia, della rima
amore cuore, amante contante.
-
Che se ne fa dei cimiteri di utopie
di anziani perseguitati, di finte dive
di operai incazzati, di fotografie
i ricordi sono roba di chi vive.
-
Che se ne fa ciak dei buoni consigli
con la ragione rigida della polizia,
Antipoesia amara che ti mette le ali.
Voglio la felicità della coop,
le cipolle in offerta speciale
trovarle l'ultimo giorno in promozione
e pagarle la metà.
Voglio la solidarietà dei dipendenti BCC
voglio il calore creditizio di una banca differente
e se vedrò il mio amico testa di cervo
urlerò innamorato: la mia ragazza è differente!
Voglio il rispetto di un dirigente mediaset
cristo armando diaz
Entravano a frotte col diritto in bocca
e mostravan forte a tutti lo stato,
lo stato che non perdona, tocca,
il macellaio che si vestì da appuntato.
*
Attentavan alla democrazia le donne
distese nel sonno tra le bandiere impotenti,
i servi volevan solo colorarne le gonne
si sentivano chirurghi nel cavar loro i denti.
*
La scuola si innalza stanca tra le lamiere,
corsivo perchè fa più flusso, fa più joyce, perchè scrivere in verticale fa venire le vertigini.
La luce si bagna di cemento sul marciapiedi sporco di questa città puzzolente. La luce si ferma a riposare sulle piume dimenticate da qualche piccione gonfio di umidità e di roba. Non dimenticarmi se puoi, non dimenticare la mia voce in questo canciare di cavallette e motori senza piombo, non mischiarmi tra i relitti di uno squallido occidente.
di francesco si sapeva poco
Di Francesco si sapeva poco
era uno di quelli che per dormire
dovevan fumare, quasi per gioco
si chiedeva se era ora di morire.
-
biondo sporco e mulatto
bevevo solo acqua di inferno
e quando sbagliava con uno scatto
temeva d’esser di dio uno scherno.
-
a vent’anni non darsi uno scopo
restar solo, salutare tutti
rider sempre, scherzar dei lutti
la vita è una cosa da poco
-
Il paese dei codardi, il vecchio coi cappelli a punta e il menefrego del preservativo
Il paese dei codardi sfugge il color scuro delle pelli degli altri,
li uccide a suon di manganello e cristosanto.
Il mio paese di codardi
si chiude in casa a sera fatta e
sbircia tremolante alla tapparella
ché gli unni di bucarest non fan ricrescere l'erba.
Il paese dei codardi non sa non sa non sa non sa un cazzo,
perché han seguito sempre e solo l'ora di religione
e pensano ancora che l'africa
sia uno scoglio della sicilia.
Il mio paese di codardi crede
come un popolo di betulle che il sole
sia quadrato se glielo assicura
mike bongiorno
e un massimoesperto qualsiasi.
Il paese dei codardi vive
di piccoli furtarelli di ogni giorno,
non ha gli occhi abbastanza
grandi per vedere dall'alto
la somma delle piccole miserie di una vita trascorsa ad evader tasse.
Il mio paese di codardi non rischia la giustizia,
sceglie accorato l’impunità
e tonto
e sfrontato
ragiona con l’indelicatezza dei luoghi comuni,
ha la rigida morale di chi è elastico solo con se stesso.
Il paese dei codardi indossa
un sorriso plastico quando
a furia di imposture
si dimentica dove ha nascosto a sé stesso la verità.
Il mio paese di codardi
brontola
sentite pulsazioni di amore e rabbia
Pulisci il mio corpo in devoluzione col tuo farmaco, col tuo veleno col tuo amore. E diamo tutti un dieci alla tequila e alla sua dolcezza indirizzata al cervello da un pezzo di
limone e da un pugno di sale.
Ci vogliono investire e ci vogliono vestire di tutto punto per denudarci.
Evviva il tempo perso, buttato e riciclato a decorare la periferia col commercio dei tunisini.
Non avere la pietà di risparmiare le mie battute demenziali e impegnati a ridere dei miei deliri lisergici.
E spediscimi un bacio bolognese dalla tua vita, dalla tua vittoria e guarda la distanza che ti separa dagli altra, guarda la fortuna e la benevolenza che la fortuna ha avuto con te. Ché sei bella come il cielo quando è lontano da questi cazzo di palazzoni di cemento e sei bella come l'aria quando si sveglia presto e sfonda i tetti le finestre e spegne l'ira e scatena i temporali e sei bella come dio quando smette di fregarsene della sua religione e sei bella come sua figlia.
E mi porti nei cimiteri perché sei la sola e unica anche di domenica mattina e l'automobile mi sembrava una jamaica di vita e di emozioni allo stomaco.
un poesia veramente 'spirato dal bene per tutti voi e per il mondo intero
Si può condividere il nostro amore
e lanciarlo oltre l’ostacolo
si può estirpare il dolore
e compiere il miracolo.
Si può credere nel disinteresse
e nella sincerità del vero cuore,
*
*
tutti insieme si può
basta andare alla coop.




